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Il caso Cevenini candidato a sindaco di Bologna ma costretto a rinunciare

Dopo aver visto la me…a (melma) che inonda il partito democratico (PD con i colori della bandiera italiana; ci vuole una petizione per far togliere i colori patriottici) ed il fiume di danaro distratto dagli uomini del partito e dai “faccendieri” dello stesso partito (così funzionavano anche i conti “GABIETTA” con il “signor ” GREGANTI che osservò il silenzio al pari di un “carbonaro”; l’unico che il P.M. sceriffo DI PIETRO non riuscì a far parlare ( o non volle, visto che passò nelle file di D’Alema). Dopo aver visto la ME…..A (melma) nella banca del P.D. – P.D.S. – Quercia ecc., non possiamo non dare uno sguardo nel recente passato – 08 maggio 2012 – Suicidio o presunto tale di MAURIZIO CEVENINI, suicidio con tantissime ombre ( più di una ricostruzione dei fatti ha fatto intravedere l’impossibilità di mettere in atto un suicidio). Non per nulla tra i primi sul posto è intervenuto il P.M. Valter Giovannini in odor di sinistra. Ma il povero Cevenini, in corsa per la candidatura a sindaco di Bologna, si sentì male ( o venne fatto sentire ….) e consigliato a rinunciare, vana fu la resistenza del mitico “CEV”. Alla luce del caso Monte dei Paschi di Siena, la scomparsa del “CEV” fa pensare ad ombre, visto che l’inchieste di MPS era già scoppia in Emilia Romagna e descritta nella trasmissione della Gabanelli “REPORTER” . Del resto il BERSANI nel fare politica a livello nazionale e svolgere il mandato di segretario del P.D. utilizzava una segretaria personale “Zoia Veronesi” funzionario della regione Emilia Romagna, pagata con soldi della regione Emilia Romagna, ma non “CA’ ZECCAVA NULLA con la regione” , segretaria oggi indaga per spreco di denaro pubblico “BERSANI NON SAPEVA NULLA?” EVIDENTEMENTE AVEVA SEGRETI INCONFESSABILI che non poteva mettere nelle mani di altre segretarie. Anche il caso dell’Ex sindaco di Bologna DELBONO, stava per essere archiviato dalla Procura di Bologna, poi l’amante Cinzia Gracchi ha incalzato con l’accusa di tentata corruzione e con il cambio del P.M. Delbono ha dovuto soccombere. L’08 maggio a Bologna è una data funesta, nel 2010 ci fu il crollo all’interno dell’Ufficio postale di Bologna Centro, in piazza Minghetti, crollò il solaio (una ruota dentata in acciaio del diametro di oltre un metro e del peso di circa quattro quintali, sprofondò nella sala sottostante dove c’erano un impiegata di Poste e due clienti che rimasero miracolosamente feriti); la proprietà, che non era Poste Italiane, stava ristrutturando l’intero palazzo storico, forse non stava osservando le norme di sicurezza, l’inchiesta che fine ha fatto? La magistratura era “distratta” da inchieste del gossip che vagavano per l’Italia?

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