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LO SPREAD ESISTE PERCHE' MONTI LO ALIMENTA CON LA SUA POLITICA FALLIMENTARE

La proposta di Berlusconi di restituire l'IMU agli Italiani secondo Mario Monti sarebbe un tentativo di corruzione nei confronti degli elettori. Questa caduta di stile da parte del professore la dice lunga sulle difficoltà che sta incontrando a imbastire la sua campagna elettorale. E' costretto a inseguire, arrancando, e ha perso di credibilità. Quando Berlusconi ha proposto di abolire l'IMU sulla prima casa, il professor Monti si è subito accodato. Ormai è disposto a proporre tutto e il contrario di tutto, peraltro accusando gli altri di essere poco credibili. E' arrivato a dire che se vincesse Berlusconi lo "spread" andrebbe alle stelle. Ciò testimonia tutta la sua incapacità in materia economica. Lo "spread" esiste perché Monti lo alimenta con la sua politica fallimentare, quella di aumentare le tasse che serviranno solo a pagare gli interessi sul debito. A percepire i soldi di tutte le tasse che stanno anemizzando l'economia italiana sono infatti gli speculatori internazionali. Le ricette di Monti sono quelle di chi dà l'idea di essersi posto al loro servizio. L'effetto finora ottenuto è stato quello di affossare l'economia. Il P.i.l. si è fatto il segno della croce. La disoccupazione ha raggiunto livelli mai visti prima. Dopo aver trangugiato la medicina amara il paziente Italia rischia di "morire guarito". E Monti se ne vanta. "Sono stato io a guarire il paziente Italia", continua a ripeterci. Peccato che il paziente sia moribondo a causa delle cure miracolose. Per abbattere lo "spread" ci vuol altro che la cura Monti. Molto meglio quella di Giulio Tremonti. Anziché dare il nostro debito in mano agli speculatori, che hanno tutto l'interesse a mantenere alto lo "spread" al fine di esigere forti interessi per comprare i nostri titoli di Stato, il debito ce lo compriamo noi. L'Italia è una sorta di giacimento minerario del risparmio, uno dei Paesi che più risparmiano a livello mondiale, e ciò ci consente di comprare il nostro debito non una, ma dieci volte. Il Governo deve però attivarsi, fornendoci un incentivo, detassando i titoli di Stato, come avveniva in passato, e promuovendone l'acquisto attraverso una sapiente campagna televisiva (sfruttiamola questa tivù). Così lo "spread" si ridurrà a zero, come pure il rendimento dei titoli. Il vantaggio di sottoscriverli non sarà allora quello di un forte rendimento, ma quello di metterci al riparo dagli speculatori internazionali, evitando di arricchirli con i soldi delle nostre tasse. Così facendo, Berlusconi, ovvero il paventato "effetto Berlusconi", non rappresenterà più un problema, e il professor Monti non dovrà più preoccuparsi, perché il temutissimo "spread", che tanto ci fa tremar le vene e i polsi, resterà inchiodato a terra, regalandoci sonni più tranquilli. Con i più cordiali saluti.

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