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I ragazzi dei Parioli

Buongiorno Direttore, vorrei avere il Suo aiuto per allontanare un dubbio che mi ha assalito per l’intera nottata dopo aver visto la trasmissione Servizio Pubblico ieri sera; il nostro Michele nazionale, in risposta alla proposta dell’on. Meloni di tagliare le pensioni d’oro, ha opposto un ragionamento che neanche il più vetero conservatore avrebbe saputo sviluppare: chi oggi, con una pensione di 10.000,00 euro al mese riesce a vivere, che so ai Parioli, all’indomani dell’attuazione di questo scellerato programma, si troverebbe in difficoltà a pagare le spese dell’appartamento, il condominio il portiere e magari, visto la crisi dell’occupazione, ad aiutare I figli. Per corroborare tale ragionamento ha affermato che Lui sa bene quanto costa vivere ai Parioli, in quanto ringraziando Dio, potendoselo permettere, Lui ci abita. Ora è lo stesso baluardo a tutti gli editti che manda I figli allo Chateaubriand a Roma (con rette accessibili ai più), vive ai Parioli, professa un’appartenenza di sinistra, e, ma questo secondo me è un merito, rivendica le sue origini proletarie di figlio di ferroviere? Non poteva andare a vivere, che so, vicino alla stazione Termini, oppure in borgata ad Acilia, dove vivevo io, dove c’è una bellisima stazione? Non Le sembra che queste affermazioni facciano il paio con “ le bidelle” della senatrice Finocchiaro? Servire il popolo, ma distanza. Ora, non potendo usare uno strumento illusorio come un binocolo rovesciato, come avviene per il gerarca di Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pasolini, si va vivere ai Parioli. Casomai qualcuno del popolo bussasse o suonasse al citofono, ci penserà il portiere ad allontanarlo; costa tanto anche per questo. Cordiali saluti.

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