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Un parlamento ingovernabile non piace a nessuno ma conviene a tutti.

Al PD che, costretto ad un'alleanza con Monti, potra' accusare l'alleato centrista per la nuova manovra fiscale da 15 mldi a primavera; A Monti che, costretto a schierarsi con il centrosinistra, potra' accusare l'ala radicale della coalizione alleata, per l'inerzia sulla riduzione del perimetro dello Stato e sulle riforme necessarie a crescita e flessibilita'; A Berlusconi e alla Lega che, fuori dal governo, non dovranno rendere conto ai propri elettori di promesse irrealizzabili; A Grillo che, portata in parlamento una folkloristica squadra di candidati, potra' imputare all'ostracismo degli avversari e alla breve durata della legislatura, l'incapacita' realizzativa del suo preteso progetto politico. Grazie alle "geometrie invariabili" del nuovo assetto parlamentare, ciascuna di queste e delle rimanenti formazioni, avra' l'esimente della mancanza dei numeri ma, tutte insieme, condivideranno l'intima speranza di schivare promesse e responsabilita' verso l'elettorato. Una sola voce, stentorea e autorevole, giungera' dal Colle: adda passà 'a jurnata....

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