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Pericolo "Grillo-Chavez"

Gentile Direttore In Italia si vive in uno specchio deformato. Tutto quello che sta da una parte è buono, santo e giusto: è <>; se invece ti sposti a destra il riflesso diventa grottesco. E non c'è nulla da fare, pochi sfuggono a questa ipocrisia, alla fiera del luogo comune e del pregiudizio che si spaccia per cultura. Misteri della fede. Perché le donne in lista nel Pd sono quote rosa e quelle nel Pdl sono <>? Perché se un giornalista si candida con Bersani, Ingroia, Monti è espressione della più pura <>, mentre Minzolini, ex direttore di Rai1, e quelli come lui sono espressione del <>, servi del potere, venduti? La fiera del luogo comune: a sinistra i giusti a destra i venduti. Se il Pd lascia a casa D'Alema e Veltroni, con la promessa che tanto li aspetta, forse, una poltrona da ministro (agli Esteri, il primo; alla Cultura, il secondo), magari con la scusa che ormai sono tecnici o espressione della società civile, si dice con orgoglio che Bersani e il suo apparato hanno fatto un'operazione straordinaria di rinnovamento. Berlusconi lascia fuori dalle liste Scajola, Pera, La Loggia, Landolfi e tanti altri e si fa spallucce, con risatina perfida, sottolineando che è solo un trucco da quattro soldi. Se il Cavaliere parla di abbassare le tasse è populismo, lo dice Monti e diventa <>. L'Imu? Se la sinistra dice che si può modificare è attenzione alle fasce deboli del Paese, se Berlusconi propone di toglierla sulla prima casa è un demagogo ma sopratto la promesa è <>, e anche una truffa (Repubblica del 21 febbraio: <>); mentre la promessa di Bersani di cancellare il ticket sulle visite specialistiche non è voto di scambio, tantomeno una promessa truffaldina. Ma soprattutto: perché se uno vota a sinistra è un cittadino responsabile, se vota a destra è un incosciente, un topo (Mario Monti dixit) che si fa incantare dal pifferaio magico, e anche un corrotto perché si fa corrompere dalla promessa di Berlusconi? Perché se alle politiche vince il Pd è il trionfo della società civile e della democrazia; mentre se Berlusconi ottiene la maggioranza è il trionfo del populismo e l'Italia rischia di scivolare in una dittatura light. Misteri della fede. Il termine <> è tra quelli che il linguaggio politico ha adottato, servendosene per le poprie esigenze. L'appello a questa non ben precisata entità sociale ha aspetti inquietanti perché oppone una società civile - quella dei <> - alla società incivile degli altri. Ne deriva un'idea elitaria - e in fin dei conti spocchiosa - dei meriti spettanti alla propria parte, e dei demeriti da addebitare ai nemici, ai populisti. Scandali a destra? Tutti mascalzoni. a sinistra? Compagni che sbagliano. A sinistra i giusti a destra i venduti. Se Berlusconi convince un qualsiasi Scilipodi a passare con lui si chiama mercato delle vacche, se lo fa Bersani con un grillino qualsiasi, tranquilli, nel Pd hanno già trovato la parola giusta: si dice <>. A volte basta chiamare le cose nel modo giusto per non vergognarsi. Un vecchio trucco della sinistra, ma Bersani pensa che possa ancora funzionare. Il segretario aveva previsto il flop di Monti, e siccome pensava che i dilettanti a cinque stelle fossero pochi, pensava di arruolarli per avere la maggioranza. <>, diceva. <>. Con questa logica da giaguaro si risolvono un sacco di problemi.Le cose non stanno andando secondo le previsioni, da Grillo è disposto ad accettare tutte le offese e i va fa….. E’ convinto di poter fare il leader senza averne la stoffa. E l’Italia e gli Italiani? Di cosa stiamo parlando? L’importante è non coinvolgere Berlusconi. IL 28% di italiani che ha votato per il PDL è la parte di italiani populista, ignorante, intellettualmente deficiente che non merita attenzione. E’ stato troppo facile vincere le primarie truccate e sbandierarle ogni giorno come una manifestazione di “Democrazia”, pochi ci hanno creduto. Quando finirà la guerra civile in Italia? Quando non sarà più necessario avere un NEMICO per essere credibili? Quando, finalmente, riusciranno a fare cose condivise per il bene di questa nazione che non vuole morire per gli odi di Bersani&Company O dovremo finire tra le braccia di “Grillo Chavez”? C’è qualche testa d’uovo che lo ha capito?

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