Cerca

Nebbie in Val Padana

Caro Direttore, Sergio Romano, nel suo fondo apparso oggi sul corsera, ha dato suggerimenti agli elettori chiamati alle urne. Invocando un governo (di quale colore non è difficile intuire) che sappia finalmente mettere mani alla modernizzazione del Paese. Ovviamente, il noto opinionista non entra nei dettagli (dove come è noto si nasconde il demonio), ma invita ad agire contro ".. i settori privilegiati e organizzati che non hanno altro obiettivo di difendere i loro diritti acquisiti". Ora, se le parole hanno un senso, quando si parla di diritti acquisiti, il riferimento alle pensioni è automatico. Al riguardo, vorrei far notare che la nostra civiltà giuridica si basa anche e soprattutto su due pilastri: la non retroattività della legge e l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge come, per inciso, una recente sentenza della Corte Costituzionale ha confermato abolendo un azzardato contributo di solidarietà introdotto dal governo Monti. In secondo luogo, tutti dimenticano che le pensioni sono, DI REGOLA, "quote di salario differito", e come tali appartengono ai loro titolari. Il principio di uguaglianza (ma questo il dott. Romano lo sa bene) fa sì che i cittadini devono pagare le tasse in ragione delle loro possibilità economiche e non per la loro appartenenza a gruppi o classi sociali. Detto ciò, delle due l'una: o il dott. Romano è voluto restare entrando in argomento nel solco della linea editoriale del Corsera, oppure si trova nella felice condizione di non necessitare della pensione per poter vivere. Il problema è che la stragrande maggioranza dei pensionati e di quelli che sono in attesa di diventarlo non si trovano nella sua identica felice posizione. Belmonte

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog