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l'ordinanza della Corte dei Conti che impone al Governo Monti di restituire 15 miliardi circa di

Allego l'ordinanza della Corte dei Conti che impone al Governo Monti di restituire 15 miliardi circa di Euro presi in "prestito" forzato dall'INPS-Sezione TFR- dal Governo Prodi. Il tutto chiarito dalla relazione collegata, la quale in sintesi(v.ultime due pagine) dice che Monti non restituisce perchè ritiene che l’INPS di soldi ne abbia già abbastanza..alla faccia degli esodati, ai quali si nega la pensione.E’ uno schiaffo alla..trasparenza oltrechè alla buona fede . Deliberazione n.1 /2011/G REPUBBLICA ITALIANA la Corte dei conti Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato in adunanza congiunta dei Collegi I e II del 14 ottobre 2010 **** Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con R.D. 12 luglio 1934, n. 1214; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; Vista la legge 20 dicembre 1996, n. 639; Visto il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo, approvato con deliberazione n. 14/2000 delle Sezioni Riunite in data 16 giugno 2000 così come modificato dal regolamento dell’11 giugno 2008 emanato ai sensi dell’art. 3, comma 62, della legge 244/2007; Visto il programma di controllo per l’anno 2010; Viste le risultanze dell’indagine concernente la “ Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti”; Considerato che in data 21/09/2010 i Magistrati istruttori hanno deferito al Collegio la relazione contenente le risultanze della sopramenzionata indagine; Vista l’ordinanza del Presidente della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato del 21 settembre 2010 e la successiva nota di segreteria n. 10768 del 22 settembre 2010 con la ? quale è stata convocata la Sezione del controllo in adunanza congiunta; Viste le notifiche effettuate dalla Segreteria della Sezione alle Amministrazioni interessate; Viste le memorie pervenute dalle Amministrazioni interessate, come appresso individuate: • Ministero dell’ economia e delle finanze (Dipartimento della ragioneria generale dello Stato-Ispettorato Generale del Bilancio), prot. n. 11054 del 29.09.2010; • Ministero dell’ economia e delle finanze (Dipartimento della ragioneria generale dello Stato-Ispettorato Generale del Bilancio Ufficio I e Ufficio II ), prot. n. 11275 del 07.10.2010; • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Segretariato Generale, prot.n. 11388 dell’11.10.2010; Preso atto che sono intervenuti in rappresentanza delle Amministrazioni controllate: • Ministero dell’ interno -Dipartimento per gli affari interni e territoriali - Direzione Centrale della Finanza Locale: dott. Giancarlo Verde, Dirigente Generale, dott.ssa Maria Giovanna Pittalis, Dirigente e dott.ssa Teresa Lanzieri, Funzionario; • Ministero dell’ economia e delle finanze -Dipartimento della ragioneria generale dello Stato -Ispettorato Generale per le politiche di Bilancio- I.G.P.B. Ufficio IX Dott. Aurelio Sidoti, Dirigente; . Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali -Direzione Generale per le Politiche Previdenziali: dott. Edoardo Gambacciani, Direttore generale; . Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Organismo Indipendente di Valutazione della performance : Dott. Paolo Onelli, Presidente e dott.ssa Maria Teresa Vedovelli, funzionario; Uditi i relatori consiglieri Aldo Carosi e Fabio Viola; 2 ? uditi, altresì, i rappresentanti delle Amministrazioni presenti; Ritenuto che la relazione dei Magistrati istruttori debba essere integrata con le valutazioni e gli elementi conoscitivi dagli stessi proposti nel corso della camera di consiglio, sulla base delle risultanze del contraddittorio orale e scritto con le Amministrazioni interessate; DELIBERA • di approvare la relazione conclusiva concernente la “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti”; • per ciò che riguarda i perduranti aspetti disfunzionali le Amministrazioni interessate comunicheranno alla Corte e al Parlamento, entro sei mesi dalla data di ricevimento della presente relazione, le misure conseguenzialmente adottate ai sensi e per gli effetti dell’art. 3, comma 6, l. 20/94 come modificato dall’art. 1, comma 172, l. 266/05 e, ove non ritengano di ottemperare ai rilievi formulati dalla Corte, adotteranno – ai sensi dell’art. 3, comma 64, l. 24/12/2007, n. 244 – entro 30 giorni dalla ricezione della presente delibera, provvedimento motivato da comunicare alla Presidenza delle Camere, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla Presidenza della Corte dei conti; • ordina che copia della presente deliberazione e dei relativi allegati sia inviata, a cura della Segreteria della Sezione, alla Presidenza del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri -Segretariato Generale, e alle Amministrazioni interessate al presente rapporto di controllo; • manda, per gli effetti dell’art. 41 r.d. 12-7-1934 n. 1214, la presente delibera e i relativi allegati, al competente Collegio delle Sezioni Riunite, 3 ? affinché possa trarne deduzioni circa le modalità con le quali le Amministrazioni interessate si sono conformate alla vigente disciplina finanziaria e contabile. IL PRESIDENTE DELLA CORTE DEI CONTI Luigi GIAMPAOLINO IL PRESIDENTE DELLA SEZIONE Giorgio CLEMENTE RELATORI cons. Aldo CAROSI cons. Fabio VIOLA Depositata in segreteria il 2 marzo 2011 Il Dirigente (Dott.ssa Cesira CASALANGUIDA) 4 ? CORTE DEI CONTI Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti Magistrati estensori: Aldo Carosi Fabio Viola ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G INDICE Sintesi pag. 3 1. Obiettivi ed oggetto della presente indagine pag. 4 2. Il quadro normativo di riferimento afferente al TFR pag. 5 3. Osservazioni critiche della Corte dei conti e misure conseguenzialmente adottate dal Ministero dell’interno pag. 11 4. Problematiche non risolte circa la utilizzazione del TFR pag. 12 5. Modalità di gestione e di prelevamento dal fondo pag. 13 6. Stato di utilizzazione delle risorse prelevate nel triennio 2007/2009 pag. 15 7. Considerazioni critiche circa gli effetti del vigente quadro normativo e della sua interpretazione attuativa pag. 20 8. Il punto di vista del Ministero del lavoro e delle politiche sociali pag. 25 9. Le osservazioni del Ministero dell’economia e delle finanze pag. 27 10. Osservazioni e raccomandazioni conclusive pag. 30 ALLEGATI -Allegato A “Riscossioni del TFR relative al periodo 2007-2010 e previsioni 2011” -Allegato B “Destinazione quote residue TFR relative al triennio 2007-2009” -Allegato C “Utilizzazione delle quote residue TFR relative al triennio 2007-2009 concernenti capitoli di spesa che presentano piani gestionali dotati esclusivamente di risorse TFR” -Allegato D “Elenco 1” Art. 1, comma 758 della legge 296/06 (legge finanziaria 2007) 2 ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G Sintesi La presente relazione riferisce le risultanze dell’analisi sull’utilizzazione, da parte delle Amministrazioni statali, del TFR dei lavoratori dipendenti privati e delle misure adottate da queste ultime a seguito dei rilievi formulati dalla Sezione di controllo sulla gestione della Corte dei conti, con precedente delibera n. 2/2010/G. Il Ministero dell’interno ha provveduto a rimuovere le patologie accertate in quella sede: nel triennio 2010-2012 nessun capitolo di spesa corrente sarà più finanziato con quote di TFR, prelevato dall’apposito fondo INPS. Nel prelievo e nella gestione complessiva delle risorse del fondo TFR sono emersi, tuttavia, profili critici ulteriori e più vasti di quelli rappresentati nel precedente richiamato referto. Essi riguardano essenzialmente il rispetto del vincolo di destinazione delle somme versate dai lavoratori e dai datori di lavoro, la corretta determinazione degli stanziamenti di bilancio e i profili economici complessivi dell’operazione. Gli accertamenti compiuti consentono di affermare che l’Amministrazione statale non sta predisponendo alcun meccanismo di reintegrazione del fondo TFR gestito dall’INPS, in relazione alle somme già prelevate per il triennio 2007-2009 e per quelle dell’anno in corso. Anzi, il contestato meccanismo risulta confermato almeno fino allo scadere del decennio dalla sua introduzione: a fronte di somme ad oggi prelevate pari a 15,86 miliardi di euro, sono previsti introiti di analoga natura fino a raggiungere, a tale scadenza, i 30 miliardi complessivi. Il Ministero dell'economia e delle finanze ritiene che questa operazione non provochi alcun nocumento ai soggetti interessati ai versamenti e al prelievo, migliorando al contrario gli equilibri del bilancio statale in un arco temporale rilevante, caratterizzato dall’acuirsi delle difficoltà della finanza pubblica. La Corte dei conti ritiene di non poter condividere tale divisamento poiché un simile prelievo, senza il correlato onere di ricostituzione del fondo, costituisce una operazione di natura espropriativa senza indennizzo o comunque di prelievo fiscale indiretto nei confronti delle categorie interessate a versamenti finalizzati a scopi ben diversi dal sostegno alla finanza pubblica. La Corte contesta, peraltro, anche il preteso andamento attivo della gestione previdenziale interessata al prelievo: infatti i dati finanziari relativi si basano sul mero andamento di cassa di alcune particolari situazioni riguardanti le aziende con più di 50 dipendenti, senza tenere alcun conto delle loro caratteristiche, delle loro dimensioni e delle situazioni inerenti alle altre tipologie di contribuzione della stessa natura. Anche i dati esibiti dal Ministero dell’economia e delle finanze circa lo studio degli andamenti e delle situazioni interessate alla descritta operazione, si fondano su 3 ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G elaborazioni statistiche elementari afferenti al preteso periodo medio della permanenza dei lavoratori in una singola azienda. A fronte non risultano, invece, censimenti di dati fondamentali quali la tipologia delle aziende, dei lavori, dei lavoratori, della mobilità e di altri fattori indispensabili per ipotizzare un trend economico affidabile. In tal senso non appare corretto o, comunque attendibile, estrapolare da un così complesso scenario situazioni nelle quali l'andamento contabile positivo dipende da semplice diacronia tra il momento del versamento dei contributi e quello della maturazione delle prestazioni. Sotto il profilo degli equilibri di bilancio, la carenza dei dati istruttori e la sottovalutazione di importanti fattori di criticità è idonea a creare squilibri nel tempo, dei quali potrebbero fare le spese i futuri contribuenti e percettori delle prestazioni. Per quanto riguarda l'aspetto contabile, si è potuto accertare l'assenza di riepiloghi consuntivi inerenti all’utilizzazione delle somme acquisite dallo Stato: a fronte della definitiva quantificazione delle entrate incamerate – infatti – non corrisponde analoga correlata elaborazione degli impieghi per i singoli obiettivi di spesa del triennio 2007-2009, al netto delle previe compensazioni fiscali. Le compensazioni risultano comunque calcolate sulla base di stime risalenti, anziché sull'andamento delle situazioni maturate nel predetto triennio di riferimento. A partire dal 2010, inoltre, sulla base della legislazione sopravveniente e della concreta attuazione della stessa sembra cessare l'impiego ad investimenti delle somme prelevate. Infatti, non è stato specificato alcun capitolo di spesa alimentato dal prelievo: a seguito di tale fenomeno può concludersi che il prelievo stesso diviene un’entrata indifferenziata dello Stato senza alcun vincolo di destinazione e senza l’istituzione di correlate poste passive, destinate alla reintegrazione del fondo. La Corte sottolinea il pericolo derivante dall’utilizzazione del fondo per mere finalità di provvista finanziaria: detta pratica potrebbe pregiudicare i futuri equilibri di bilancio e creare problemi di equità intergenerazionale a danno dei futuri contribuenti e percettori dei servizi. 1. Obiettivi ed oggetto della presente indagine La presente relazione riferisce le risultanze dell’analisi sull’utilizzazione, da parte delle Amministrazioni statali, del TFR dei lavoratori dipendenti privati e delle misure adottate da queste ultime a seguito dei rilievi formulati dalla Sezione di controllo sulla gestione della Corte dei conti, con precedente delibera n. 2/2010/G. In quella sede l’analisi della Corte si era concentrata su alcune partite di spesa del Ministero dell'interno (delle quali si riferisce nel successivo paragrafo 3). Dette partite presentavano irregolarità e problematiche irrisolte in relazione all’utilizzazione delle somme e alle modalità di ricostituzione del fondo, dal quale le risorse venivano 4 ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G prelevate. Peraltro chiari elementi sintomatici lasciavano trasparire analoghe disfunzioni per le altre partite di spesa alimentate attraverso le risorse del TFR. In particolare, si appalesavano dubbi in ordine alla correttezza dei criteri di quantificazione del TFR assoggettato al prelievo, alla quantificazione delle risorse in parte entrata e spesa del bilancio dello Stato, ai meccanismi di gestione delle risorse prelevate e ai profili di tutela del vincolo di destinazione delle somme così prelevate. Per questo motivo, già il precedente referto estendeva le raccomandazioni pertinenti alle poste di spesa del Ministero dell'interno all'intero scenario di utilizzazione del TFR, così da interessare, oltre al citato Ministero, anche quelli dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali. Acquisite nuove notizie istruttorie da parte delle evocate Amministrazioni e presa contezza delle misure conseguenzialmente adottate, si è ritenuto che tali nuovi elementi dovessero essere riferiti in sede governativa e parlamentare. Gli obiettivi dell'indagine possono essere così sintetizzati: a) verificare le modalità di quantificazione del TFR, sia al lordo che al netto delle applicazioni in bilancio. Dalla precedente indagine e dal quadro normativo di cui si dà appresso analitico riferimento si evidenzia che l'acquisizione del TFR al bilancio dello Stato avviene al lordo delle compensazioni fiscali in parte entrata e al netto in parte spesa; b) verificare la corrispondenza al parametro normativo del calcolo lordo e netto del TFR; c) individuare i meccanismi di gestione delle risorse prelevate, con particolare riguardo alla tutela del loro vincolo di destinazione e ai tempi e modi di eventuale ricostituzione del fondo presso l'Inps; d) analizzare la correttezza dei procedimenti di stima dell'andamento della gestione del TFR oggetto della presente indagine nel breve e nel medio futuro. 2. Il quadro normativo di riferimento afferente al TFR Al fine di inquadrare in modo appropriato le gestioni oggetto della presente indagine si rende opportuna una sintetica illustrazione del quadro normativo inerente al TFR. Il Trattamento di fine rapporto (TFR), che dal 1 giugno 1982 ha sostituito l’indennità di anzianità, è un elemento della retribuzione il cui pagamento viene differito al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Esso matura durante lo svolgimento del rapporto ed è costituito dalla somma di accantonamenti annui di una quota di retribuzione rivalutata periodicamente. 5 ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G Il TFR deve essere corrisposto al lavoratore in caso di cessazione del rapporto di lavoro (e quindi indipendentemente dalle motivazioni che l’hanno determinata), fatto salvo il caso di integrale destinazione alla previdenza complementare. La legge prevede alcune ipotesi tassative nelle quali parte del TFR accantonato può essere anticipato nel corso del rapporto. I contratti collettivi hanno la facoltà di fissare condizioni di miglior favore per l’erogazione di anticipazioni del TFR, nonché di stabilire criteri di priorità per l’accoglimento delle relative richieste. Fino al 31 dicembre 2006, il TFR non destinato alla previdenza complementare restava in azienda fino alla cessazione del rapporto, salve le eventuali anticipazioni richieste dal dipendente; la gestione del trattamento era completamente demandata al datore di lavoro. A decorrere dal 1° gennaio 2007, il TFR ha assunto la finalità prevalente di strumento di finanziamento previdenziale: è cambiata la disciplina del conferimento del trattamento alle forme pensionistiche complementari, con l’obbligo per i lavoratori di decidere al momento dell’assunzione la destinazione del TFR maturando. Il TFR che i lavoratori di aziende con almeno 50 dipendenti decidono di mantenere presso il datore di lavoro e di non destinare a forme di previdenza complementare viene gestito da un apposito fondo istituito presso l’Inps1. Il diritto a percepire il TFR si prescrive in 5 anni (art. 2948, comma 5, c.c.), che decorrono dal momento in cui cessa il rapporto di lavoro2. Anteriormente alla novella del 1982, l’indennità spettante al prestatore di lavoro all’atto della cessazione del rapporto era denominata “indennità di anzianità” e, prima ancora, “indennità di licenziamento”. Inizialmente riconosciuta ai soli impiegati e nelle sole ipotesi di licenziamento non dovuto a colpa del lavoratore (art. 10, R.D. n. 1825/1924), il diritto a tale indennità veniva successivamente esteso a nuove ed ulteriori ipotesi: dapprima, con il codice civile del 1942, a tutte le categorie di lavoratori ed in seguito, con la legge n. 604/66, a tutte le ipotesi di cessazione del rapporto, ivi compresi il licenziamento per giusta causa e le dimissioni3. 1 Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto, c.d. Fondo Tesoreria: art. 1, c. 749 – 766, L. 296/2006; D.M. 30 gennaio 2007. 2 Vedi Cass. 18.11.1997, n. 11470, Corte Cost. 27.06.1968, n. 75. Recependo tali indicazioni estensive la giurisprudenza riconosceva il diritto alla corresponsione dell’indennità di anzianità anche nei casi di rapporti di lavoro di durata inferiore all’anno (Corte Cost. n. 204/1971), di rapporto di lavoro dirigenziale (Corte Cost. 20.1.1971, n. 7 e Corte Cost. 15.3.1972, n. 47), di lavoro a domicilio (Corte Cost. 4.5.1972, n. 85), nelle ipotesi di risoluzione durante il periodo di prova (Corte Cost. 22.12.1980, n. 189) e di rapporto di lavoro a termine (Cass. 16.6.1988, n. 3711; Cass. 11.1.1988, n. 72). 6 ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G La progressiva estensione dell’ambito soggettivo e oggettivo di applicabilità dell’istituto ha indotto il Legislatore a ridisciplinarne i contenuti: la legge n. 297/82 ha quindi modificato profondamente l’istituto, ora denominato Trattamento di fine rapporto, che ha finito per assumere natura di retribuzione accantonata, ovvero di retribuzione differita al momento della cessazione del rapporto di lavoro. La legge n. 296/06, rendendo obbligatorio il conferimento del TFR maturando alle forme pensionistiche complementari a far tempo dal 1° gennaio 2007, ha ulteriormente inciso sulle finalità dell’istituto, indirizzandolo verso la natura di finanziamento previdenziale. Secondo l’art. 2120 del Codice civile, come modificato dalla legge n. 297/82, il TFR si calcola sommando, per ciascun anno di servizio, una quota pari, e comunque non superiore, all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per 13,5 (art. 2120 c.c., c. 1). La quota di TFR accantonata, ad eccezione di quella maturata nell’anno in corso, deve essere incrementata al 31 dicembre di ogni anno, con l’applicazione di un tasso costituito dall’1,5% in misura fissa e dal 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo accertato dall’Istat (art. 2120 c.c., c. 4). Per i lavoratori in servizio alla data del 1° giugno 1982, si applica un sistema di calcolo del TFR misto: • per gli anni di lavoro prestati anteriormente alla data citata si applica il criterio di calcolo precedente la legge n. 297/82 (in pratica la retribuzione del maggio 1982 viene moltiplicata per gli anni di servizio prestati sino al 31 maggio 1982 e l’importo così ottenuto viene rivalutato, anno per anno, su base composta, con tasso costituito dall’1,5% in cifra fissa, più il 75% dell’aumento dei prezzi ISTAT); • per gli anni di lavoro prestati dopo il 1° giugno 1982 si applica il vigente criterio di calcolo di cui all’art. 2120 c.c. Il TFR spettante viene determinato attraverso la somma degli importi ottenuti con i due criteri di calcolo. L’art. 2122 stabilisce che, in caso di morte del lavoratore, il TFR maturato e spettante al lavoratore alla data del decesso sia corrisposto sotto forma di indennità sostitutiva ai superstiti. Ne hanno diritto il coniuge, i figli e, se vivevano a carico del prestatore di lavoro, anche i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo. In mancanza di tali persone, l’indennità è attribuita secondo le regole della successione testamentaria o legittima. L’art. 2120 c.c. (commi 6 – 11) prevede che il lavoratore possa chiedere, in costanza di rapporto, un’anticipazione del TFR. 7 ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G La richiesta deve essere giustificata dalla necessità di: eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche (art. 2120 c.c., comma 8 lett. a); acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile (art. 2120 c.c., c. 8 lett. b); eventuali spese da sostenere durante i periodi di fruizione dei congedi parentali e per formazione del lavoratore (art. 5 d.lgs. n. 151/01 e art. 7 legge n. 53/00). L’art. 2 della legge n. 297/82 ha istituito, presso l’Inps, il “Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto”, avente lo scopo di erogare al lavoratore dipendente o suoi aventi causa il TFR in caso di insolvenza del datore di lavoro. I casi in cui può essere richiesta l’erogazione del TFR da parte del Fondo di garanzia sono definiti dallo stesso art. 2 della legge n. 297/82 (commi 2-5); essi sono: il fallimento; il concordato preventivo; la liquidazione coatta amministrativa; il procedimento di esecuzione forzata nel quale le garanzie patrimoniali siano risultate in tutto o in parte insufficienti. Con il d.lgs. n. 124/93, è stata introdotta la disciplina dei fondi pensione privatistici, forme di previdenza per l’erogazione di trattamenti pensionistici complementari del sistema obbligatorio pubblico, aventi lo scopo di assicurare più elevati livelli di copertura previdenziale. Avendo trovato scarso seguito tra i lavoratori, il Legislatore (legge n. 243/04) ha cercato di incentivarne il finanziamento, mediate la devoluzione del TFR. In attuazione della delega contenuta nella citata legge, è stato emanato il d.lgs. n. 252/05 che ha operato una riforma complessiva della previdenza complementare, disponendo in un unico testo normativo tutta la disciplina della materia. La riforma, per effetto della legge n. 296/06, art. 1, c. 749, è entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 2007. Da tale data, ciascun lavoratore dipendente deve decidere se destinare il maturando TFR alle forme pensionistiche complementari o se custodirlo presso il datore di lavoro. E’ bene rilevare che il nuovo regime riguarda esclusivamente il TFR che matura dal 1° gennaio 2007. Il TFR maturato fino alla data di esercizio dell’opzione resta accantonato presso il datore di lavoro e viene liquidato alla fine del rapporto di lavoro. Entro 6 mesi dall’assunzione, se avvenuta successivamente al 1° gennaio 2007 (i lavoratori già in servizio all’entrata in vigore della riforma hanno dovuto esprimere la scelta entro il 30.6.2007), il lavoratore dipendente del settore privato deve effettuare la scelta di adesione o meno alla previdenza complementare. Pertanto, il lavoratore può: 8 ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G 1. decidere di aderire alla previdenza complementare, indicando il fondo pensione prescelto e dichiarando la propria volontà di conferirvi a titolo di contribuzione il TFR maturando (assenso esplicito); l’adesione determina l’automatica iscrizione del lavoratore alla forma indicata e il godimento di quei diritti di informazione e partecipazione alla forma previdenziale cui ha aderito; 2. decidere di non aderire, dichiarando espressamente il proprio diniego (rifiuto esplicito) e optando per il mantenimento del TFR maturando presso il proprio datore di lavoro; in tal caso, il prestatore di lavoro può sempre successivamente revocare tale scelta e conferire il TFR ad un fondo pensione complementare. La scelta relativa alla previdenza complementare comporta per i lavoratori una trasformazione del regime concernente il TFR: • se il lavoratore aderisce, volontariamente o per effetto del silenzio-assenso, alla previdenza complementare, tale decisione è irrevocabile e comporta la devoluzione obbligatoria del TFR maturando al fondo pensione. Al termine del rapporto, pertanto, egli usufruisce di una pensione integrativa nella forma di una rendita periodica; se l’adesione proviene da un lavoratore con rapporto in corso al 1° gennaio 2007, il TFR maturato precedentemente sarà corrisposto in regime di retribuzione differita alla cessazione del rapporto; • se il lavoratore non aderisce alla previdenza complementare, continuerà a maturare il TFR, liquidato in regime di retribuzione differita al temine del rapporto. La riforma ha inciso anche per quanto riguarda la funzione di riserva di liquidità che il TFR ha svolto nei confronti delle imprese. Le quote venivano infatti accantonate presso il datore di lavoro per tutta la durata del rapporto e, salvo anticipazioni, venivano materialmente corrisposte solo al termine del rapporto di lavoro. Attualmente, l’adesione dei dipendenti alle forme pensionistiche complementari comporta l’obbligo per i datori di lavoro di versare mese per mese la quota di retribuzione accantonata a titolo di TFR al fondo pensione cui il lavoratore aderisce. Nelle aziende con almeno 50 dipendenti, anche nel caso in cui il lavoratore non aderisca alla previdenza complementare, il datore perde di fatto la disponibilità di tali quote dovendole conferire ad un apposito fondo (c.d. Fondo Tesoreria) istituito dalla legge n. 296/06 presso la Tesoreria dello Stato e gestito dall’Inps. Il Fondo Tesoreria eroga le prestazioni secondo le modalità previste dall’art. 2120 del codice civile. Per ottenere il TFR il lavoratore deve presentare un’unica domanda al datore di lavoro che ne provvede alla liquidazione in misura integrale. Il datore riscatta quanto anticipato attraverso conguaglio delle quote di TFR da versare al Fondo Tesoreria e, in caso di incapienza, dei contributi dovuti all’Inps. 9 ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G Per quello che riguarda l’utilizzazione del TFR nell'ambito del bilancio dello Stato si riportano di seguito succintamente i passaggi normativi principali, rinviando ai successivi paragrafi l'analisi della loro attuazione e dei conseguenti effetti. L’art. 1, comma, 758 della legge 27-12-2006 n. 296 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge finanziaria 2007) ha stabilito che le risorse del Fondo (costituite dal TFR inerente alle aziende con dipendenti superiori a 50), al netto delle prestazioni erogate, dei maggiori oneri derivanti dall'esonero dal versamento del contributo al Fondo di garanzia, e degli oneri conseguenti alle maggiori adesioni alle forme pensionistiche complementari, nonché dall'applicazione delle disposizioni relative alle compensazioni riconosciute ai datori di lavori riguardanti l'esonero dal versamento dei contributi sociali per assegni familiari, per maternità e per disoccupazione, sono destinate, nei limiti degli importi di cui all'elenco 1 (annesso alla medesima legge), al finanziamento dei relativi interventi, e in ogni caso nei limiti delle risorse accertate con il procedimento di cui al comma 759. Al fine di garantire la tempestiva attivazione del finanziamento in corso d'anno degli interventi previsti nel predetto elenco 14, è consentito, per l'anno 2007, l'utilizzo di una parte delle quote accantonate per ciascun intervento, nel limite di importi corrispondenti a effetti in termini di indebitamento netto pari all'ottanta per cento di quelli determinati nel medesimo elenco 1. Per gli anni 2008 e 2009 è consentito l'utilizzo di una parte delle quote accantonate per ciascun intervento, nel limite di importi corrispondenti a effetti in termini di indebitamento netto pari al settanta per cento di quelli determinati nel medesimo elenco 15. L’art. 1, comma 7596, della legge 27-12-2006 n. 296 ha statuito che con il procedimento di cui all'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni (conferenza di servizi amministrazioni interessate), sono accertate le risorse del Fondo di cui al comma 755, al netto delle prestazioni e degli oneri di cui al comma 758. L’art. 1, comma 766, della legge n. 296/06 ha stabilito che “in relazione ai maggiori oneri finanziari sostenuti dai datori di lavoro per il versamento di quote di trattamento di fine rapporto (TFR) alle forme pensionistiche complementari ovvero al "Fondo per l'erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all'articolo 2120 del codice civile" istituito presso la tesoreria dello Stato, a decorrere dal 1° gennaio 2008, è riconosciuto, in funzione compensativa, l'esonero dal versamento dei contributi sociali da parte degli stessi datori di lavoro 4 Cfr. Allegato D. 5 Comma così modificato dall'art. 3, D.L. 1° ottobre 2007, n. 159. Vedi, anche, l'art. 51, D.L. 31 dicembre 2007, n. 248, l'art. 15, D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, il D.M. 3 dicembre 2008 e l'art. 1, comma 20, D. L. 30 dicembre 2009, n. 194. 6 Modificato dall'art. 3, D.L. 1° ottobre 2007, n. 159. 10 ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G dovuti alla gestione di cui all'articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, per ciascun lavoratore, nella misura dei punti percentuali indicati nell'allegata tabella A, applicati nella stessa percentuale di TFR maturando conferito alle forme pensionistiche complementari e al predetto Fondo presso la tesoreria dello Stato ... Qualora l'esonero di cui al presente comma non trovi capienza, con riferimento ai contributi effettivamente dovuti dal datore di lavoro, per il singolo lavoratore, alla gestione di cui al citato articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, l'importo differenziale è trattenuto, a titolo di esonero contributivo, dal datore di lavoro sull'ammontare complessivo dei contributi dovuti all'INPS medesimo”. 3. Osservazioni critiche della Corte dei conti e misure conseguenzialmente adottate dal Ministero dell’interno L’indagine esitata nella delibera n. 2/2010/G aveva rilevato, tra l’altro, che tre partite di spesa (cap. 7232 Oneri di ammortamento dei mutui per il risanamento degli enti dissestati; cap. 7243 Oneri per assicurare la gratuità dei libri di testo; cap. 7239 Oneri riguardanti la spesa per i lavoratori socialmente utili dei Comuni di Napoli e Palermo e della Provincia di Napoli) del bilancio del Ministero dell’interno, pur rubricate al titolo II della spesa, riguardavano trasferimenti agli enti locali di natura corrente. In particolare la Corte aveva evidenziato che il finanziamento agli enti locali in conto ammortamento dei vecchi mutui relativi ad investimenti e al ripianamento degli enti dissestati, nonché al pagamento dei lavoratori socialmente utili dei Comuni di Napoli e Palermo e della Provincia di Napoli non corrispondevano alle finalità delle norme in tema di utilizzazione del TFR. In relazione alla rilevata incongruenza si è potuto accertare che nel bilancio dell’esercizio 2010 le risorse in questione non risultano più finanziate con questa criticata modalità. Per rimuovere le disfunzioni precedentemente accertate dalla Corte il Ministero dell’interno ha fatto presente7 che le risorse per l’onere di ammortamento dei mutui per il risanamento degli enti dissestati, di cui al capitolo 7232, sono state finanziate per gli anni 2010, 2011 e 2012 con la tabella F della legge finanziaria 2010. Le risorse per le finalità di cui all’articolo 27 della legge n. 448/98, relative agli interventi per assicurare la gratuità dei libri di testo (cap. 7243), nonché le risorse per le finalità dell’articolo 3 della legge n. 135/97, riguardante i lavoratori socialmente utili dei Comuni di Napoli e Palermo e della Provincia di Napoli (cap. 7239), sono state 7 Così la nota del Ministero dell’interno – Direzione centrale della finanza locale -prot. n. 7637 del 12/07/2010. 11 ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G assegnate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 marzo 2010, emanato ai sensi dell’art. 2, comma 250, della legge n. 191/098. La disfunzione accertata non è stata rimossa per il triennio 2007-2009: occorre peraltro rilevare come risulti particolarmente arduo correggere gli effetti economico- finanziari derivanti da gestioni concluse o in corso di conclusione, quando il pregiudizio deriva da un errore compiuto nella elaborazione di tabelle allegate ad una legge finanziaria (nella fattispecie elenco 1 allegato alla legge finanziaria 2007, n. 296/06). Nella buona sostanza, può dirsi che l’Amministrazione ha rivalutato complessivamente la situazione, ponendovi riparo per le future gestioni ed attuando, nei limiti del possibile, l’autocorrezione raccomandata da questa Corte. Il Collegio ritiene di far proprie alcune deduzioni svolte oralmente dal rappresentante del Ministero dell’interno, il quale ha individuato, tra le cause preponderanti della descritta disfunzione, il mancato raccordo tra le Amministrazioni interessate alla gestione e le strutture preposte alla elaborazione del bilancio. In effetti il bilancio sintetico per missioni e per programmi, avente il pregio di riassumere sotto il profilo teleologico le politiche pubbliche e le dimensioni economico– finanziarie complessive, dovrebbe essere corredato dall’articolazione analitica, speculare alla natura e alle modalità di impiego delle risorse utilizzate. Al contrario, l’inserimento di diversi piani gestionali in capitoli, nati per finalità diverse o snaturatisi nel tempo per alluvionale accumulo di attività, senza un previo raccordo tra le Amministrazioni interessate, gli uffici di bilancio e la Ragioneria Generale, provocano una eterogenesi della informazione contabile, tanto più accentuata, quanto più il momento della concreta utilizzazione della risorsa è lontano dagli apparati ministeriali9. 4. Problematiche non risolte circa la utilizzazione del TFR In disparte le considerazioni sostanzialmente positive circa le modalità con cui il Ministero dell’interno – Direzione centrale per la finanza locale – si è adoperato affinché fosse assicurata la conformazione alle osservazioni della Corte nella gestione finanziaria 2010, occorre occuparsi di una più ampia analisi avente per oggetto la risoluzione delle problematiche circa la utilizzazione complessiva del TFR nell’esercizio 2010. Esse possono essere così sintetizzate: 8 Così la nota del Ministero dell’interno citata e relativi allegati. 9 Così nel caso di specie dei lavoratori socialmente utili, il cui impiego è delocalizzato dall’amministrazione statale e il cui finanziamento, originariamente appostato nel bilancio del Ministero del lavoro e delle politiche politiche, ebbe a transitare, attraverso inappropriati meccanismi di verifica, nel bilancio del Ministero dell’interno. 12 ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G a) assenza o carenza di elementi probatori e dimostrativi delle modalità di quantificazione della quota di TFR impiegata negli esercizi finanziari a far data dal 2007. Ciò sia con riguardo alle modalità di stima preventiva che dei meccanismi applicativi ed in particolar modo dei conteggi che conducono a consolidare la quota TFR definitivamente applicata; b) rilevante discrasia, in progressivo incremento, tra operazioni di prelievo finanziario delle risorse dal fondo INPS e loro definitiva applicazione ed utilizzazione nella parte spesa del bilancio; c) impiego dei fondi per spese di natura corrente, soluzione non consentita dalla legge finanziaria del 2007 e realizzata, nel caso della già corretta disfunzione del Ministero dell’interno, attraverso l’inserimento di stanziamenti di natura corrente in capitoli di spesa rubricati al titolo II anziché al I (peraltro la Finanziaria 2010 estende – come meglio specificato in prosieguo – la possibilità di impiego del TFR a beneficio dell’equilibrio della gestione sanitaria); d) violazione della destinazione naturale del fondo, creato per assicurare, sia pure attraverso il meccanismo della ripartizione, uno scopo sociale primario quale la previdenza pubblica dei lavoratori privati; e) pericolo di pregiudicare gli equilibri del bilancio statale e, più in generale, della finanza pubblica allargata, attraverso il mancato accantonamento di risorse per restituire nel tempo, attraverso adeguato rendimento, le somme forzosamente prelevate dal fondo. Si può fin d’ora precisare che alle suddette problematiche, sollevate da questa Corte sulla base di incontrovertibili elementi obiettivi, non è stata data adeguata risposta, anzi le risultanze della presente indagine hanno posto in luce questioni e disfunzioni ancor più complesse di quelle precedentemente accertate. A queste ultime in particolare è dedicata la successiva trattazione, al fine di sviscerare le ragioni e le concause che le hanno generate. 5. Modalità di gestione e di prelevamento dal fondo Il presente paragrafo illustra i dati finanziari sinteticamente riassunti nell'allegato A. Essi riguardano espressamente le riscossioni del TFR relative al periodo 2007-2010 e le previsioni 2011. Ai fini dell’analisi circa le problematiche non risolte, mette preliminarmente conto riassumere i principali snodi normativi e tecnici, che hanno generato le vigenti modalità di gestione e di prelevamento dal fondo. Come precisato nel precedente paragrafo 2, la legge finanziaria per il 2007 ha stabilito il trasferimento all'INPS, a partire dal 1° gennaio 2007, delle somme destinate al trattamento di fine rapporto dei lavoratori dipendenti del settore privato, 13 ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G prevedendo l'istituzione di un Fondo di Tesoreria gestito per conto dello Stato dall'INPS, con apposita evidenza contabile nel bilancio dell’Istituto. Il Fondo è alimentato da un contributo mensile a carico dei datori di lavoro che abbiano alle proprie dipendenze almeno 50 dipendenti, pari alla quota del TFR maturato da ciascun lavoratore del settore privato, non destinato alle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252. Il contributo in questione viene pagato dalle aziende e comunicato con il modello della denuncia mensile. L’Inps ha chiarito10 che, in base alle ripartizioni contabili delle denunce di tali aziende, trasferisce mensilmente su un conto indisponibile di tesoreria le somme derivanti dai contributi effettivamente riscossi al netto delle prestazioni erogate. Le prestazioni consistono nel TFR pagato e nelle anticipazioni concesse ai lavoratori, che le aziende corrispondono ai propri dipendenti conguagliando i relativi importi con il modello DM. Qualora l’azienda non sia in grado di effettuare questo pagamento, l’Istituto provvede ad erogare direttamente le prestazioni ai lavoratori ed a sottrarre tali somme dai contributi riscossi prima di effettuare il riversamento allo Stato. A seguito delle Conferenze dei servizi (previste dal comma 75911 della legge in esame) cui partecipano il Ministero dell’economia e delle finanze, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l’Inps, viene accertata la consistenza delle risorse affluite al Fondo. Quindi l’Inps provvede a versare gli importi di competenza al capo X Entrate – capitolo 3331 del bilancio dello Stato. Le somme complessivamente trasferite allo Stato dall’Inps erano pari, al termine dell’esercizio 2009, ad euro 12.149.073.886,7012 così distribuiti nel tempo: € 3.406.782.644,00 nel 2007 € 4.211.944.319,57 nel 2008 € 4.530.346.923,13 nel 2009 Totale € 12.149.073.886,70 Nel 2010 sono stati riscossi ulteriori euro 3.709.471.013,18 per un totale complessivo di euro 15.858.544.899,8813 . 10 Così la nota Inps n. 357 del 15.01.10. 11 Legge 27-12-2006 n. 296 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)” articolo 1, comma 759. “Con il procedimento di cui all'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sono accertate le risorse del Fondo di cui al comma 755, al netto delle prestazioni e degli oneri di cui al comma 758” (Comma così modificato dall'art. 3, D.L. 1° ottobre 2007, n. 159). 12 Così la nota Inps n. 357 del 15.01.10. 13 Rilevazioni effettuate sul sistema RGS-Cdc in data 02.02.2011. Confronta Allegato A. 14 ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G Come precisato dal comma 758 della medesima legge, l’utilizzazione di tali risorse da parte dello Stato può avvenire solo al netto degli sgravi concessi alle imprese che conferiscono il TFR a previdenza complementare o al Fondo di Tesoreria, in base ai successivi commi 764 e 766. Per quanto concerne l’utilizzazione delle risorse in questione da parte dello Stato, l’art. 1, comma 758, della legge in oggetto, prevedeva che le somme accertate col procedimento di cui sopra fossero destinate al finanziamento degli interventi previsti nell’elenco 1 della medesima legge, di tipo infrastrutturale o aventi natura di investimento (cfr. all. D). Il comma 10514 , art. 2, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (legge finanziaria 2010), in combinato disposto con il comma 66, stabilisce che le somme del TFR possono essere destinate dallo Stato, oltre che per gli interventi previsti nel citato elenco 1, anche alla copertura di ulteriori interventi diretti ad assicurare l’equilibrio economico-finanziario della gestione sanitaria. Il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – ha rappresentato15 che per l’anno 2010 le risorse destinate al finanziamento degli interventi suddetti sono costituite esclusivamente dalle quote accantonate al 31.12.2009, ai sensi dell’art. 1, comma 2016 , del d.l. n. 194 del 30.12.2009. Inoltre, il Ministero ha precisato che “...Tali risorse resteranno peraltro indisponibili anche per il corrente esercizio, fintanto che non affluiranno corrispondenti risorse al conto corrente intestato all’INPS, relativo al TFR, previo definitivo accertamento delle risorse del fondo medesimo, nel corso della Conferenza dei servizi da tenersi in applicazione del comma 759, art. 1 della legge n. 296/06”. Non è stata indicata – invece – alcuna specifica destinazione di spesa per l’esercizio 2010 e per quelli successivi. 6. Stato di utilizzazione delle risorse prelevate nel triennio 2007/2009 Il presente paragrafo illustra i dati finanziari sinteticamente riassunti negli allegati B e C. Essi riguardano espressamente la destinazione delle quote residue del TFR relative al triennio 2007-2009 e trasferiti in conto residui nell’esercizio 2010 (all. B) e l’utilizzazione delle quote residue TFR relative al triennio 2007-2009 concernenti 14 Legge 23-12-2009 n. 191 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010)”. Articolo 2, comma 105. “All’articolo 51, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, dopo le parole: «destinate al finanziamento degli interventi di cui all’elenco 1 della medesima legge» sono inserite le seguenti: «, nonché quelle decorrenti dall’anno 2010»”. 15 Così la nota prot. n. 36017 del 23.04.2010. 16 D.L. 30-12-2009 n. 194 “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”. Art. 1, comma 20. “Le quote che risultano accantonate al 31 dicembre 2009 ai sensi dell'articolo 1, comma 758, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, sono mantenute in bilancio nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo”. 15 ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G capitoli di spesa che presentano piani gestionali dotati esclusivamente di risorse TFR (all. C). Complessivamente la gestione contabile risultante dalla serie di provvedimenti succedutisi nel tempo comporta patenti scostamenti dalle regole della competenza finanziaria: -accertamenti e riscossioni di parte entrata sono speculari e riportati nell’esercizio in cui si è verificata la materiale riscossione delle risorse provenienti dall’INPS; -in parte spesa le poste alimentate così diacronicamente dalla gestione delle entrate vengono conservate in parte residui. E’ di tutta evidenza la lacunosità, anzi la distorsione, indotta nell’informazione contabile da un simile modo di procedere. Senza la specifica istruttoria compiuta in questa sede, il fenomeno gestionale sotteso all’informazione contabile appare assolutamente oscurato e comunque non significativo. Come già precisato, nella parte spesa i fondi TFR figurano iscritti al netto delle somme destinate alle compensazioni di natura fiscale effettuate, mentre in parte entrata vengono incamerati al lordo. Anche in questo caso la gestione amministrativa della norma non appare corretta: le compensazioni risultano essere, per espressa dichiarazione dell’Amministrazione17, di natura estimatoria, senza alcun accertamento in relazione ai comportamenti e alle relazioni finanziarie con le imprese beneficianti di tali sgravi. Un rilevante deficit di trasparenza contabile emerge anche dalla allocazione dei fondi TFR: nelle poste di pertinenza essi sono confusi con altre risorse del bilancio statale, non aventi natura vincolata. In tal modo, vengono ad essere oscurati sia la disponibilità reale della posta stessa, sia le dinamiche inerenti ai rapporti, in senso correlato-compensativo, tra entrata e spesa. Non appaiono ostensibili neppure i criteri, attraverso i quali i fondi del TFR vanno ad integrare le ordinarie risorse di bilancio: dal richiamato prospetto B si ricava infatti che per alcune partite il TFR costituisce il 100% dei residui disponibili, mentre per altre una percentuale che oscilla fino a valori inferiori all’1% . La colonna n. 5 dell’allegato C indica i pagamenti al 31 dicembre 201018 , mentre quelle 4 e 6 evidenziano rispettivamente la percentuale dei pagamenti rispetto alla specifica quota del TFR applicato al 7.09.2010 ed al 31.12.2010. La prima osservazione indotta dalla organizzazione del prospetto B riguarda la natura delle spese affrontate: alcune delle somme di cui alla colonna 2 dell’allegato 17 Cfr. nota prot. n. 84178 del 7.10.2010 del Ministero dell’economia e delle finanze. 18 Rilevati sul sistema RGS-Corte dei conti in data 02.02.2001. 16 ? Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato “Utilizzazione del TFR da parte dell’Amministrazione statale e misure adottate a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti” -Delibera n. 1/2011/G sono allocate in capitoli di spesa corrente per un importo complessivo di € 93.047.839,03 pari al 3% circa delle somme conservate a residui. Questa operazione, sia pure di importo percentualmente limitato, disperde ricchezza. Infatti all’esborso finanziario non corrisponde alcun incremento patrimoniale compensativo. Peraltro la precedente indagine aveva accertato come anche capitoli formalmente ascritti a spese di investimento contenessero in percentuale assoluta, o comunque rilevante, spese oggettivamente correnti. L’estrema eterogeneità delle destinazioni, disperse in un rivolo di funzioni amministrative, per lo più esternalizzate, lascia intendere l’assenza di pianificazione strategica nell’impiego di queste risorse. Alcune partite ineriscono ad oneri (capp. 1540, 1541, 1542, 1543, 1870, 1890 del Ministero dell’economia e delle finanze, etc.) derivanti da contratti di programma e di servizio dello Stato con le proprie società (FS, ANAS, etc.). Questi atti negoziali presupp

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