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Avrei qualcosa da dire agli italiani (e a voi che leggete Libero in particolare)

Gentili signori de Libero, Sono un italiano di 26 anni. Vivo in Gran Bretagna da quasi un anno e mezzo, ormai, dove sto conducendo i miei studi di ricerca per ottenere il dottorato in chimica. Mi piace considerarmi uno scienziato, ma mi piace considerarmi una persona che ama la cultura e l’umanesimo, anche, e che coltiva le lettere, oltre alle scienze. Da quando vivo qui, ho potuto constatare con mio grande piacere che la formazione fornita in Italia è così superiore a quella di questo paese, che il mio sentimento di amore per l’Italia è cresciuto a dismisura. In particolare, ero convinto che l’italiano medio, essendo frutto di questo sistema, non avrebbe potuto che votare il cambiamento, quello vero, a queste elezioni. Avevo una fiducia quasi totale. Ero fiero di essere italiano. Oggi, non più. Ho pensato a mille cose e a mille modi per rendere partecipi i miei connazionali di questo, ma la sola cosa che mi rimanga oggi, la sola cosa che l’italiano in Italia non possa e non voglia comprendere è l’umiliazione. Perché se due italiani su tre possono nascondersi in mezzo agli altri italiani, in Italia, un italiano all’estero non può nascondersi dai suoi colleghi. Entrando in ufficio ieri mattin alle 9, non sono stato accolto da un “Hi Gabri”, ciao Gabri, ma da un “What the fuck is wrong with you Italians?” Cosa cazzo c’è di sbagliato in voi italiani? “What are you, all morons?” Siete tutti coglioni? “How stupid do you have to be to vote for Berlusconi again?” Quanto devi essere stupid per votare ancora per Berlusconi “Please, Gabri, tell me: which one is better between Berlusconi and Grillo? Because from the newspapers here I cannot really tell which one is the most fascist” Per favore, Gabri, dimmi chi è peggio fra Berlusconi e Grillo, perché dai giornali che sto leggendo (francesi e inglesi, farei notare) non riesco a capire chi sia il più fascista “The stupidity of Italians…” L’idiozia degli italiani (questo il mio capo…) “You Italians should not be allowed to vote.” Voi italiani non dovreste avere il diritto di votare “Seriously? The fascist comedian?” Seriamente? Il comico fascista? “Berlusconi again? 29 %?” Berlusconi ancora? Il 29%? E così via. Tutto il giorno. Perché, come dice Gaber, quando si parla di Rinascimento sono tutti bravi ad essere orgogliosi di essere italiani, ma a me piacerebbe avere qualcosa di cui essere orgoglioso oggi. Domani. Fra dieci anni. Invece ieri ero senza parole. Sotto shock. Non ho saputo cosa rispondere loro perché non c’è nessuna giustificazione a quello che è successo. Posto davanti alla scelta tra Berlusconi, con tutto quello che ha fatto in questi anni, Grillo, che fa accapponare la pelle a chiunque abbia anche solo una vaga idea della storia quando grida le sue invettive dal palco, e un cane pulcioso e spelacchiato, l’unica vera alternativa è il cane pulcioso e spelacchiato. Non ci sono scuse per quello che è successo: Bersani non avrà carisma, ma è stato onesto. Ha fatto un balletto orribile tra centro e sinistra, ma rimaneva la sola alternativa valida per questo paese. Dire che la colpa è sua e che con Renzi si avrebbe vinto non ha senso: cosa voti, la persona o le idee? Se voti la persona, allora è questo il problema profondo di questa democrazia. E quindi, quando mi chiedono cosa c’è di sbagliato in noi italiani, io non posso che dire che non lo so, che non siamo abituati alla democrazia, che, evidentemente, non ci piace. L’umiliazione subita ieri ci metterà un bel po’ a sbiadire. Nel frattempo, quello che resta è un grazie, grazie di cuore al 67% degli italiani che ha deciso di votare. Quando uscirete dall’Italia per le vacanze o per lavoro, vi prego solo di dirlo a voce alta chi avete votato. Magari quando l’umiliazione brucerà anche voi, qualcosa si sbloccherà nel vostro cervello, invece di avere uno scatto un po’ fascista e tutto italiano e dire “Me ne frego!” Grazie ancora, Gabriele.

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