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La paura fa novanta: inciuci in vista Il segretario del Pd, On. Pier Luigi Bersani, è andato a Berlino e ha incontrato alcuni politici tedeschi e dalla Germania, forse prendendo ordini dalla Cancelliera Signora Merkel che non vede di buon occhio una eventuale vittoria di Berlusconi, si è detto pronto a collaborare col Prof. Sen. Monti dopo il voto. Ha aggiunto altresì che è prontissimo a voler lavorare con chiunque sta contro il leghismo, il populismo e il berlusconismo. Monti ha subito risposto di sì. Non solo è pronto, è prontissimo a puntellare un eventuale governo traballante, specialmente se il centro sinistra non avrà la maggioranza al Senato. In cambio di che cosa? Ovvio. La presidenza della Repubblica. Casini e Fini sono felicissimi e sono pure loro prontissimi a fare ammucchiata senza fare casini. Uno si accontenterebbe della Presidenza del Senato della Repubblica, l’altro, invece, con questi magri tempi che corrono, i sondaggi elettorali lo danno all’1%, si accontenterebbe, dopo essere stato Ministro degli Esteri e Presidente della Camera dei Deputati con Berlusconi Premier, a fare il capogruppo dei centristi. Magra consolazione. Perché questo improvviso cambiamento di Bersani, quando ancora mancano diversi giorni alle votazioni del 24 e 25 febbraio? I sondaggi elettorali non sono favorevoli al centro sinistra, lo danno in calo ovunque e Bersani ha paura di perdere le elezioni come Achille Occhetto nel 1994, quando partì favorevole e poi subì una sonora sconfitta da parte del Cavaliere. E siccome Bersani è molto più intelligente di Occhetto e non vuole fare la sua stessa fine, ha capito che gli attacchi al Professore e le schermaglie non pagano ed allora ha cambiato strategia. Niente più polemiche con chi inevitabilmente dopo il voto sarà suo alleato e salvatore della poltrona di Presidente del Consiglio. Questa strategia che mi sembra un po’ abborracciata, alla fine sarà vincente? E Nichi Vendola che si vede un po’ messo ai margini è disposto a collaborare con Monti, Casini e Fini, tre personaggi ai quali non ha mai risparmiato critiche? Vendola non ci sta. Non può stare al Governo con chi non vuole alcune riforme incisive. E già da subito minaccia di lasciare la coalizione di centro sinistra. E la storia si ripete. Prodi per due volte ha vinto le elezioni e per due volte è stato disarcionato dalla sua stessa coalizione vincente. Una volta da Bertinotti, un’altra volta da Mastella. E la prima volta, guarda caso, con Bertinotti c’era proprio Vendola. Il Partito della Rifondazione Comunista allora aveva un ruolo importante, come lo ha oggi il partito di Sinistra e Libertà. Questo abbraccio, questa strategia, questi segnali di accordi, questi attacchi a Berlusconi nascondono una paura che prima non c’era. Hanno gridato al lupo al lupo, hanno demonizzato l’avversario, lo hanno dipinto come un pifferaio magico e incantatore di serpenti, hanno lanciato l’allarme che con Berlusconi Premier l’Italia farebbe la fine della Grecia, crollerebbe in misura catastrofica la credibilità in Europa e nel mondo. I mercati si scatenerebbero e lo spread tornerebbe alle stelle. Sennonché questa strategia invece di svantaggiare Berlusconi paradossalmente lo sta avvantaggiando e lo sta ringalluzzendo, e, strano a dirsi, a furia di rincorrere la lepre, il centro sinistra si è fatto dettare da Berlusconi l’agenda della campagna elettorale e, come d’incanto, è diventato il centro del dibattito politico. E in televisione fa proposte che hanno già provocato vasti consensi tra i delusi e gli astenuti: l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, la restituzione dell’imposta pagata nel 2012, il dimezzamento del numero dei parlamentari, l’eliminazione di contributi ai partiti politici. Con queste poche e chiare cose, comprensibili a tutti, Berlusconi sta guadagnando terreno. E Bersani e Monti come reagiscono? Polemizzando, sbeffeggiando, demonizzando, insultando e accusando Berlusconi di essere un bugiardo, un pifferaio, un incantatore di serpenti, un compratori di voti. Sono solo abili nel contestare le sue iniziative e le sue promesse che forse non sarà in grado di mantenere, senza, però, preoccuparsi di proporre delle proposte serie e credibili che sarebbero in grado di provocare vasti consensi. Monti, però, che è molto più furbo e scaltro di Bersani, si è accorto che il suo schieramento non decolla e allora cerca di imitare il Cavaliere, cerca di mettere in discussione le scelte da lui compiute e promette la riduzione dell’IRPEF e dell’IRAP, e udite, udite, promette finanche la riduzione dell’IMU, nessun aumento dell’IVA, né la patrimoniale, né condoni fiscali. Se queste cose le dice Berlusconi il centro sinistra e i centristi lo criticano, lo insultano, si limitano a demonizzare l’avversario e se la cavano dandogli del bugiardo, del pazzo, rischiando, però, di finire loro in manicomio.

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