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Non Uccidiamo la Speranza

Mentire è uno degli “inconvenienti” peggiori che possano esistere tra le già diverse cattive abitudini della razza umana. Già questo, da solo, rappresenta per chiunque lo abbia fatto, un motivo più che sufficiente per estromettersi da qualsiasi carica pubblica. A maggior ragione da quella di Primo Ministro, anche potenziale, di qualsiasi Paese degno di questo nome. Il motivo per cui Giannino dovrebbe avere la dignità di sparire del tutto, però, non è legato solamente all’aver mentito, ma soprattutto a quello molto più pericoloso di togliere la Speranza. Napoleone diceva che un vero leader deve dare speranza, perché senza speranza finisce tutto. Un popolo senza speranza smette di sforzarsi, di lavorare, di accettare e fare sacrifici per un futuro migliore, per una condizione migliore, perché tutto diviene vano. Speranza qui è la parola chiave. La Speranza. Questa è quella di cui ogni studente è impregnato fino all’incredibile, durante i suoi studi. Il suo processo formativo. Un percorso pieno di difficoltà, pieno di ostacoli, messi lungo il cammino proprio per fare selezione, per distinguere il forte dal debole, il perseverante dal rinunciatario, l’irriducibile dall’arrendevole. Caratteristiche, le prime, di chi deve guidare, di chi deve dare l’esempio, di chi deve a sua volta formare le generazioni che ancora non esistono per la continuazione della comunità di cui egli stesso fa parte. Ed in ultimis, per guidare e rappresentare la propria Terra nella più grande comunità costituita dall’insieme di altri popoli e paesi. La presenza di lauree e master mai conseguiti sul curriculum di un primo ministro non è di per sé un male in quanto bugia, una menzogna, che già offende oggettivamente l’integrità intelletuale di per sé, ma è un male nella misura in cui uccide la Speranza. E come si diceva in un grande capolavoro della letteratura di un grande e nobile Paese: “Anche la Speme, ultima Dea, fugge i sepolcri: e involve tutte cose l'obblío nella sua notte”. Non bisogna mai uccidere la Speme, se non vogliamo svanire, con i nostri sogni, nell’oblio della notte. La speranza di giovani che lottano, con grandi sforzi, contro quegli ostacoli, contro la solitudine dello studio, contro le privazioni imposte da budget limitati, contro la disperazione di ore ed ore passate alla flebile luce di una lampada, molto spesso durante le ore piccole mentre altri coetanei si divertono in bar e discoteche, nel tentativo di acquisire nuova conoscenza, nel tentativo di riuscire, nella Speranza, rieccola, di farcela, di poter un giorno avere una vita migliore, una vita piena di soddisfazioni, di successo, di un futuro brillante e pieno di riconoscimenti e, perché no, da Primo Ministro del proprio Paese. Giannino, nel momento in cui dovesse rimanere a qualsiasi titolo nella scena pubblica e politica del suo Paese, ucciderebbe quella speranza, la Speranza di quei giovani. A cosa servirebbero gli sforzi? A cosa servirebbe attraversare quel periodo quando basta mettere nel proprio curriculum di aver conseguito un master? A cosa servirebbero i debiti, le centinaia di migliaia di Euro spesi per studiare quando è possibile diventare professionisti in via del tutto gratuita aggiungendo lauree e master su un documento da presentare come proprie credenziali? Non uccidiamo la Speranza e i sacrifici dei giovani che sono il nostro futuro, il nostro investimento perché il nostro Paese rimanga grande tra gli altri. Non uccidiamo la Speranza dei loro genitori che molto spesso condividono con loro una vita di privazioni per dare loro un futuro e per far continuare a vivere in loro la Speranza. Non facciamoci avvolgere dall’oblio della notte. Diamo coraggio e Speranza ai nostri giovani eroi.

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