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Pessimista

Egregio Direttore, vorrei con la presente esprimere il mio profondo pessimismo per il futuro della nostra amata Italia. In questi giorni di campagna elettorale stiamo assistendo al solito teatrino dei nostri politici, interessati più a mantenere la propria poltrona ed i propri privilegi che al futuro nostro e dei nostri figli. Per rendersi conto di ciò è sufficiente guardare un qualunque talk-show televisivo. Il punto è che nessuno (o quasi) vuole prendersi la responsabilità di dire che per uscire dal tunnel della crisi, l'unica e sola strada maestra è quella di varare delle leggi impopolari. Mi spiego meglio. E' noto a tutti che ormai da decenni l'Italia ha un bilancio in rosso ovvero spende per tutto l'apparato burocratico statale più di quello che incassa. Il bilancio viene poi riportato in pareggio attraverso l'emissione di titoli di stato (Bot, BTP, ecc.) grazie ai quali lo stato si fa prestare i soldi dai cittadini garantendo un certo tasso d'interesse. Il problema è che negli anni abbiamo accumulato interessi per 85 miliardi di euro (come dichiarato dal Presidente Napolitano nel suo discorso di fine anno) e questa cifra aumenterà sempre o almeno fino a quando non avremo riportato il bilancio in pareggio. Per fare questo, è necessario ridurre il fabbisogno dello stato, che non significa ridurre i costi di Sanità e Istruzione, ma significa invece, rimediare nel settore pubblico a tutte le assunzioni clientelari (perpetrate per anni a danno dei contribuenti) di gente totalmente improduttiva. Si potrebbe pensare (sindacati permettendo) di riconvertire questa gente nel privato, magari con qualche forma di incentivazione per le Aziende. Oltre a ciò andrebbero eliminati i privilegi dei politici, il finanziamento ai partiti, ridotti gli sprechi nelle Forze Armate e la corruzione negli appalti pubblici. Le sembra poco ?? Solo dopo aver ridotto il fabbisogno dello stato si potrebbe pensare di ridurre la pressione fiscale. Lasciando più soldi nelle tasche degli Italiani verrebbero incentivati i consumi e, come conseguenza la produzione industriale. Le Aziende a quel punto tornerebbero a creare occupazione e quindi aumenterebbe il gettito per lo stato in termini di Irpef e Iva !! Si instaurerebbe cioè un "Circolo Virtuoso" !! Il punto è : chi in Italia può permettersi di fare politiche di tagli al numero dei dipendenti pubblici e a molte voci di spesa dello stato ?? Un governo di "tecnici", ovvero di Ministri non legati al consenso politico, avrebbe teoricamente potuto farlo, ma Monti in un anno di governo ha preferito agire nella direzione sbagliata dell'aumento della pressione fiscale. La sinistra ?? E' statalista nel DNA quindi Bersani non farebbe mai ciò che invece è necessario fare. Grillo ?? Ingroia ?? Non li ho mai sentiti esprimersi a favore della riduzione del fabbisogno statale. Giannino ?? Il suo programma è ben fatto ma è accreditato solo di un misero 1%. Berlusconi ?? E' l'unico che giorni fa ha dichiarato che bisogna ridurre i costi dello stato ma .......ammesso che vinca le elezioni.....glielo faranno fare ?? Di qui il mio pessimismo. La saluto.

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