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Caro Giacalone

Caro Giacalone, dopo le ultime esternazioni della Corte dei Conti che quantifica in circa 60 miliardi le tangenti complessivamente pagate per gli appalti nel settore pubblico, mi meraviglio e mi chiedo il motivo per cui Lei, così puntuale nell'individuare incongruenze e ipocrisie nelle dichiarazioni e comportementi dei vari politici, non abbia rivolto, in particolare al prof. Monti quale premier in carica e al possibile futuro presidente del consiglio Bersani, i seguenti chiarimenti: 1. prima di ulteriori tasse, perché non si interviene su questo ammontare tangentizio? perchè continuare a parlare di evasione nel settore privato, a questo punto evidentemente una frazione minima del problema? 2. una volta recuperato il malloppo, non sarebbe il caso di restituirlo ai malcapitati cittadini italiani, magari attraverso il rimborso dell'IMU? 3. per quale motivo si devono appensantire i conti pubblici di altri 50 miliardi di debiti per pagare le aziende che lavorano con il pubblico? e soprattutto perché far attendere i creditori altri 5 anni? 4. per quale motivo un'impresa privata è costretta ad agire in modo drastico sui proprio costi (di cui i dipendenti sono una voce determinante in quanto risorsa spesso insostituibile) per sorpravvivere, mentre alla corrispondente azienda publica (public company come MPS comprese) tutto viene concesso e permesso, anche deliquere impunemente? In attesa di sentire e/o leggere un Suo intervento od opinione in merito, Cordialmente saluto. Bruno Quaia

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