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Voglio tornare a Casa

Che il movimento di “Destra” in Italia sia scomparso, sembrerebbe un dato di fatto; eppure sono convinto che ad essere scomparsi non siano gli elettori di Destra, ma soltanto i loro rappresentanti: da un lato la ricerca, a livello regionale, di improbabili alleanze con Weltanschauung diametralmente opposte e, dall'altro, a livello nazionale una rinuncia di gran parte del proprio bagalio culturale per accaparrarsi qualche confortevole poltrona. A questo proposito, visto che non se le ricordano più, vorrei ricordare a chi si propone come rappresentante del movimento di “Destra”, quali caratteristiche basilari ha o almeno dovrebbe avere, un movimento di Destra: in primo luogo una concezione anti-comunista, ma al tempo stesso anche anti-capitalista dell'organizzazione sociale, un forte richiamo ai principi della Tradizione e una visione della collettività di tipo gerarchico e non egualitario. Vediamo di approfondire brevemente questi punti che evidentemente i nostri rappresentanti hanno totalmente dimenticato: un movimento di Destra è contrario all'appiattimento di tipo comunista, ad un “Umano Troppo Umano” completamente avulso dalla realtà possibile: da ciò ne deriva una concezione di tipo piramidale della società dove ad ognuno spetta il gradino che gli è consono in base alle proprie capacità intellettive e soprattutto in base al merito; il merito; in Italia la meritocrazia è completamente inesistente avendo lasciato il posto a clientele politiche, a nepotismi, a genuflessioni di fronte al “potente” (quasi sempre corrotto ed incapace) di turno; le aziende preferiscono assumere alle proprie dipendenze l'amico o l'amico dell'amico (che quasi sempre si rivela essere completamente inetto a livello lavorativo in quanto, forte dell' amicizia con i titolari, si sente legittimato all'ozio) piuttosto che scommettere su un candidato più titolato ma magari “sconosciuto”. Un movimento di Destra non potrà mai nemmeno pensare ad alleanze con i poteri economici essendo questi ultimi il massimo simbolo del “divenire”, della mutabilità, della mancanza di stabilità, dell'inseguimento del “potere” , in una parola di quello che in Oriente viene chiamato “samsara”: è la completa rinuncia dei Valori Tradizionali: inseguendo soldi e potere si perde di vista la meritocrazia, si barattano le proprie idee in cambio di capienti poltrone, si dà spazio ai clientelismi, si perde la propria identità, si apre la strada alla sottomissione ai magnati onnipotenti e si dà loro ancora più forza. D'altro canto, un movimento di Destra non potrà mai essere razzista, in quanto alla base vi deve essere la concezione dell'uguaglianza “alla nascita” tra gli individui, da cui si sviluppa una successiva “differenziazione” in base a quanto è stato detto sopra. Un Paese che ha una sua propria identità, che non cede alla corruzione e ai clientelismi, non può vedere lo “straniero” come un “pericolo”, ma bensì lo vedrà come un “completamento”, come una fonte di ulteriore apporto umano ed anche intellettuale: ne consegue che un Paese con siffatte caratteristiche verrà anche visto con rispetto dallo “straniero” stesso. Onde liberare il campo da malevoli equivoci, un movimento di Destra non potrà mai vedere in un solo leader la guida di una Nazione: la “piramide sociale” è dominata dalla meritocrazia e mai dall'uso della forza o della rivolta come chiave per scalare i gradini. In conclusione, il ritorno ad ormai “antichi” Valori, a Tradizioni dimenticate, il recupero del “Sè”, della propria identità, e non un semplice cambiamento di Governo, sono i cardini su cui necessariamente dovrà poggiare la “resurrezione” di un Paese e il relativo “risveglio”. Il cambiamento, se mai ci sarà, dovrà per forza di cose essere a livello metafisico e non soltanto esteriore o “materiale”. Questa è la “Destra”. Questa è Casa mia.

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