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Alitalia: via alla "sbombolata" sui marchi in difficoltà.

Mi giro e mi rigiro nel letto pensando al fuori pista del Carpatair e alla mezza bugia di Alitalia che prima opera voli con la sorpresa rumena e poi chiede ad un fantomatico magistrato di autorizzarli a nascondere con una mano di bianco l’onta di aver sbagliato un atterraggio. Tutto approfittando dell’oscurità. Mi immagino Ragnetti che telefona a Schisano e nel cuore della notte gli intima di setacciare Fiumicino in cerca di 7 o 8 writer che possano sbombolare di bianco la carlinga dell’Atr 72. Ai writer non sembrava vero. Qualcuno ha anche proposto, sull’onda dell’entusiasmo, di invitare Sten e di fargli firmare la fiancata. I writer arrampicati come Ragnetti sull’aereo, con tanto di cuffiette dr.dre, musica a palla e mascherina bianca coprono il marchio Alitalia e le grafiche verdi e rosse, mentre si battono il cinque e ondeggiano la testa a ritmo di “Pompo nelle casse” dei Power Francers. Ma sono solo ipotesi. La realtà è purtroppo ben diversa. E’ un magistrato mascarato quello che autorizza l’intervento sull’aeromobile. Nessuno sa chi è e non basta l’interrogazione di Passera. Se ci fosse stata una telefonata da intercettare tra Passera e Schisano avremmo sentito: “Pronto Corrado? Ciao guarda che ho sbombolato l’Atr, dì al magistrato mascarato di fare la fotocopia all’autorizzazione che ha emesso per la Wind Jet a Punta Raisi e via che andiamo!! Ah dimenticavo, per non inquinare le prove ho detto ai ragazzi di lasciare fuori la bandierina Carpatair, così siamo a posto anche a Piazza Affari!” Mentre immagino la scena, mi rigiro ad involtino nel letto e penso rabbrividendo a quante volte ho volato Alitalia senza sapere che il servizio era “operato” da qualche compagnia dell’est europa. Eppure i segnali erano inequivocabili perché mentre gli stuart spargevano palate di neve nel corridoio, le hostess uscivano dal cucinino completamente sudate e fumanti e con un asciugamano legato ai fianchi si gettavano nella neve con un pacchetto di Ricola tra le dita. Ma il via a questa meravigliosa moda del “bianco sarti” la conosciamo bene anche noi quando a casa ritinteggiamo le pareti e copriamo gli angoli macchiati di muffa. Un’abitudine che adesso diventerà diffusissima. Se solo l’avesse pensato Tanzi qualche anno fa, avrebbe risistemato tutto con un colpo di pennello. Vi immaginate Callisto il giorno dopo del crack Parmalat impegnato nel porta a porta che suona al vostro campanello alla mattina presto e fa: “Mi apre sono Tanzi” e voi “Chi??” “ Tanzi della Parmalat, posso salire?” “Salire?? Ma non posso aprirle sono in mutande!” “Eh anche io tra un po’… se può aprirmi salgo, le apro il frigo, do una mano di bianco alla bottiglia di Zymil e me ne vado!” Le idee sono la soluzione a tutti i problemi come pensava Domenico Barili ex amministratore del colosso di Collegno che mi confidava qualche anno fa “Noi di Parmalat dobbiamo diventare la Cocacola del latte”…Un genio! Il latte gasato, ma chi ci avrebbe pensato! Invece gli unici gasati sono stati gli investitori. Il must è cancellare le prove per disorientare, della serie “Ma come non è Parmalat? “No è quello della Lola!” E questa paura di avere un danno d’immagine contagia tutti, chi in ritardo e chi in anticipo. Lapo per esempio è in ritardo e in anticipo allo stesso tempo. Ma questo glielo diceva anche la sua lobopedista (sì quella che lo aiuta a connettere il lobo temporale con quello parietale) e lui dimostra solo adesso di aver imparato la lezione. Così pratica il camouflage direttamente sulla sua Jeep con lo scopo però di farsi notare e non di sparire, altrimenti non avrebbe partecipato da Fazio con i suoi meravigliosi “asset” nella manica. Potrebbe infatti essere una sua idea creativa e di design quella di riconvertire i cassaintegrati di Pomigliano in una task force pronta ad agire nell’ombra in caso di “figure di emme” della Fiat. Gli operai, movendosi tra le 500 e le Croma in sosta, con un cacciavite e un martellino avrebbero l’incarico di far saltare via il marchio Fiat da tutte le vetture possibili, così che il giorno dopo del disastro italiano più annunciato di tutti i secoli lui possa rilasciare un’intervista in cui, con l’eloquio che lo distingue, affermerebbe ” Credo che Marchionne abbi fatto tutto il possibile e che con questa mia idea della catena di smontaggio stiino facendo oltrrre il possibile”. E veniamo a Monte Paschi. Altro possibile e potenziale caso di occultamento di reato. I riflettori sono puntati e gli osservatori di Piazza Salimbeni si sentono un po’ come i concorrenti di Masterchef quando guardano la planetaria di Andrea durante l’Invention Test e pensano “Cazzo mi ha ciulato l’idea!”. E adesso come facciamo? Volevamo nella notte cambiare tutte le insegne delle filiali Montepaschi con un’insegna Slot Bingo Texas Hold’m e invece adesso non possiamo che ci sgamano subito! Disastro. Tutta colpa di Baldassarri che invece di godersi le vacanze a Miami continuava a chattare con il Messanger di Facebook buttando azioni a caso, caricando di titoli la banca più antica del mondo neanche fosse iTunes. Ma non era solo a pensare come sbiancare il marchio MPS da tutte le filiali italiane. I suo complici avevano già comprato delle azioni della Pritt con promessa di un cambio merce: 300 bancali di Panforte Sapori in cambio di analoga quantità di scolorina. Ma la tedesca Henkel, proprietaria del brand Pritt (da non confondere con l’omologo attore americano marito di Angelina), per voce del suo presidente aveva chiamato il vice presidente di Henkel Italia Giacomo Archi, chiedendo se era meglio il Panforte o i Ricciarelli e quest’ultimo gli rispondeva al telefono “ E cosa ne so io, sono di Bologna!” “Ti Bologna, qvella di mortadela, tortelino e krescentinen?” Aveva replicato il presidente tedesco e così a causa del fascino indiscutibile della pasta ripiena non si è fatto niente. Incredibile come la sorte di un’azienda si discuta ormai a cena, a letto, o sul water. Proprio come si sente adesso il cliente MPS quando passa davanti alla sua filiale e si ferma per fare un bancomat. Si guarda in giro e non sa bene come nascondersi per la vergogna, perché anche sapendo che non è colpa sua se la reputazione del senese Ricciardetto della Gherardesca, che dalle Crociate aveva importato l'uso dei Ricciarelli, risulti adesso irrimediabilmente compromessa, ci rimane male lo stesso. E anche quando a video, di fianco a Prelievo, Informazioni e Ricarica cellulare, legge la magica frase pidiellina “I soldi del proctologo ve li ridiamo in contatti e via anche alle commissioni se prelevate da un altro bancomat”, non sono ancora tranquilli. Perché i risparmiatori che hanno in portafoglio i bond Mps subordinati al Tier 1 si sentono un po’ come una supercazzola con scappellamento a destra foriera di un nuovo mega crack peggio di quello della Parmalat. Insomma che dire, Alitalia ha dato in via allo sbiancamento ortodontico di ogni brutta figura. E tu? Ti vergogni? Non vuoi rovinare la tua immagine? La soluzione arriva ancora una volta dall’estero, dal Giappone. Via, andiamo! Tutti con una tutina in lycra Zentai che nasconda l’identità, così puoi decidere tu che figura fare, da quella rossa, gialla, blu, multicolore fino a quella marrone…Ah dimenticavo ancora, buongiorno direttore, come le sembra?

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