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RISORSE, CONSUMI, PREZZI, DEBITO PUBBLICO E TASSE

Qualche tempo addietro, all’interno del mastodontico centro commerciale con casa madre francese che costeggia la S.S. 16 alla periferia sud di Lecce, è stato inaugurato un notevole corner dedicato (2000 mq) per la vendita di HiFi, articoli di elettronica, giochi e varie robe del genere: ho voluto effettuarvi un rapido sopralluogo, non perché interessato a comperare qualcosa, ma solamente per dare un’occhiata da curioso. Ebbene, pur considerando che si trattava della giornata di prima apertura, vi ho trovato una vera e propria marea di gente, intenta, non a guardare, bensì ad acquistare, al punto che mi è venuta in mente la scena dell’assalto al forno di manzoniana memoria. Ciò, in una fase in cui, pare che, in Italia, come viene spesso ricordato con volti tesi e contriti da innumerevoli e svariati pulpiti, esistano milioni di persone che non riescono a sbarcare il lunario e che, agli sgoccioli, sono costretti a comprimere perfino i consumi di pane e latte. Garantisco che la folla del megastore non sembrava essere prevalentemente abbiente. Del resto, tanto per citare, nel nostro Paese, il rapporto telefoni cellulari/numero di abitanti, a prescindere dai diversi strati sociali, non è il più elevato su scala europea? Piccole, ma non tanto, stranezze! * * * A qualcuno, era balenata l’idea di applicare una tassa sui messaggini telefonici o sms, di cui, si pensi un po’, nel 2011, in Italia, come ho potuto leggere sul sito Sky.it, se ne sono scambiati circa 90 miliardi. Al che, però, è bastato un attimo perché si scatenassero valanghe di lamentele. Suvvia, andiamo per buon senso: si tratta di un consumo che, al 99,99%, riveste carattere ludico e voluttuario e, quindi, l’eventuale applicazione, da parte dello Stato, di un tributo, finalizzato magari ad importanti obiettivi, come, ad esempio, la ricerca per la cura di malattie, l’incentivazione dell’occupazione giovanile eccetera, non dovrebbe far gridare allo scandalo. A mio parere, comunque, il prelievo non influirebbe per niente sul mercato e sul volume degli sms, fattori che, negli ultimi tempi, un po’ risentono, semmai, del lancio di recenti, innovativi strumenti di comunicazione. In merito ai pesanti aumenti dei prezzi verificatisi, in quasi tutti i settori, lungo il decennio e passa post avvento euro, si seguita a fare un gran parlare, ma, a voler tirare le somme nel concreto, si ha l’impressione che si stia conducendo, più che altro, una sorta di amichevole gioco di fioretto. Perché, invece, non si provvede a compilare una bella lista di beni e di prestazioni di largo spettro, a prendere come riferimento i relativi prezzi a fine 2001, ad aggiornare equamente tali cifre e, contestualmente, ad annullare i prezzi e le tariffe, a dir poco molto più esosi, oggi praticati e richiesti? Operazione, beninteso, da attuarsi a cura di organismi competenti e affidabili e sotto il rigoroso controllo della Guardia di Finanza, delle Agenzie delle Entrate e dei Vigili Urbani. Infine, è arcirisaputo, che la vera palla al piede dell’Italia è rappresentata dal debito pubblico e che, per arrivare a porvi gradualmente rimedio, sembra che l‘unica strada efficace da percorrere sia quella del recupero dell’enorme evasione fiscale, da sempre allignante, a man bassa e purtroppo impunemente, nel nostro Bel Paese. In proposito, ancora, perché non chiedere lumi e collaborazione all’amico Governo degli Usa, dove, come noto, le tasse vengono pagate da tutti e su qualunque reddito, così da mettere a regime, anche in casa nostra, un’efficiente macchina fiscale e far finalmente dare allo Stato tutto ciò che è dello Stato? 11 febbraio 2013 Rocco Boccadamo Lecce e.mail: rocco_b@alice.it

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