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Redditometro per il cittadino ma anche arriccometro per il politico.

Redditometro per il cittadino ma anche arriccometro per il politico. Da alcuni giorni si parla del redditometro, della sua difficoltà di applicazione, delle sue incongruenze, della inadeguatezza a far conseguire i risultati ai quali si tendeva con l’introduzione. Si ha l’impressione, ascoltando le critiche fatte da quelli stessi che il redditometro hanno voluto ed introdotto, che tutto sommato il redditometro non sarà capace di far scoprire un bel nulla e che determinerà un dispendio di energie non indifferente. I soggetti controllati avranno anche l’onere di giustificare la provenienza di fondi utilizzati per sostenere un determinato tenore di vita. Sarà un accertamento a posteriori e potrà creerà enormi fastidi a coloro che saranno controllati. L’uomo della strada si chiede se il fisco farà un simile accertamento per tutti quei politici che non torneranno in parlamento e che per il popolo italiano per tanti anni hanno lavorato e speso le loro energie. Sarebbe giusto che per ciascuno di essi si procedesse ad una verifica della consistenza patrimoniale al momento della prima immissione nell’esercizio di funzioni politiche e della consistenza patrimoniale alla fine tenendo naturalmente conto di quelle che sono state le entrate ( tutte e solo documentabili) realizzate nell’arco temporale de quo. Ove per servire il popolo il politico si sia impoverito che venga indennizzato ma se risulta arricchito, senza giusta causa, che venga espropriato con confisca e restituzione alla comunità di quanto indebitamente accumulato. Francesco Amoroso, uomo qualunque.

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