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Intramoenia si intramoenia no

PROBLEMATICA INTRAMOENIA –LISTA DI ATTESA Alcuni anni fà or sono l’allora Ministro della Salute, per ridurre le liste di attesa e per evitare che i medici lavorassero anche in cliniche private istituì fra le altre cose , che i medici dovevano lavorare in esclusività negli ospedali promettendo 1.000.000 delle vecchie lire in più nella busta paga. Ebbene tale legge si rivelò secondo me un disastro per tutti, primo fra tutti per lo Stato, poi anche per i medici, per le aziende sanitarie locali ed ospedaliere e soprattutto per il comune mortale , il paziente cioè noi tutti. Risultato: le liste di attesa in questi anni sono risultati quasi sempre lunghe ed in alcuni settori ancora di più. Il ricavato del fatturato nell’intramoenia a volte , alla fine è irrisorio (10-20-30 euro) perché vi grava IRAP, IMPDAP, EMPAM, IRPEF pertanto il medico per guadagnare qualcosa di più dignitoso è costretto a chiedere almeno il doppio di euro al paziente. Lo stato ha dovuto sborsare , e continua a farlo , ingenti somme di danaro pubblico per pagare il 1.000.000 di lire in più in busta paga ai medici ospedalieri con tutti gli aumenti contrattuali e di più per quelli con oltre i 15 anni di servizio per non parlare poi dei primari. Lo stato e regioni hanno dovuto sborsare , e saranno costretti a continuare a farlo, anche ingenti somme di danaro pubblico per adeguare e/o creare nuove strutture e impiegare accessori e personale infermieristico per attuare l’intramoenia. Le aziende sanitarie locali ed ospedaliere hanno sofferto molto il peso di tale scelta operata dell’allora Ministro della Salute, e molte realtà sanitarie ancora oggi non hanno potuto creare le strutture necessarie per l’attività intramoenia e forse mai li creeranno , perché mancano gli spazi e /o i soldi ed il personale paramedico è insufficiente. Alla fine chi ci rimette è sempre il paziente, - Primo perché è costretto alla lunga lista di attesa e se vuole , fare prima , dovrà pagare un prezzo forse doppio per una visita in intramoenia. - Secondo perché la minoranza che si trova in extramoenia , non essendoci molta concorrenza applica tariffe più alte, - Terzo perché ,tutte le spese sostenute dallo stato-regioni sono tasse pagate dagli stessi pazienti; infatti noi tutti , chi sa quante volte abbiamo già pagato quella prestazione che andiamo a chiedere alla struttura sanitaria. Ecco che ci devono essere buchi enormi nella sanità ,ma anche nelle tasche dei pazienti , ma anche alla fine degli operatori sanitari per le spese in più che sostengono per l’intramoenia allargata o meno che sia e magari poi i medici hanno un locale privato e non possono utilizzarlo per la propria professione a causa dell’intramoenia. I soldi per l’intramoenia vanno bene solo la dove c’è benessere , la dove cioè i paz. possono permettersi tariffe elevate, ma non al sud o in Sicilia dove molti hanno l’esenzione dalla spesa sanitaria e soffrono , costretti a lunghe liste di attesa se non possono permettersi una visita in privato o per di più in intramoenia. Cosa fare per accontentare tutti ? - Liberalizzare la professione medica, come era una volta, però con divieto assoluto di operare in cliniche private , pena il licenziamento in tronco. - Utilizzare i soldi dell’esclusività, per gli aumenti contrattuali futuri, bloccando di fatto gli aumenti contrattuali fino a pareggio. - Stoppare i lavori e quant’altro occorrente per l’intramoenia ed utilizzare semmai i locali per servizi istituzionali, magari aumentando i servizi ambulatoriali istituzionali e cosi veramente diminuire le liste di attesa. - Divieto quindi ai medici che svolgono la libera professione nello studio privato di portare pazienti in cliniche private , bensi nella struttura pubblica in cui lavora il professionista. Ciò si tradurrebbe in: - immediato enorme risparmio per le casse dello stato e regioni, in termini di buste paga, strutture,accessori e personale paramedico, semmai meglio utilizzabili per rafforzare i sevizi istituzionali - recupero di locali a favore dei servizi istituzionali - diminuizione delle tariffe delle prestazioni libero professionali private per aumento della concorrenza con aumento anche della qualità. Il paz. sceglierà lo studio privato più economico e di qualità. - doppio rismarmio per i pazienti , sia direttamente per calo delle tariffe , sia indirettamente per il danaro pubblico che serviva per creare quegli spazi per l’intramoenia e per tutti gli accessori e personale che vi girano attorno. - eventuale maggiore guadagno per i medici che cosi possono abbasare le tariffe nel proprio studio privato aumentando il numero di pazienti privati , contribuendo indirettamente anche ad abbassare cosi le liste di attesa , migliorando la qualità da offrire al paz. la cui qualità porterà pure nella struttura pubblica dove lavora per seguire il proprio paz. senza costi in più per lo stato-regioni. - il medico che esercita anche la libera professione , però deve essere a servizio della struttura pubblica in cui lavora e alla quale deve essere devoto.

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