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Troppo tardi

Da qualche settimana leggo dei progressivi recuperi della coalizione guidata da Berlusconi rispetto alle sinistre, almeno stando ai sondaggi. Senza andare tanto indietro, dapprima la distanza sarebbe stata attorno al 5%, poi 3%, poi 2%, fino all'attuale 1,7%. Questo grazie all'effetto combinato dei maggiori consensi accreditati a Berlusconi ed al contemporaneo calo di Bersani. Lascio perdere gli altri, le cui percentuali sembrano più instabili nelle stime che via via si susseguono. Onestamente sono molto scettico sulla possibilità che si possa azzerare il divario che ancora separa Berlusconi dai suoi avversari e che si concretizzi l'atteso sorpasso. Le ragioni sono molteplici, ma vorrei ricordarne solo due, a mio avviso determinanti. La prima è che Berlusconi è partito da troppo lontano; ha iniziato una vera rimonta troppo tardi, quando era sotto di parecchi punti, avendo a disposizione troppo poco tempo per raddrizzare la situazione. Non so quali piacevolezze lo abbiano tenuto a lungo a Malindi, o al massimo impegnato a fare la spola tra Milano ed il Kenya, mentre nel PdL succedeva di tutto. Non so quanto si sia dedicato alla Signorina Pascale, anche se molti attribuiscono a questa persona il merito di averne rilanciato lo spirito dei tempi migliori. Rimane il fatto che il "leader ritrovato" è apparso tale relativamente poco tempo fa e che solo grazie ad una serie di eventi che lo hanno visto nuovamente protagonista in poche settimane si è realizzato un insperato recupero, fino alla stima dell' 1,7%. Ma intanto mancano meno di due settimane alle elezioni ed il picco della rimonta sembra ormai alle spalle (a quali altre proposte clamorose Berlusconi può ancora ragionevolmente pensare), e la possibilità di colmare il rimanente 1,7% appare sempre più legata ad un effetto di proseguimento per inerzia dei successi attuali. La seconda ragione sta nel fatto che una sola Agenzia di sondaggi si spinge all'1,7% e che i più entusiasti vogliano credere a questa stima più per esorcizzare la realtà che per effettiva convinzione della sua attendibilità. Mi auguro di sbagliarmi, ma sinceramente penso che gli eventi non evolveranno nella direzione sperata. Peccato, il successo era quasi a portata di mano. Rimarrà, come per tutte le cose che hanno il potere di suggestionare, il rimpianto di ciò che poteva essere e non è stato.

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