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Bersani

"On. PierLuigi Bersani Chi Le scrive è un ragazzo di diciassette anni, che quest’anno purtroppo non potrà esercitare il diritto di voto ma che ha ugualmente seguito le varie campagne elettorali e le proposte dei loro leader. Le confesso senza vergogna che sarei stato molto in difficoltà nella scelta, tuttavia confido nelle Vostre capacità di governare lucidamente e giustamente. In particolare ho seguito in questi ultimi mesi le vicende del nostro paese, e mi sembra che i temi più importanti da affrontare riguardino l’istruzione, il lavoro e le pari opportunità. Per quanto riguarda l’istruzione penso che sia necessario riflettere sulle condizioni in cui versa ora la scuola pubblica. I tagli effettuati negli ultimi anni dai precedenti governi non hanno fatto che danneggiare le istituzioni scolastiche e impedire che fosse garantita la migliore istruzione possibile. Si parla tanto di Europa e di Comunità Europea: bene, negli altri Paesi europei istruzione e ricerca godono di grande rispetto, quel rispetto che in Italia non esiste, ma che è necessario per far crescere il paese. Negli ultimi anni l’offerta formativa ha subito notevoli tagli, sono spariti, infatti, progetti in ambito scientifico per la mancanza di spazi e attrezzature adeguate, alcuni corsi di recupero, il supporto di insegnanti di sostegno, per non parlare delle più banali necessità quotidiane e soprattutto della garanzia della sicurezza. E anche le università non vivono un momento migliore: i fondi per la ricerca non sono regolarmente stanziati e questo non fa che danneggiare la crescita economico-sociale dell’Italia. Credo, infatti, che nell’istruzione superiore si debba ricercare la via per lo sviluppo, nell’eccellenza delle menti formate presso le istituzioni pubbliche italiane dovremmo trovare la soluzione per uscire dall’immobilità in cui stiamo. Tutto ciò ci porta ad un’arretratezza scientifico-tecnologica, poiché dove non vi è sviluppo non vi è progresso, né tantomeno futuro. Per questo forse molti giovani, capendo la situazione, preferiscono emigrare in paesi in cui lo stato supporta e incentiva istruzione e ricerca e valorizza le menti giovani e brillanti. Non capisco come mai tutti siano d’accordo sul fatto che l’istruzione sia un valore, che sia necessario correre ai ripari quando i risultati delle indagini INVALSI registrano lacune o medie al di sotto dello standard delle conoscenze e delle competenze che devono confrontarsi con la media europea, e poi nessuno di coloro che sono al governo cerchi di migliorare la situazione attuale, anzi, scuole e università sono spesso bersagliate e vessate da riforme e tagli ingiusti. Sebbene io sia ancora uno studente, la preoccupazione di trovare un lavoro al termine dei miei studi già mi assale. Non so come affronterò la scelta del percorso lavorativo, anche perché temo di non aver proposte tra cui scegliere. Sento spesso, infatti, parlare di precariato, di giovani che entrano tardi nel mondo del lavoro, di “bamboccioni”, di co.co.pro. e di come sia difficile arrivare ad una stabilità economica che ti permetta di emanciparti dalla tua famiglia di origine. In questa campagna elettorale L’ho sentita spesso parlare di lavoro, soprattutto della sua idea di lavoro: il lavoro che nobilita l’uomo, il diritto del cittadino di lavorare, la garanzia per il cittadino di potere esercitare questo diritto, il quarto articolo della Costituzione Italiana.. . Ma in che modo si passerà dai principi ideologici alla pratica? Che cosa farà questo governo per noi giovani? Come verrà superato il vergognoso primato italiano della disoccupazione giovanile? Io confido che si concretizzi la possibilità di favorire l’assunzione e la stabilizzazione di neodiplomati e neolaureati presso aziende italiane, così da non far fuggire alcune grandi menti italiane. Sa come si potrebbe risolvere alcuni di questi problemi? Dandoci fiducia, dandoci credibilità nel mondo del lavoro. E perché non provare ad incentivare le nostre piccole-medie aziende? Provateci. Fiducia, poi, dovrebbe esser data non solo ai giovani ma anche alle donne, che nel mondo del lavoro, a parità di qualifica ed esperienza, spesso non godono degli stessi vantaggi e trattamenti degli uomini. In molti Paesi europei, come ad esempio la Gran Bretagna, al momento dell’assunzione si deve compilare un foglio relativo alle pari opportunità, nel quale il datore di lavoro garantisce l’assoluta equità a livello di genere, etnia o in caso di diversa abilità. In Italia, invece, basta sfogliare le pagine dedicate all’impiego per leggere annunci in cui si ricercano collaboratori o collaboratrici con chiare caratteristiche anagrafiche. È vero che da qualche anno in Italia esiste il Ministero delle pari opportunità, e che negli ultimi due governi è stato affidato a donne; è anche vero che il Ministero si è occupato di temi importanti riguardanti soprattutto le difficoltà e gli abusi che le donne, non sempre tutelate, subiscono, tuttavia credo che la strada per arrivare ad ottenere uguali diritti ed opportunità, tutele e garanzie, sia ancora lunga e difficile. Penso, anche in questo caso, alle cronache che quotidianamente raccontano di violenze e omicidi che riguardano le donne: io ritengo che questo atteggiamento violento e irrispettoso degli uomini sia dovuto ad un fatto culturale e che tali delitti continueranno a popolare i nostri quotidiani finché la mentalità italiana non sarà cambiata. Affinché ciò avvenga, credo sia necessario un intervento radicale da parte dello stato allo scopo di fornire un nuovo modello, una nuova visione della donna all’interno della società; se infatti lo Stato italiano iniziasse a regolamentare il modo in cui le immagini della donna vengono proposte (donne oggetto, donne in vendita ecc.), se i politici stessi iniziassero a dare il buon esempio a livello etico, e se il Governo dimostrasse di avere realmente a cuore la parità tra i sessi in tutti i campi (dalle quote rosa in parlamento al mondo del lavoro), lentamente si arriverebbe ad un cambiamento sociale. Non dico che sia possibile sradicare un’idea così fondata in breve tempo, tuttavia è necessario iniziare un percorso. Come vede già queste poche righe esprimono la necessità di un intervento volto a migliorare alcuni problemi sociali; mi rendo conto che le urgenze di un nuovo governo siano ben altre, sono consapevole che lo spread, il debito pubblico, la riforma elettorale siano problemi di maggior entità e urgenza, ugualmente invito Lei e i Suoi colleghi a riflettere su questa Italia debole e provata, poiché, Le ricordo, è la Vostra eredità per noi. Cordialmente Andrea Zoccadelli " -------------------------------------------------------------------------------------- E' una lettera che ho scritto come traccia di un tema in classe all'On. Bersani. Sono un ragazzo di 17 anni che frequenta il Liceo Scientifico A.S.Sabin di Bologna. Cordiali Saluti Andrea

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