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Come abbatere il debito pubblico

Egr. Dr. Silvio Onorevole Berlusconi (Villa S. Martino) Viale San Martino 20043 Arcore (MB) Oggetto: proposte. Egr. Signor Presidente, sono un piccolo imprenditore locale; desidero inviarLe una proposta che, ove lo riterrà, potrà considerare, in quanto se applicata circa l’80% delle piccole imprese potrebbe riprendere immediatamente l’attività produttiva, con conseguente rilancio dei consumi e dell’occupazione. Credo profondamente che quanto proposto nell’allegato contribuisca ad una maggiore stabilità economica ed a ritrovare nelle attività quel rispetto etico/sociale che si pone a fondamento della serenità della gente. In caso di mancato interesse, la proposta sarà pubblicata sulla stampa e potrà essere fatta propria da chiunque lo ritenga. Con stima, invio i migliori saluti. ABBATTIMENTO DEBITO PUBBLICO E RIPRESA PRODUTTIVA Emissione di Titoli di Stato per la Ripresa Produttiva ( TRP ) destinati alle Imprese che operano in ITALIA, col fine di favorire l’accesso al credito e la ripresa economica. I TRP (Titoli Ripresa Produttiva) dovrebbero essere certificati di GARANZIA a conversione variabile da emettere per un dato importo nominale (sostanzialmente fideiussioni), attraverso i quali lo STATO dovrebbe rendersi garante verso gli Istituti di Credito per favorire l’accesso al credito delle Imprese. I TRP, col verificarsi di determinate condizioni dovrebbero consentire alla Banca beneficiaria di poterne richiedere la conversione in Titoli di Stato tradizionali. La possibilità di essere convertiti da certificati di garanzia a Titoli di Stato (BOT, CCT…) esigibili a scadenza decennale con cedola annuale interessi al 2%, dovrebbe potersi attuare soltanto in caso di insolvenza dell’Impresa garantita, e relativamente all’importo rimasto insoluto. A conversione variabile, perché i TRP dovrebbero prevedere la loro trasformazione in BOT/CCT per l’importo equivalente al residuo del finanziamento in ipotesi concesso dalla Banca e non onorato dall’Impresa garantita (garanzia TRP rilasciata per € 100.000,00 nominali, finanziamento € 100.000,00, residuo da pagare insoluto € 50.000,00, importo TRP da convertire in BOT o CCT a 10 anni € 50.000,00, con decorrenza a partire dalla data di insolvenza e con cedola interessi annuale al 2%). Il rilascio alle Imprese dei TRP dovrebbe avvenire secondo parametri che potrebbero essere: numero dipendenti; capitale investito; fatturato dell’Impresa; in cambio di una determinata commissione da calcolare percentualmente sul valore nominale dei TRP emessi (la commissione potrebbe essere il 3% annuo: TRP nominali € 100.000,00, costo Impresa € 3.000,00). I TRP dovrebbero essere emessi con scadenza annuale tacitamente rinnovabile. L’importo capitale nominale ovviamente non sarà soggetto a pagamento da parte dell’Impresa, posto che i TRP, essendo in origine solo certificati di garanzia, non obbligheranno lo STATO a versare interessi o a restituire capitale, bensì, e solo in caso di insolvenza dell’Impresa garantita, a rimborsi (da attuare nei modi e nelle forme previste dalla peculiare caratteristica che li dovrebbe differenziare da una semplice garanzia fideiussoria, ovvero la loro possibile conversione da TRP a BOT o CCT) nei confronti della Banca che avrà erogato il finanziamento. I TRP dovrebbero consentire alle Imprese di ottenere finanziamenti per importo equivalente al loro valore nominale, ed a tassi competitivi (sostanzialmente le Banche andrebbero a concedere l’eventuale finanziamento a fronte di una garanzia reale). Per la concessione dei finanziamenti garantiti dai TRP, le Banche non dovrebbero richiedere altre garanzie, e dovrebbero poter chiedere tassi non maggiori di un (1) punto percentuale rispetto al tasso praticato dalla BCE (tasso BCE all’1%, le Banche potranno chiedere massimo il tasso annuo del 2%, in linea con il successivo rendimento in caso di insolvenza). Le imprese otterranno così benefici, anche derivanti dal risparmio degli interessi bancari, e potranno pagare il costo della commissione (ipotizzata al 3%) che lo Stato potrebbe esigere annualmente sul valore nominale dei TRP emessi. Tale sistema favorirebbe indubbiamente l’accesso al credito delle Imprese ed a tassi competitivi. Oggi attraverso il sistema bancario lo STATO colloca Titoli del Debito Pubblico pagando interessi ma, in assenza di crescita del PIL (stante il Debito Pubblico) viene considerato STATO a rischio, ed è perciò costretto a pagare interessi più elevati indebitandosi sempre più; le Banche sono perciò costrette ad acquistare Titoli del Debito Pubblico per sopperire ai fabbisogni dello STATO. Le Banche che detengono in portafoglio Titoli di Stato, in assenza di crescita del PIL, ed in presenza dell’elevato Debito Pubblico che aumenta, sono però a loro volta considerate meno solvibili. Pertanto, gli interessi (spread) aumentano se lo STATO è considerato a rischio, per l’effetto aumenta il Debito Pubblico, il Debito Pubblico aumenta se aumenta lo spread, le Banche che investono in Titoli di Stato da un lato lucrano interessi, dall’altro si declassano onde sovente sono costrette a richiedere aiuti di STATO e ad aumentare interessi e commissioni ai correntisti, con ciò soffocando però il sistema produttivo, linfa vitale delle stesse Banche, il quale finisce poi per provocare alle Banche maggiori sofferenze, oltre che a non contribuire al gettito ed alla crescita del PIL, questo linfa vitale invece per lo STATO, che altrimenti viene appunto considerato a rischio. Un non senso ! Con l’emissione dei TRP l’infausto sistema economico sarebbe invertito, e sarebbe impedito l’avanzamento del Debito Pubblico. Le Banche, con i propri mezzi, con la raccolta (risparmi degli Italiani), con i prestiti della BCE, non dovranno acquistare Titoli del debito Pubblico Italiano, e dovranno invece impiegare le risorse per erogare finanziamenti alle Imprese garantiti dai TRP, peraltro contribuendo alla crescita economica del Paese, anche riappropriandosi della originaria funzione di Istituti al servizio dell’economia reale. I rischi per le Banche si ridurrebbero (con conseguente rafforzamento anche dello stesso sistema bancario), poiché le stesse utilizzerebbero la liquidità non per far indebitare lo STATO (acquistando Titoli di Debito Pubblico, anche con i mezzi della BCE), ma per finanziare la Crescita (PIL) al contempo ottenendo inoltre anche una duplice garanzia di rimborso: quella della Impresa finanziata e quella dello STATO (l’investimento diretto in Titoli del Debito Pubblico sarebbe invece garantito solo dallo Stato). Le Banche esigerebbero interessi non dallo STATO ma dalle Imprese finanziate, con conseguente riduzione del Debito Pubblico, che per contro riceverà commissioni sui TRP. Lo STATO potrebbe usufruire di un quasi certo aumento del PIL, così ottenendo anche una riduzione del monte interessi da pagare sui Titoli tradizionali (BOT, CCT ecc…), le cui emissioni man mano potrebbero anche diminuire. Al contempo, maggior crescita e minor Debito Pubblico, costituiranno indici di maggiore solidità del Paese che sarà trasmessa anche al sistema Bancario che, per l’effetto, non verrà declassato solo per il semplice fatto di detenere in portafoglio Titoli di uno STATO considerato a rischio perché non cresce e perché ha un Debito Pubblico elevato, in quanto verrebbe a crearsi una netta inversione di tendenza (che i mercati sicuramente sapranno riconoscere). In conseguenza di quanto sopra gli investitori esteri saranno maggiormente attratti dai Titoli di Stato italiani, e il sistema bancario non dovrà impegnare le risorse per acquistare titoli di Stato italiani. Le Imprese potranno invece mettere a reddito il finanziamento mediante nuovi investimenti produttivi creando crescita (PIL), occupazione e maggior gettito nelle casse dello STATO. In sostanza i TRP potrebbero incidere concretamente sul sistema economico, poiché potrebbero verificarsi: le condizioni per l’accesso al credito delle Imprese; le condizioni per nuovi investimenti; le condizioni per più occupazione; le condizioni per aumentare il PIL; le condizioni per una maggiore liquidità d’Impresa (da cui discenderà una minore insolvenza di queste ultime e, di conseguenza, minori chiusure aziendali, licenziamenti ed anche minori cause nei Tribunali per recupero crediti); le condizioni per una maggiore stabilità del sistema Stato/Banca (le Banche non deterranno più ingenti quantità dei tradizionali Titoli in portafoglio e conseguentemente saranno ritenute più solvibili; le Banche potranno investire la loro liquidità per finanziare la crescita e non per far indebitare lo Stato esigendo interessi da quest’ultimo); le condizioni affinchè lo Stato inizi a ridurre il Debito Pubblico quindi le emissioni dei tradizionali Titoli di Stato (nel bilancio dello STATO le emissioni dei TRP costituiranno nuove entrate e non uscite per interessi, di conseguenza si avrà una riduzione del Debito Pubblico ed una maggiore stabilità del Paese che produrrà effetti positivi anche sullo spread dei tradizionali Titoli di Stato in circolazione); le condizioni per una maggiore serenità della gente (anche tutelando provocazioni di odio tra le varie classi sociali di appartenenza), da cui discenderà maggiore voglia di iniziativa, di libera impresa, ed una migliore qualità della vita. In sostanza, sarà fatta una concreta azione per lo sviluppo sociale ed economico del Paese.

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