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VENTO DI RAGIONI

All'esito del risultato elettorale politico nazionale, sia pure valutato molto sommariamente, da analista sopraffino e molto intuitivo qual io mi reputo, medicente tale con ampia facoltà a chiunque lo volesse di critica purché costruttiva o logico-argomentativa, credo sia emersa la seguente situazione reale. Il Cav Silvio Berlusconi ha dimostrato a tutti di essere, nella nuova repubblica democratica italiana fuoriuscita dalla urne, il più grande statita e stratega italiano mai esistito, alla faccia sia di chi lo ha sostenuto perché o demucristianuccio o figlio di Bettino, tenuto conto della diversa situazione storico contingente rispetto a quella esistente nell'immediato secondo dopoguerra. Superiore quanto a strategia e anche a visione politica, mirabile e lungimirante ancorché per taluni aspetti quasi utopistica, anche al grande statista, tale da noi italiani universalmente classificato, trenitno Alcide De Gasperi. Spiego molto brevemente il perché (agli intelligenti dalle menti pulite: ai pochi presentti, quindi, in giro). Il predetto statista, anche grazie, a mio avviso, alla capacità di guida avuta e finalmente dimostrata nei confronti, in particolare, del fratello minore Paolo, si è infatti assicurato, a seguito dell'elezione corposa dei grillini, il controllo pressocché assoluto della camera dei deputati e ha visto crearsi, a Palazzo Madama, le migliori e più ottimali condizioni o per controllarlo in seguito o per usare argomentazioni tali, al momento opportuno, per ripagare come meritano coloro, potere giudiziario e nemici e avversari, anche se alleati, politici acerrimi o dichiaratisi allorché lo hanno creduto moribondo, che lo hanno indotto e costretto alle dimissioni (passo indietro hanno preferito quasi unanimamente qualificarlo tutti i dotti i medici e gli scienziati italici) del dicembre 2012. Vento di ragioni. Onore al grande statista Silvio Berlusconi che ha dato prova provata di come, al suo paragone, non solo Benedetto Craxi detto Bettino valeva poco o niente e non merita memoria storica, neppure negativa, bensì anche di come il grande visionario Alcide De Gasperi, dall'alto della sua statura politica, può considerarsi senz'altro minore. La penna politico strategica con la quale il Cav Berlusconi ha scritto il suo meraviglioso e assieme visionario progetto italiano, poi, sta a dimostrare che è superiore finanche a Benito Mussolini, che nel ventennio dorato ha saputo usare, peraltro anche male visti gli sviluppi storici, solo una matita, non so se spuntata o meno. Il che, mi sovviene sconsoatamente di concludere, è tutto dire. Altro che Monti e il suo loden da strapazzo. Cordiale saluti. Luigi Antonio De Lellis

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