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passaggio di consegne

Caro Direttore, mi piacerebbe ricevere una risposta a questa mia e-mail, pur sapendo che questo, per Lei come per altri, è un periodo particolarmente intenso per impegni. Io credo che chi ha compiuto un abuso edilizio prima della introduzione delle leggi regionali lo abbia fatto, (naturalmente sbagliando), perché era convinto che lo Stato avrebbe prima o poi sanato questa situazione. Chi invece ha commesso un abuso edilizio dopo l'introduzione delle leggi regionali sapeva perfettamente che sarebbe stata la Regione di appartenenza a legiferare su questo abuso e non più lo Stato. Come Lei sa nel 2003 alcune regioni hanno accettato interamente le indicazioni dello Stato riguardo al condono edilizio, altre invece in modo molto limitato (Toscana ed Emilia ad esempio), altre per niente (Campania). Questo ha causato una evidente disparità di trattamento, che chi ha commesso un abuso, prima delle leggi regionali, non poteva prevedere. Allora, perché non riaprire i termini del condono 2003 ( questa volta però blindato dallo Stato ) a tutti coloro che non ne hanno avuto diritto, anche per abusi in zone vincolate, limitato solo alle prime case, per abusi documentabili ( per esempio attraverso foro aeree) e compiuti prima dell’'introduzione delle leggi regionali? Questo porterebbe a delle conseguenze: 1) rimarrebbero esclusi tutti gli abusi, anche per le prime case, non portati a termine e per le seconde case 2) rimarrebbero esclusi tutti gli ecomostri 3) verrebbero sanati tutti gli abusi commessi dal 1994 alla introduzione delle leggi regionali 4) questa decisione segnerebbe di fatto il passaggio di consegne in materia edilizia tra Stato e Regioni e nessuno potrebbe più aspettarsi maxi condoni a livello nazionale sapendo che sono le Regioni, di fatto, a determinare i parametri del condono Rimanendo in attesa di una Sua e-mail La saluto cordialmente Enrico

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