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Una forte stretta di mano

Caro Direttore, ci siamo incrociati sabato 23 febbraio sull'aereo delle 9:23 da Fiumicino a Linate. Ti ho stretto la mano, ti ho detto chi ero e che stavo ormai in Polonia da 20 anni. Hai sorriso e questo mi basta. Penso che ti abbia fatto piacere ricevere una stretta di mano da qualcuno di inaspettato, di non conosciuto, per caso, così spontaneamente. Ti leggo tutti i giorni on line, anche piu' volte al giorno e l'unico mio cruccio e' che i tuoi editoriali on-line s'interrompono a meta' e non posso leggerli oltre. Non fa niente: anche la meta' basta e avanza. Come Sergio Cofferati (che ti ho detto di salutarmi quando lo vedrai, ma anche tutti i dirigenti della Filcea-CGIL che mi ha visto nel suo direttivo quando stavo a Milano nel gruppo Pirelli), hai un grosso, identico, problema. Le cravatte. Non le sapete scegliere. Per il resto, invece, la mia stima aumenta di giorno in giorno e sono felice di averti incontrato e stretto la mano. Sono tanti quelli che ti vogliono bene, senza potertelo dire. Io la faccia tosta di dirtelo ce l'ho. Fai conto che l'ho gfatto a nome di decine e decine di migliaia di tuoi lettori. Ma fatti consigliare meglio sulle cravatte...

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