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Modenizzazione Carceri

IRS : “Istituti di Recupero Sociale” L’uomo può sentirsi al centro dell’Universo , ma è destinato a lasciare tutto ciò che ha per cosi dire “posseduto” in vita. Pertanto occorre assicurare una vita dignitosa a tutti ed eliminare tutte le forme di delinquenza. Ogni nucleo familiare deve avere un lavoro. E se non c’è occorre garantire uno stipendio per vivere dignitosamente , perché tutto ciò che accade è per colpa non voluta della società (noi tutti). Tante sono le colpe della società e le relative motivazioni: - Il mafioso , il criminale il semplice ladro : nascono per fame-dio denaro-comandare. - La fame: spesso mancanza di soldi e di lavoro - La mancanza di lavoro: a volte per troppi posti di lavoro in altre famiglie - Le malattie e le morti: a volte per l’inganno di chi vuole arricchirsi , o per il menefreghismo che regna in molti uomini che inquinano le risorse primarie. - Gli assassini , drogati e /o ubriachi: per colpa di chi li circonda , o per leggi poco severe ed alla fine per il vil denaro. Alla fine è tutta colpa del denaro e della società che sta a guardare , ma il carcere oggi è qualcosa di obsoleto. Annienta l’essere umano. Occorre quindi Riformare le carceri in Istituti di Recupero Sociale, regionali. Non è col n° di anni in carcere o con l’ergastolo che si risolvono le cose, semmai con una sorta tunnel rieducativo : una serie di tre istituti della durata di almeno un anno ciascuno , dove seguire corsi di recupero sociale , un centro regionale in zona isolata dotato di normali confort e di psicologi , in tutte le regioni , chiudendo i vecchi carceri. Nel 1° istituto , dove si insegna il senso della vita , il significato religioso , la moderazione , il ripudio per i soldi e per le cose materiali, il rispetto prima degli altri e poi di se stessi ; nel 2° , solo se superato il primo con test seri , il detenuto sviluppa un mestiere dove guadagna anche pochi soldi ma che gli basteranno per superare il 2° e passare al 3° ; nel 3° impara come spendere utilmente ciò che ha guadagnato nel 2° ed il vivere civile, superato il 3° , ritorna in società dove deve essere integrato nel lavoro e nella famiglia e comunque non deve soffrire la fame. Chi non supera una fase non va avanti e rimane li anche per anni, chi supera le fasi può già esserne fuori con un minimo di tre anni, tempo occorrente secondo me ,per la ristrutturazione intellettuale dell’individuo. Una riabilitazione della persona e non il suo annientamento. Non importa la gravità del reato ,chi sbaglia è contro la società , anche (per cosi dire) se butta un pezzo di carta a terra, e per questo merita non un giorno di carcere , che appena esce , di nascosto si vendica, ma un processo rieducativo che può fare bene anche ad un innocente. Credo che cosi tutti ammetterebbero le loro colpe, sapendo che non esiste più un carcere proporzionato alla gravità del reato ma un riformatorio civile dove riabilitarsi , della durata secondo la necessità individuale che gli può fare solo bene. Si eviterebbero processi lunghi e interminabili , dove magari non si trova il colpevole oppure si condanna per sbaglio. Esempio , per crimine di un politico o malato o drogato o ubriaco: - Caso di condannato e poi si scopre che era innocente, ma si è fatto intanto 10 – 20 anni di carcere, - Caso di non condannato , ma in realtà colpevole, delinquente,ma senza carcere. Col nuovo sistema ipotizzato nessuno più si farebbe il carcere da innocente ma semmai un veloce percorso di recupero, mentre i veri colpevoli prima o poi finirebbero in rete e si farebbero il riformatorio più o meno lungo a secondo dell’individuo. Non si dovrà più distinguere tra colpa lieve e grave, ma solo formalmente perché il percorso riabilitativo sarà individuale, cioè l’individuo ,riparte la sua vita da zero e per tutto il percorso non dovrà vedere ne amici , ne parenti, ne conoscenti. Risarcimento monetario zero , perché nel suo percorso una volta sanato psicologicamente e maturato sarà rimesso in carreggiata per un vivere civile ed economicamente dignitoso. Le cause civili non avrebbero motivo di esistere se non per breve periodo per chiarire i fatti e per migliorare la società.

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