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verso il voto

Verso il voto Siamo in campagna elettorale, pertanto credo si possa ragionare, discutere e fare qualche considerazione. Sappiamo tutti che il cittadino medio, l’uomo comune di strada, oramai prova una certa ripugnanza, sfiducia e disinteresse verso l’attuale classe politica che da 20 anni, destra e sinistra indifferentemente (ma anche forze nuove alternative come il movimento del Carroccio), hanno portato l’Italia ad una decadenza politica-economica e sociale tale da prefigurare un declino funesto: la Grecia è dietro l’angolo. Chi può negarlo? Alle prossime elezioni allora che fare? La tentazione di non votare (l’astensionismo aumenta) è forte. C’è chi propone come alternativa-protesta di recarsi alle urne ma in cabina elettorale rifiutare la scheda di voto, obbligando così gli addetti al seggio alla compilazione di un verbale nel quale si registrerà il disappunto dell’elettore. Ma quanti sanno ciò? Se tale azione (quasi gandhiana) fosse stata supportata da un tam-tam mediatico, forse questa forte indignazione collettiva, non violenta, avrebbe sortito qualche effetto. Se non altro simbolico. Scartato ciò non ci resta che il voto. I sondaggi prospettano una probabile (?) vittoria di Bersani, il quale per esigenze di numeri si alleerà con Monti. Berlusconi prenderà un po’ di voti ma non vincerà: dopo aver fatto sognare gli italiani con un milione di posti d lavoro, anche il leader del Pdl è stato vittima di se stesso: del berlusconismo-antiberlusconismo. La Lega rimarrà un gruppo elitario nel nord, avrà il presidio di qualche provincia ma niente di che. Non guiderà più l’antipolitica perché del sistema è diventata complice. Perdendo lo smalto iniziale è scesa anche lei a patti con "Roma ladrona" e si è ben adattata al porcellum corrett, una carega a me e una a te. Quale prospettiva nuova e credibile allora ci si può aspettare da una classe politica così? Se gli attuali governanti fossero seri e onesti dovrebbero/avrebbero dovuto come minimo fare 4 cose: 1) chiedere scusa agli italiani (chi dice mea culpa?) per il disastro economico-politico recato agli stessi; 2) ridurre il numero dei parlamentari a Montecitorio e p. Madama; 3) fare una seria riforma elettorale: come mai in tutti questi anni non sono riusciti a produrne una di valida? 4) Tagliare e ridurre stipendi, vitalizi e benefici, proprio perché ministri (minister, 3 volte piccolo, servitore), onorevoli (che hanno onore, ben visti, stimati), candidati (con la veste bianca, immacolati). Invece quale esempio? Per questo sarebbe da dire e lo diciamo: tutti a casa! Le alternative: M5stelle sarà forse la vera rivelazione delle prossime elezioni. Loro cavalcano bene l’antipolitica: giovani, green, donne, disoccupati, indignati voteranno per il saltimbanco Beppe. Ma il cabarettista sarà in grado di governare il paese, di realizzare una seria azione politica, coerente ed efficace? Un sobillatore di folle, un arrabbiato, sarà in grado di guidare il belpaese? C’è poi il gruppo degli arancioni, dei magistrati, dei moralizzatori e dei giustizieri (è possibile che una inchiesta di un giudice metta in ginocchio il sistema economico del paese non intervenendo invece alla radice dei problemi?). Troppa aria di ghigliottina! Un Mani pulite 2 o 3 non serve, non ha servito (da sola) un granché. Gente che prima aveva la toga e ora veste gli abiti dell'onorevole, deve far pensare. Dopo Tangentopoli l’Italia è andata meglio? Credo che una alternativa seria sia, come hanno confermato autorevoli opinionisti, economisti e quotidiani di finanza, il movimento di Oscar Giannino, il quale è l'unico a proporre risoluzioni concrete e praticabili. Facce nuove ce ne sono. Il cittadino le deve scoprire. Sergio Benetti Dueville Vicenza

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