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Ricostruzione dell'Aquila: esempi di malapolitica e clientelismo

Gentile Direttore, sono un cittadino dell'Aquila e voglio segnalare episodi di mala-politica e clientelismo operati dalla locale Amministrazione Comunale di Centrosinistra nell'opera di ricostruzione della mia città. Spero vivamente che possa essere dato risalto a questa lettera di denuncia del modo in cui noi cittadini dell'Aquila veniamo utilizzati per soddisfare le aspirazioni politiche di alcuni individui, che speculano sui ritardi nel processo della ricostruzione, procrastinando l'uscita dall'emergenza e creando ad arte ostacoli per impedire il ritorno alla normalità. I miei problemi con questa Amministrazione ci sono stati sin da subito, quando la Protezione Civile ed il Governo Nazionale lasciarono nelle mani degli amministratori locali la gestione dell'attribuzione degli alloggi del Progetto Ca.s.e., da destinare a persone che, come me, erano senza un alloggio disponibile. La Protezione Civile aveva fatto un censimento, stabilendo dei criteri per l'assegnazione di queste abitazioni; io ed altri miei parenti eravamo tra i primi della graduatoria, ma con il cambio di gestione, passato ad una struttura controllata da funzionari comunali, noi non abbiamo ricevuto l'alloggio, ma addirittura altri sono stati invece inseriti nelle graduatorie nel corso degli anni. Denuncio solo ora pubblicamente quest'ingiustizia, dopo che mio padre il 7 ottobre del 2011 è morto, a causa degli stenti patiti nell'immediato dopo-sisma, perché ero troppo impegnato a trovare il modo di sopravvivere rimanendo nella mia città, senza fuggire o emigrare, come hanno fatto in tanti, e non avevo la forza di intraprendere un'azione giudiziaria e mediatica di denuncia dei responsabili. Ora voglio rendere pubblica un'altra vicenda, anch'essa lesiva dei più elementari diritti di cittadinanza, che non riguarda solo me, ma anche altri cittadini del centro storico, ai quali, rientrando nelle proprie abitazioni agibili, non viene ripristinato l'allaccio del gas metano. Ho un' abitazione di proprietà, nel cuore del centro dell'Aquila, a due passi dalla sede del Comune, nel quartiere di Santa Maria Paganica, che era in fase di ristrutturazione prima del sisma del 6 aprile 2009; non volendo sottostare all'assistenzialismo politico-clientelare dei nostri amministratori, che comunque favorivano come detto solo gli amici o gli amici degli amici, avevo deciso insieme ai miei familiari di procedere autonomamente al completamento dei lavori. La mia casa è stata una delle prime del centro storico per le quali, il 30 marzo 2012, veniva certificato il completamento della ristrutturazione per alcune stanze ad uso residenziale ed io provvedevo subito a trasferirmici, visto che l'abitazione, dove risiedevo prima del terremoto, è ancora in attesa dell'autorizzazione alla riparazione dei danni. Le altre utenze erano state tutte riattivate durante i lavori di ristrutturazione, ma nonostante lettere e solleciti agli uffici competenti non ero riuscito ad ottenere il ripristino della fornitura del gas metano; i nostri amministratori pensavano probabilmente, che sarebbe stato il freddo a lavare l'onta di avere una casa ristrutturata in un centro storico, che per motivi di campagna elettorale deve rimanere morto e deserto. Con l'inizio dell'inverno la situazione è diventata infatti insostenibile, visto che la temperatura in casa a volte non supera i 10 gradi, e pertanto decidevo di presentare ricorso al giudice del Tribunale Civile dell'Aquila sia contro il l'Amministrazione Comunale sia contro la Società Enel Rete Gas, non si sa se succube o connivente del Comune, per avere finalmente l'allaccio. Ero fiducioso che la vicenda si potesse risolvere positivamente, anche perché il tratto di conduttura da riparare è lungo solo un centinaio di metri ed avrebbe consentito l'attivazione di altre utenze sul tragitto, prima che il consolidamento degli edifici confinanti, per la presenza delle impalcature sulle strade, avrebbero reso impossibile effettuare i lavori di scavo; inoltre, la prima udienza era stata fissata in modo veramente celere. La doccia fredda è arrivata il 12 febbraio 2013, quando un giudice del Tribunale, come un novello Ponzio Pilato, si è lavato le mani e mi ha negato l'allaccio del gas con procedimento cautelare, affermando che: “l´estensione del rimedio giudiziario ad ogni altra vicenda comportante un ritardo nell´opera di ricostruzione, avrebbe l´effetto di rendere giudiziale l´intero intervento di ricostruzione dei comuni danneggiati dal sisma“. Non demordo, e sarà con sommo piacere che, nonostante gli elevati costi, effettuerò la trasformazione dell'impianto di riscaldamento da metano ad elettrico. Cordiali saluti L´Aquila, li 19/02/2013 Dottore Agronomo Massimo Mastracci Presidente di "Alta Velocità"

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