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GLI ITALIANI E I MAGHI

Ho appreso, dalla stampa, la notizia che 12 milioni d’italiani, un quinto degli abitanti compresi neonati e ultranovantenni, sono soliti rivolgersi, almeno una volta l’anno, a maghi e/o cartomanti, dando in tal modo luogo ad un giro d’affari stimato intorno a 6 miliardi d’euro. Tale informazione, in confronto a quelle che – solo negli ultimi tempi – hanno avuto per oggetto molteplici problemi, fatti ed eventi tristi, gravi e drammatici, sembra, di primo acchito, leggera, marginale e superficiale, appena uno spillo sui fondali, spesso acuminati, della cronaca. Invece, a pensarci, offre qualche serio spunto di riflessione. Essendo stato quantificato in 120/150.000 il numero di indovini e chiromanti in attività, viene a scaturire una media individuale d’introiti pari a 40/45.000 euro, corrispondente, più o meno, alla retribuzione lorda annua di un Quadro direttivo (qui, verosimilmente, lordo pari al netto). Altro accostamento oggettivo che sorge spontaneo è il notevole surplus di valore fra i 6 miliardi degli esborsi in questione e i 4 miliardi circa della tanto vituperata IMU sulla prima casa. Numeri, calcoli e parallelismi a parte, alla luce di così tante spese per andare da maghi e cartomanti (con tutto il rispetto per questi ultimi, beninteso finché si comportino onestamente), si rivelerebbe faticoso credere che ampie fasce della popolazione del nostro Paese si trovino alle prese con l’indigenza e addirittura la miseria. Non è che, forse, dovremmo tutti circondarci di specchi nitidi e fedeli e rimirarvi, senza fatture ed eteree previsioni, semplicemente le nostre coscienze? 23 febbraio 2013 Rocco Boccadamo Lecce e.mail: rocco _b@alice.it

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