Cerca

Dal Paradiso

Di seguito la lettera che mio papà ha inviato a Bersani dopo aver ricevuto un invito a votare per il PD. Gentile signor Bersani, la ringrazio per il suggerimento elettorale ma, fortunatamente, io sono morto nell’ormai lontano 1993 per cui non sono più costretto a sopportare e mantenere certa gente. Ho cominciato a lavorare a 14 anni e sono andato avanti per altri 66 anni. Ho avuto una bella famiglia e, con non poca fatica, sono riuscito ad allevare tre figli e a farli studiare, per il loro bene ma anche per assicurare al Paese dei cittadini migliori. Con la magra pensione che il mio lavoro mi ha assicurato ho contribuito anche a mantenere gli stipendi e i privilegi delle migliaia di persone, per lo più inutili, se non dannose, che popolano il parlamento Europeo, il Colle, la Camera, il Senato, le Regioni, le Provincie e i Comuni e mi sono sempre chiesto se fosse proprio necessaria tanta gente per mandare in malora un Paese che, subito dopo la guerra, avevo contribuito a ricostruire e fare grande. Sapesse Bersani che risate ci facciamo da quassù quando sentiamo gente che non ha mai provato a lavorare riempirsi la bocca con parole come “lavoro”, “occupazione”, ecc facendo finta di sapere di che cosa stanno parlando! Il Padreterno, invece di ridere, si arrabbia tutte le volte che vi sente stravolgere il significato della parola “moralità”, con la quale avete una frequentazione quanto meno ipocrita. Lui a quella lì ci tiene molto. Per quanto riguarda l’economia invece qui sono nate un sacco di barzellette: dicono più o meno tutte che la vostra politica del settore consista nello sfruttare chi lavora per campare a sbafo da nababbi. Quello che ci diverte è anche che, pur dichiarandovi esperti, non riusciate a vedere l’imminente fine della festa: una volta mandato in malora il Paese, anche la vostra pacchia sarà finita. Ora sono i miei discendenti che vi mantengono ma io da qui cercherò, con tutto il mio impegno, di spingere i miei nipoti ad andarsene da un Paese in cui la Costituzione sembra studiata apposta per renderlo ingovernabile e favorire un ristagno di incapacità, parassitismo, malaffare e ipocrisia. Ovviamente ridiamo anche quando Benigni dice che la nostra Carta è la più bella del mondo: ma lui è lì apposta per far ridere. Giuseppe Acerboni P.S. Le sembrerebbe serio che venisse incaricato di governare il Paese uno che sottrae soldi ai lavoratori per inviare lettere ai morti? Paradiso, 20 Febbraio 2013

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog