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Questa Italia non va

Buongiorno direttore, mi trovo qui a scriverle all'indomani del voto quattro semplici parole: "io non voto piu". Come posso andare ancora a votare? con quale orgoglio? A mettere quella croce dentro le urne mi sento come una formica, o forse peggio, perchè il formicaio è uno "stato" che realmente funziona, dove ogni formica ha un ruolo e lo rispetta. Io sono molto giovane, ma posso ben ricordare il 2008, quando votai per il PDL insieme a tanti altri, tanti che vinse le elezioni, e negli anni a seguire ho visto solo un continuo scontro contro il presidente del consiglio che non ha consentito un governo stabile e autoritario fino al 2011 quando è saltato fuori il governo tecnico. Quello del 2008 è stato il mio primo voto, a cosa è servito? Anche le elezioni del 2006 ricordo non ebbero un esito particolarmente diverso: il governo duramente ostacolato durò circa due anni. Almeno allora si tornò alle urne. Nel 2006 purtroppo non potei recarmi alle urne, perchè appena diciottenne, proprio il giorno delle elezioni, subito dopo una partita di serie A di calcio fui denunciato. Una piccola denuncia, niente di che, però direttore lei lo sà, siamo in italia e una piccola denuncia su un signor Nessuno come me, è quello che basta per chiudere un sacco di porte. L'ironia della sorte volle che proprio il mio sogno a diciotto anni fosse quello di servire la patria, di diventare militare, porta che ovviamente si chiuse. Ma il destino fu ancora più ironico perchè la mia famiglia da generazioni è profonda conoscitrice delle armi, ma come lei saprà con una piccola denuncia io non posso nemmeno "guardare da lontano" un arma. Ma non ho mai mollato, ho sempre lavorato per andare avanti, ho imparato a fare il tecnico e nel frattempo fui messo nelle mani, ovviamente parlo con il senno di poi, di un avvocato, forse, non abbastanza "pratico" dell'andamento Italiano. Abbiamo fatto richiesta di appello, sono passati 5 anni, quando ne sarebbero bastati 3 per essere riabilitato, ma non ancora soddisfatti in appello mi confermano la denuncia e quindi altri 3 anni dovranno passare, dunque sono otto anni solo per iniziare la procedura di riabilitazione che ne richiederà almeno un altro. Si rende conto che tutto questo procedimento per una piccola denuncia, con pena di sei mesi, mi ha tenute chiuse tutte le porte negli anni piu importanti, dai 18 anni appena compiuti agli attuali 25 e andrà avanti per almeno altri 2. Siccome non sono uno che si perde d'animo ho visto sulla Costituzione Italiana che il presidente della Repubblica ha la facoltà di concedere la grazia, ed ecco che nel 2011 subito dopo il processo in Corte d'Appello provo a scrivergli, dopo pochi giorni mi rispondono che mi faranno sapere. Da allora tutto tace, più e piu volte chiamando in Quirinale la risposta è sempre che la pratica è in fase istruttoria, da ormai 2 anni, quando invece al direttore Sallusti è stata data una risposta in tempi molto contenuti, mentre nello stesso periodo il Presidente della Repubblica si dedica ad un sacco di attività non contemplate nelle sue funzioni che vengono descritte sulla stessa Costituzione. Mi fa un pò specie ascoltare i politici parlare, sentire i temi su cui dibattono, renderrmi conto che nessuno praticamente parla di riformare la giustizia, di riunire i codici che ormai sono decine e decine, stabilire finalmente certezze sui tempi e sui modi del giudizio. Faccio un esempio: credo sia inutile parlare di tagli delle province se non si parla dall'altra parte di poter tagliare gli esuberi del pubblico. Le leggi sono il vero collante della nazione. Storicamente è provato che il diritto sotto tutti i suoi aspetti dal privato al penale, al socetario, è il cardine di una nazione è il fondamentale per far sentire al sicuro i cittadini e per permettergli di vivere bene. Non dimentichiamo che anche lo statuto Albertino, uno dei primissimi codici del nostro paese, è stato un "regalo" ai cittadini. Ora ho capito che i miei sogni sono via via sfumati per queste vicessitudini tutte all'Italiana e ho deciso di ridisegnarmi per l'ennesima volta ma questa volta lo faccio con una professione richiesta in tutto il mondo per allontanarmi da questa Italia che tanto amo ma tanto mi fa soffrire. Chissa se davvero un giorno le cose cambieranno, ho solo 25 anni e spero di vedere un Paese migliore in futuro. Le chiedo scusa direttore se sono stato prolisso e magari le ho rubato del tempo utile ma credo che questo sfogo-racconto possa dare una mano anche a chi non si rende conto di tante cose. M.M.

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