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ECCO ILPRESUNTO VOTO DI SCAMBIO DI CROCETTA PER LE POLITICHE

EGREGIO DIRETTORE SI SEGNALA QUANTO SEGUE: Presidente CROCETTA , ma li ha visti quei santini? dieci milioni promessi alla Gesip a una manciata di giorni dal voto. I fac simile esibiti in corteo col simbolo del Megafono. Scene di una Sicilia vecchia e ben poco rivoluzionaria. Palermo, 19 febbraio. Nel cuore del centro storico sfilano i dipendenti Gesip, che da mesi brancolano in un buio pesto aspettando qualcosa o qualcuno che rischiari con un bagliore di speranza il loro futuro. Si sono aggrappati per mesi al loro “papà” Leoluca Orlando. Oggi invocano a gran voce un nuovo “profeta”. È Rosario Crocetta, il cui volto campeggia nei “santini” elettorali del Megafono che un paio di loro brandiscono, distribuiscono e spalmano sul parabrezza di un'auto a favore delle telecamere. È la settimana delle elezioni politiche. Il presidente della rivoluzione, che ha messo su una sua lista e va a pesarsi alle urne, incontra i lavoratori a Palazzo d'Orleans. E tira fuori il suo asso dalla manica. Dieci milioni, sull'unghia, tutti per loro. A che titolo versarli e dove andarli a prendere sono informazioni che restano ancora avvolte nel mistero, ma lo spot da chiusura di campagna elettorale è assicurato. E il tutto si consuma in una disinvolta replica di agghiaccianti scene in cui tragicamente si intrecciano promesse e bisogni. Un copione che decine e decine di volte abbiamo visto andare in scena in questa derelitta Sicilia. Non intendiamo entrare nel merito della decisione di elargire l'ennesima dose d'ossigeno a un malato che è ormai palesemente più morto che vivo. Di fronte alla disperazione di quasi duemila famiglie, siamo disposti a comprendere tutto. Ma sono i tempi dell'operazione a destare sconcerto. Ci chiediamo se Rosario Crocetta abbia visto le immagini di quei fac simile E ci domandiamo se in quelle scene, il politico che infarcisce di afflati rivoluzionari ogni suo discorso, davvero non riconosca l'immagine del peggio dell'aberrazione su cui ha campato per decenni la politica siciliana. Ci chiediamo se davvero a Rosario Crocetta non appaia chiaro quanto è evidente a chiunque voglia fare esercizio di buon senso ed onestà intellettuale, e cioè che in quello spettacolo c'è l'eco di decenni di promesse e ricatti elettorali giocati sulla pelle e sul bisogno degli ultimi. E ci domandiamo, sommessamente, cosa avrebbe detto il rivoluzionario Rosario Crocetta se quella scena fosse accaduta un anno fa, magari col volto baffuto e poco rivoluzionario di Raffaele Lombardo su quei fac simile? Certo, ci si dirà che è crudele chiedere di aspettare anche solo cinque giorni a chi reclama il pane e versa nella disperazione. Sarebbe un'obiezione persino condivisibile, se non fosse che accanto ai 1.800 della Gesip, c'è un popolo intero che aspetta. E quella attesa, quella dei siciliani per una politica che chiuda definitivamente con un passato indecente, è ancora più antica, disperata e meritevole di rispetto.

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