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Proposte per la crisi indirizzate a Berlusconi.

Egr. Dr. Silvio Onorevole Berlusconi (Villa S. Martino) Viale San Martino 20043 Arcore (MB) LETTERA DIRETTA ALL'ONOREVOLE SILVIO BERLUSCONI Oggetto: proposte per la crisi. Egr. Signor Presidente, sono un piccolo imprenditore locale; desidero inviarLe una proposta che, ove lo riterrà, potrà considerare, in quanto se applicata circa l’80% delle piccole imprese potrebbe riprendere immediatamente l’attività produttiva, con conseguente rilancio dei consumi e dell’occupazione. Credo profondamente che quanto proposto nell’allegato contribuisca ad una maggiore stabilità economica ed a ritrovare nelle attività quel rispetto etico/sociale che si pone a fondamento della serenità della gente. In caso di mancato interesse, la proposta sarà pubblicata sulla stampa e potrà essere fatta propria da chiunque lo ritenga. Con stima, invio i migliori saluti. ALIAS Kevin ABBATTIMENTO DEBITO PUBBLICO E RIPRESA PRODUTTIVA Emissione di Titoli di Stato per la Ripresa Produttiva ( TRP ) destinati alle Imprese che operano in ITALIA, col fine di favorire l’accesso al credito e la ripresa economica. I TRP (Titoli Ripresa Produttiva) dovrebbero essere certificati di GARANZIA a conversione variabile da emettere per un dato importo nominale (sostanzialmente fideiussioni), attraverso i quali lo STATO dovrebbe rendersi garante verso gli Istituti di Credito per favorire l’accesso al credito delle Imprese. I TRP, col verificarsi di determinate condizioni dovrebbero consentire alla Banca beneficiaria di poterne richiedere la conversione in Titoli di Stato tradizionali. La possibilità di essere convertiti da certificati di garanzia a Titoli di Stato (BOT, CCT…) esigibili a scadenza decennale con cedola annuale interessi al 2%, dovrebbe potersi attuare soltanto in caso di insolvenza dell’Impresa garantita, e relativamente all’importo rimasto insoluto. A conversione variabile, perché i TRP dovrebbero prevedere la loro trasformazione in BOT/CCT per l’importo equivalente al residuo del finanziamento in ipotesi concesso dalla Banca e non onorato dall’Impresa garantita (garanzia TRP rilasciata per € 100.000,00 nominali, finanziamento € 100.000,00, residuo da pagare insoluto € 50.000,00, importo TRP da convertire in BOT o CCT a 10 anni € 50.000,00, con decorrenza a partire dalla data di insolvenza e con cedola interessi annuale al 2%). Il rilascio alle Imprese dei TRP dovrebbe avvenire secondo parametri che potrebbero essere: numero dipendenti; capitale investito; fatturato dell’Impresa; in cambio di una determinata commissione da calcolare percentualmente sul valore nominale dei TRP emessi (la commissione potrebbe essere il 3% annuo: TRP nominali € 100.000,00, costo Impresa € 3.000,00). I TRP dovrebbero essere emessi con scadenza annuale tacitamente rinnovabile. L’importo capitale nominale ovviamente non sarà soggetto a pagamento da parte dell’Impresa, posto che i TRP, essendo in origine solo certificati di garanzia, non obbligheranno lo STATO a versare interessi o a restituire capitale, bensì, e solo in caso di insolvenza dell’Impresa garantita, a rimborsi (da attuare nei modi e nelle forme previste dalla peculiare caratteristica che li dovrebbe differenziare da una semplice garanzia fideiussoria, ovvero la loro possibile conversione da TRP a BOT o CCT) nei confronti della Banca che avrà erogato il finanziamento. I TRP dovrebbero consentire alle Imprese di ottenere finanziamenti per importo equivalente al loro valore nominale, ed a tassi competitivi (sostanzialmente le Banche andrebbero a concedere l’eventuale finanziamento a fronte di una garanzia reale). Per la concessione dei finanziamenti garantiti dai TRP, le Banche non dovrebbero richiedere altre garanzie, e dovrebbero poter chiedere tassi non maggiori di un (1) punto percentuale rispetto al tasso praticato dalla BCE (tasso BCE all’1%, le Banche potranno chiedere massimo il tasso annuo del 2%, in linea con il successivo rendimento in caso di insolvenza). Le imprese otterranno così benefici, anche derivanti dal risparmio degli interessi bancari, e potranno pagare il costo della commissione (ipotizzata al 3%) che lo Stato potrebbe esigere annualmente sul valore nominale dei TRP emessi. Tale sistema favorirebbe indubbiamente l’accesso al credito delle Imprese ed a tassi competitivi. Oggi attraverso il sistema bancario lo STATO colloca Titoli del Debito Pubblico pagando interessi ma, in assenza di crescita del PIL (stante il Debito Pubblico) viene considerato STATO a rischio, ed è perciò costretto a pagare interessi più elevati indebitandosi sempre più; le Banche sono perciò costrette ad acquistare Titoli del Debito Pubblico per sopperire ai fabbisogni dello STATO. Le Banche che detengono in portafoglio Titoli di Stato, in assenza di crescita del PIL, ed in presenza dell’elevato Debito Pubblico che aumenta, sono però a loro volta considerate meno solvibili. Pertanto, gli interessi (spread) aumentano se lo STATO è considerato a rischio, per l’effetto aumenta il Debito Pubblico, il Debito Pubblico aumenta se aumenta lo spread, le Banche che investono in Titoli di Stato da un lato lucrano interessi, dall’altro si declassano onde sovente sono costrette a richiedere aiuti di STATO e ad aumentare interessi e commissioni ai correntisti, con ciò soffocando però il sistema produttivo, linfa vitale delle stesse Banche, il quale finisce poi per provocare alle Banche maggiori sofferenze, oltre che a non contribuire al gettito ed alla crescita del PIL, questo linfa vitale invece per lo STATO, che altrimenti viene appunto considerato a rischio. Un non senso ! Con l’emissione dei TRP l’infausto sistema economico sarebbe invertito, e sarebbe impedito l’avanzamento del Debito Pubblico. Le Banche, con i propri mezzi, con la raccolta (risparmi degli Italiani), con i prestiti della BCE, non dovranno acquistare Titoli del debito Pubblico Italiano, e dovranno invece impiegare le risorse per erogare finanziamenti alle Imprese garantiti dai TRP, peraltro contribuendo alla crescita economica del Paese, anche riappropriandosi della originaria funzione di Istituti al servizio dell’economia reale. I rischi per le Banche si ridurrebbero (con conseguente rafforzamento anche dello stesso sistema bancario), poiché le stesse utilizzerebbero la liquidità non per far indebitare lo STATO (acquistando Titoli di Debito Pubblico, anche con i mezzi della BCE), ma per finanziare la Crescita (PIL) al contempo ottenendo inoltre anche una duplice garanzia di rimborso: quella della Impresa finanziata e quella dello STATO (l’investimento diretto in Titoli del Debito Pubblico sarebbe invece garantito solo dallo Stato). Le Banche esigerebbero interessi non dallo STATO ma dalle Imprese finanziate, con conseguente riduzione del Debito Pubblico, che per contro riceverà commissioni sui TRP. Lo STATO potrebbe usufruire di un quasi certo aumento del PIL, così ottenendo anche una riduzione del monte interessi da pagare sui Titoli tradizionali (BOT, CCT ecc…), le cui emissioni man mano potrebbero anche diminuire. Al contempo, maggior crescita e minor Debito Pubblico, costituiranno indici di maggiore solidità del Paese che sarà trasmessa anche al sistema Bancario che, per l’effetto, non verrà declassato solo per il semplice fatto di detenere in portafoglio Titoli di uno STATO considerato a rischio perché non cresce e perché ha un Debito Pubblico elevato, in quanto verrebbe a crearsi una netta inversione di tendenza (che i mercati sicuramente sapranno riconoscere). In conseguenza di quanto sopra gli investitori esteri saranno maggiormente attratti dai Titoli di Stato italiani, e il sistema bancario non dovrà impegnare le risorse per acquistare titoli di Stato italiani. Le Imprese potranno invece mettere a reddito il finanziamento mediante nuovi investimenti produttivi creando crescita (PIL), occupazione e maggior gettito nelle casse dello STATO. In sostanza i TRP potrebbero incidere concretamente sul sistema economico, poiché potrebbero verificarsi: le condizioni per l’accesso al credito delle Imprese; le condizioni per nuovi investimenti; le condizioni per più occupazione; le condizioni per aumentare il PIL; le condizioni per una maggiore liquidità d’Impresa (da cui discenderà una minore insolvenza di queste ultime e, di conseguenza, minori chiusure aziendali, licenziamenti ed anche minori cause nei Tribunali per recupero crediti); le condizioni per una maggiore stabilità del sistema Stato/Banca (le Banche non deterranno più ingenti quantità dei tradizionali Titoli in portafoglio e conseguentemente saranno ritenute più solvibili; le Banche potranno investire la loro liquidità per finanziare la crescita e non per far indebitare lo Stato esigendo interessi da quest’ultimo); le condizioni affinchè lo Stato inizi a ridurre il Debito Pubblico quindi le emissioni dei tradizionali Titoli di Stato (nel bilancio dello STATO le emissioni dei TRP costituiranno nuove entrate e non uscite per interessi, di conseguenza si avrà una riduzione del Debito Pubblico ed una maggiore stabilità del Paese che produrrà effetti positivi anche sullo spread dei tradizionali Titoli di Stato in circolazione); le condizioni per una maggiore serenità della gente (anche tutelando provocazioni di odio tra le varie classi sociali di appartenenza), da cui discenderà maggiore voglia di iniziativa, di libera impresa, ed una migliore qualità della vita. In sostanza, sarà fatta una concreta azione per lo sviluppo sociale ed economico del Paese. ALTRE PROPOSTE IN SINTESI RETRIBUZIONI I salari, una volta definito il netto, dovranno essere maggiorati dell’IVA ordinaria che il datore di lavoro deve poter detrarre come iva su acquisti. A fine anno, se il dipendente avrà dimostrato spese a lui intestate da cui si rilevi il pagamento di IVA complessiva minore di quella percepita, restituirà la differenza mediante detrazione dalla prima busta paga dell’anno successivo; se invece il dipendente avrà dimostrato spese da cui si rilevi un importo IVA maggiore di quello percepito, la differenza si azzera ed il dipendente continuerà a percepire l’iva sulla retribuzione. CONTRASTO DI INTERESSI Ogni cittadino dovrà aver diritto (documentando ciò con le relative fatture) a detrarre dal totale annuale dell’IVA percepita sul salario, il totale annuale dell’IVA relativa alle spese effettuate (di qualsivoglia natura esse siano). EMISSIONE TRP Lo Stato dovrà sostenere le Imprese operanti sul territorio e promuovere la crescita con emissioni di Titoli di Stato (TRP), utilizzabili per essere offerti alle Banche in garanzia di finanziamenti per nuovi investimenti e per il mantenimento di attività con reddito. RIEQUILIBRIO PENSIONI SINO A PORTARE I MINIMI A LIVELLI PIU’ EQUI I livelli delle pensioni massime dovranno scendere mediante prelievo a favore di quelle minime sino a che il gettito non consenta di riportare il margine di equilibrio tra minime e massime verso una soglia più accettabile (Si devono caricare di imposte le massime onde utilizzare il maggior prelievo per aumentare le minime). ALIQUOTA TASSAZIONE UNICA L’aliquota di tassazione, indipendentemente dalla fonte che avrà prodotto reddito (interessi, affitti, servizi, cessione di beni mobili ed immobili, ecc …), deve essere unica sia per aziende che per persone fisiche, e calcolata sul reddito complessivo annuale di ciascun soggetto residente. ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA CREDITI COMMERCIALI Le imprese devono essere obbligate ad assicurare i propri crediti commerciali (una sorta di RCA per le aziende); ciò consentirà una maggiore solidità delle aziende e contribuirà ad un rafforzamento del sistema impresa (la SACE potrebbe essere il veicolo che potrebbe occuparsene, esigendo una determinata commissione sul fatturato dell’Impresa in cambio dell’assunzione del rischio di insolvenza, che in presenza di obbligo assicurativo risulterà di molto attenuato. Della percentuale una certa parte dovrà essere destinata direttamente allo Stato, che avrà un entrata che dipenderà dall’intero fatturato Italia). Ne seguirà minori cause per recupero crediti, minori chiusure aziendali derivanti da mancati incassi (e sono molte), minori licenziamenti, maggiore salvaguardia dell’innovazione (molti imprenditori possono avere idee valide ma sono costretti a rinunciarvi perchè incontrano imprese che, non onorando le proprie obbligazioni, costringono alla chiusura anche le altre). ABOLIZIONE ANTICIPO TASSE Le tasse dovranno essere pagate annualmente in unica soluzione dopo la chiusura di ogni anno. Di ogni contribuente, persona fisica o giuridica, una determinata percentuale sarà destinata ai Comuni. MANAGER I Manager e gli amministratori non devono poter assumere e ricoprire incarichi in più aziende ma in una soltanto. ABOLIZIONE DI OGNI INCENTIVO ALLE IMPRESE Le Imprese non dovranno avere alcun incentivo, ogni attività di sostegno dovrebbe ritenersi compresa nei TRP (Al Governo pervengono circa 40 Md. di € per redditi da società, che mediante incentivi vengono nuovamente versati alla Imprese, con conseguente saldo entrate pari a zero e con conseguente disparità di trattamento poiché degli incentivi godono solo poche aziende). ABOLIZIONE IRAP, IRES Le Imprese dovranno essere soggette ad unica tassazione in base al reddito risultante dalla dichiarazione annuale. ABOLIZIONE IMU Nessuna tassa sugli immobili dovrà essere richiesta, la casa come l’immobile destinato ad Impresa costituisce un bene comune da tutelare che in sé ha già prodotto e produce reddito tassato e da tassare. ABOLIZIONE DIRITTI ALLA CCIAA Nessun diritto o spesa per visure o deposito atti dovrà essere richiesta alle Imprese, le quali contribuiscono a produrre ricchezza nel Paese. La CCIAA dovrebbe poi attivarsi gratuitamente a sostegno delle attività per regolarizzare quelle che non avessero provveduto agli adempimenti previsti dalla legge. ABOLIZIONE TASSE SU BOLLETTE ENEL E TELEFONICHE Sulle bollette non dovrà essere addebitata nessuna tassa, sarà l’azienda erogante il servizio che in base alla convenzione con il concessionario si accorderà per il pagamento, decidendo poi il costo del servizio offerto con tariffa omicomprensiva in concorrenza con gli altri gestori. ABOLIZIONE TASSE UNIVERSITARIE Per accedere alla Scuola, di qualunque grado essa sia, non dovrebbero essere pagate tasse. ABOLIZIONE MEDIATORE, ARBITRATI ED ORGANISMI DI CONCILIAZIONE La giustizia dovrebbe funzionare in Tribunale con tre gradi di giudizio (Tribunale, Corte di Appello, Corte di Cassazione), organizzati per sezioni e materia. I Tribunali minori dovranno essere accorpati. Gli Uffici dei Giudici di Pace dovranno essere eliminati e ad essi dovrà essere attribuita la funzione di Organo di Tribunale di primo grado per determinate materie. I Tribunali dovranno avere Sezioni con Magistrati specializzati nelle singole materie. I Magistrati potranno essere trasferiti in altre Sezioni di altri Tribunali ma per giudicare nelle stesse materie di loro specializzazione (Civile; Lavoro; Penale; Amministrativo; Matrimoniale). ABOLIZIONE BOLLI E DIRITTI SU ATTI NOTARILI, GIUDIZIARI E CAMBIALI Nessuna spesa per diritti e bolli dovrà essere richiesta per trascrizione di atti, per il loro deposito o le loro copie né dai Notai né dagli Uffici Giudiziari. L’emissione di cambiali non dovrebbe prevedere alcun costo per i bolli. ABOLIZIONE CONTRIBUTO UNIFICATO Nessun contributo o spesa dovrebbe essere richiesta a chi si rivolge alla Giustizia per far valere un suo diritto. ABOLIZIONE REGISTRAZIONE SENTENZE E ALTRI PROVVEDIMENTI Nessuna costo per registrazione di atti o sentenze dovrebbe essere richiesto e nessuna registrazione di qualsivoglia atto giudiziario deve essere prevista (La procedura e la richiesta di somme per simili propositi oltre che ritardare il corso della legge nulla c’entra con il diritto). ABOLIZIONE BOLLI SU C/C BANCARI, POSTALI E SUI DEPOSITI Sui conti correnti Bancari e Postali non dovrebbe essere addebitata alcuna tassa per imposte o bolli. ABOLIZIONE TASSE SU FINANZIAMENTI Nessun costo per tasse ed imposte dovrebbe essere addebitato sui finanziamenti bancari e postali. ABOLIZIONE DI OGNI FORMA DI COMMISSIONE BANCARIA Nessuna commissione o spesa a qualsiasi titolo dovrebbe essere addebitata sui conti correnti bancari o postali, oltre agli interessi da conteggiare sia in dare che in avere con la stessa cadenza. Tutto deve essere compreso nel Tasso convenuto. Il Contratto di Conto corrente deve prevedere solo il tasso che dovrà essere applicato, misurato secondo uno spread ancorato al tasso della BCE. Lo spread pattuito alla stipula del contratto di conto corrente non potrà essere variato; il tasso potrà essere aumentato o diminuito solo con l’aumentare o col diminuire del tasso BCE. Qualsivoglia comunicazione unilaterale finalizzata a percepire aumenti dovrà essere ritenuta nulla, come pure ogni eventuale appendice contrattuale in tal senso; solo con la stipula di un nuovo contratto potrà essere pattuito un nuovo Tasso/spread sul C/C. FATTURAZIONE INTERESSI BANCARI E NON, CON AGGRAVIO IVA Gli interessi bancari, sia attivi che passivi, dovranno essere fatturati e gravati da IVA, senza addebito di alcuna ritenuta, così come gravate da IVA dovranno essere le fatture di interessi emesse tra qualsivoglia altra azienda per interessi. RATING AZIENDE Il rating delle aziende che ricorrono al credito dovrebbe essere attribuito in base ai dati di bilancio del soggetto valutato, secondo un criterio comune e non in base alle diverse valutazioni di ogni singolo Istituto di Credito. EQUIPARAZIONE MORA TRA PUBBLICO E PRIVATO Al soggetto che ritarderà i pagamenti, sia pubblico che privato (compreso il settore bancario), dovranno essere applicati gli stessi interessi di mora stabiliti dal D. Lgs.231/2002, e con la stessa modalità di ricapitalizzazione. Il soggetto creditore (Ente impositore, Banca, privato), potrà esigere solo il credito capitale che gli è dovuto maggiorato degli interessi previsti dal predetto D.Lgs n. 231/2002, senza alcun onere aggiuntivo di qualsivoglia altra natura, onde non potranno essere più raddoppiate o aggiunte sanzioni per ritardi neanche da Enti di Stato (Agenzia delle Entrate, Comuni, Prefetture, ecc...). Pertanto, nessun aggravio (spese di recupero, aggio, ecc…) per il recupero dovrà per legge essere ritenuta esigibile in maggiorazione del credito dovuto da nessun Ente pubblico, salvo gli interessi. Il tasso di interesse legale dovrà essere sostituito da quello previsto dal D. Lgs n. 231/2002. Ogni contribuente dovrebbe poter sanare le posizioni pregresse pagando il credito che gli era stato contestato, maggiorato dei soli interessi di cui al D.Lgs n. 231/2002, calcolati sul capitale originario, quindi al netto di sanzioni e accessori (così anche una eventuale auspicabile riforma in sanatoria per gli arretrati ancora da onorare). CENTRALE RISCHI Le Banche non potranno iscrivere i loro clienti a sofferenza in presenza di affidamenti di altri Istituti di Credito, e comunque dovranno stabilire in contradditorio con l’interessato se ricorrono le condizioni di sofferenza. Qualora l’interessato, in contraddittorio, dimostri che sono in corso contestazioni e comunque che non sussiste insolvenza ma solo mera volontà di revocare gli affidamenti, anche dimostrando che altri Istituti di Credito concedono credito, non si potrà procedere alla segnalazione. La Banca D’Italia dovrà rifiutare di iscrivere il soggetto interessato a sofferenza, qualora la Banca che intenda segnalare ciò non provi di averne stabilito la necessità in contraddittorio con l’interessato (Attualmente l’iscrizione eseguita in assenza di contraddittorio costituisce un potere che gli Istituti di Credito possono utilizzare ingiustamente come una sorta di “minaccia e ricatto” verso i propri clienti, causando cessazioni di aziende, ed evitabili procedimenti giudiziari). L’iscrizione eseguita in mancanza di contradditorio dovrà pertanto essere pesantemente sanzionata dalla Banca D’Italia, essendo un atto che mette a repentaglio la vita dell’Impresa (da tutelare in quanto ai fini sociali trattasi di bene comune, di risorsa e patrimonio di Stato) ed i bisogni delle famiglie. Le Banche che risultano inadempienti in relazione ad ogni e qualsivoglia obbligazione contrattuale che risulti dovuta, ivi compreso, ad esempio, i mancati rimborsi degli interessi anatocistici in via spontanea e senza il ricorso alla giustizia, le commissioni che per legge è stato stabilito non essere dovute dovranno, per il caso in cui sia accertato l’inadempimento, del pari essere pesantemente sanzionate dalla Banca D’Italia (Le Banche infatti esigono puntualità, rispetto delle obbligazioni, e quindi devono per prime, a loro volta, essere di esempio. Dovranno pertanto adempiere in via spontanea alle obbligazioni senza costringere i loro creditori a ricorrere alla giustizia, così contribuendo anche a non “intasare” i Tribunali di cause, educando al rispetto dei rapporti contrattuali con chiari segnali di civiltà, lealtà e di interesse al sostegno dell’economia a beneficio del Paese di appartenenza e per il quale svolgono, tra altro, anche funzione sociale). ATTIVITA’ BANCARIA Le Banche dovranno svolgere unicamente attività di concessione prestiti e raccolta denaro, tutelando crescita e risparmio. Le Banche non dovranno assumere partecipazioni azionarie, compiere intermediazione su derivati, fornire servizi da “supermercato” (telefonia, servizi pubblicitari sul WEB, sconti per convenzioni attività commerciali, ecc…), assicurazioni e altri prodotti finanziari a rischio che non rientrino nella specifica attività di finanziamento. Tali attività non dovrebbero neanche essere proposte nelle sedi bancarie, in quanto dovrebbero essere riservate ad apposite aziende che le dovranno proporre attraverso canali propri e non attraverso i canali bancari. ABOLIZIONE TASSE DI SOGGIORNO Nessuna tassa di soggiorno dovrebbe essere richiesta per il turismo. ABOLIZIONE TASSE SU POLIZZE DI ASSICURAZIONI Nessun costo per tasse dovrebbe essere addebitato sulle polizze di assicurazione ma solo il premio previsto e concordato, da regolare con rilascio di fattura gravata da IVA. ABOLIZIONE IMPOSTE SULLA COMPRAVENDITA DI IMMOBILI La compravendita di immobili dovrà essere unicamente soggetta ad IVA, pertanto nessuna imposta di registro in misura fissa o proporzionale dovrà essere richiesta. ABOLIZIONE TASSA ISCRIZIONE IPOTECARIA A fronte delle garanzie ipotecarie non dovrà essere richiesta alcuna imposta. ABOLIZIONE ACCISE Le accise devono essere eliminate (L’accisa sui carburanti inizialmente deve essere sostituita da una apposita aliquota IVA presumibilmente maggiore di quella ordinaria). ABOLIZIONE TASSA IMMATRICOLAZIONE Per l’immatricolazione dei veicoli non dovrà essere richiesta nessuna imposta. ABOLIZIONE BOLLI AUTOMEZZI Gli autoveicoli non dovranno essere soggetti ad imposte o bolli. DELOCALIZZAZIONE Alle Imprese di produzione di beni e servizi sorte nel territorio Italiano e che ivi hanno consolidato un proprio Marchio, nel caso di delocalizzazione della loro produzione, dovrà essere vietato il commercio, quindi l’importazione in Italia dei beni prima prodotti nel Paese di origine; per vendere quelli stessi beni in Italia l’azienda dovrà continuare a produrli laddove ha consolidato il proprio Marchio, e non importarli dal Paese in cui l’impresa ha delocalizzato la propria produzione. ABOLIZIONE RITENUTE PROFESSIONISTI I professionisti dovranno emettere la fattura gravata da iva come ogni Impresa e pagare le tasse in base all’attività svolta nell’anno di riferimento, senza che i loro clienti debbano essere obbligati a pagare ritenute, contributi o quant’altro, ed eliminando anche per essi il principio di cassa. ABOLIZIONE STATUTO SPECIALE PER DETERMINATE REGIONI L’Italia è un'unica Nazione, pertanto tutte le Regioni appartenenti allo Stato devono funzionare con statuti identici; dovranno quindi essere eliminate, previa apposita riforma, le Regioni a statuto speciale per equipararle alle altre. ABOLIZIONE FINANZIAMENTO E/O RIMBORSI ELETTORALI AI PARTITI I partiti non devono ricevere finanziamenti pubblici o rimborsi elettorali. I contributi dovranno essere volontari e nominativi dell’importo massimo pari ad € 3.000,00, e dichiarati in bilancio. ABOLIZIONE DI OGNI CONTROLLO POLITICO SU GESTIONI ECONOMICHE La politica non dovrebbe avere alcun potere di nominare soggetti al comando di società con interessi economici e Banche. A titolo di esempio le nomine dei C.d.A di Banche e Fondazioni non possono essere soggette a considerazioni di appartenenze politica.

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