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Foibe

Un punto luminoso nel nero della notte. Rumore di catene nel buio della notte nel punto luminoso. Il freddo della notte, nel corpo nudo, nel punto luminoso, nel nero dello sprofondo. Tu davanti me, tu dietro me, noi in fila, nei passi della morte, a guardare il punto luminoso nel nero del cuore. Non parole non sguardi, legati, non uniti, nel terrore del nero dello sprofondo, sotto noi, sopra noi il punto luminoso, lontano, nel buio della notte. Scompari davanti me, scompaio davanti te nel suono di catene, nel silenzio del nero della notte, nella mano che spinge, nella mano che ha preso i denari, nella mano della carezza, nella mano che cerca appiglio nel buio dello sprofondo. Mi libero dalle catene nel rantolo della notte a guardare il punto luminoso a cercare nei corpi l’ultimo alito di vita, nel freddo della notte, nel punto luminoso. Il gelo dell’acqua si tinge di rosso, del colore dell’idea, del punto luminoso nel nero del fascismo, nella mano dei denari, nella mano che ha spinto nel buio della notte.

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