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carceri ed amnistia

Sarebbe stato opportuno che il presidente Napolitano, dopo aver visitato il carcre di san Vittore ed espresso il suo rincrescimento per le condizioni nelle quali i poveri ospiti sono (involontariamente) costretti a soggiornare, avesse incontrato anche una rappresentanza delle controparti, e cioè le involontarie vittime dei suddetti ospiti, oggetto delle indesiderate attenzioni di questi, con danni fisici, economici e morali a volte irricuperabili. Nessuno obbliga i poveri reclusi a farsi ospitare dalle inospitali carceri italiane: basta non delinquere! E fortunatamente, per loro, la percentuale degli arrestati è costantemente troppo bassa in relazione a delitti, furti, rapine, aggressioni ecc. commessi. Per quel che riguarda l'affollamento, si dimentica sempre di considerare che i posti letto sarebbero sufficienti, per i soli italiani: l'eccedenza è costituita da stranieri, che sono circa un terzo del totale. Perchè invece di proporre una amnistia non si pensa a costruire nuove carceri, dato che il problema dell'affollamento si riproporrà subito dopo, perchè gli ospiti non eviteranno di riprendere, in maggioranza, la loro attività?

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