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I tanti dubbi dei pdl-inni

Molte sono le perplessità di un elettore che ha votato e continua a votare un partito che non si rinnova. Dopo gli scandali in Regione Lazio, dopo l’immagine del PDL distrutta, dopo aver associato il volto della Polverini ad una politica marcia, si ritorna al voto con Renata Polverini in un posto sicuro alla camera nelle fila dello stesso PDL. Delle due l’una, o si pensa che l’elettore sia cieco, o non si hanno le minime competenze in termini di immagine e comunicazione. Chiunque, grazie all’opera denigratoria del centro-sinistra che in questo è maestro, era consapevole che l’amministrazione Polverini e la stessa Presidente, erano coinvolti in un sistema di utilizzo fondi poco chiaro. Nell’opinione pubblica era assodata una certa collusione tra Fiorito e il Presidente della Regione Lazio. Allora io mi chiedo, era proprio necessario mettere in terza posizione alla camera dei deputati (posto di sicura elezione) Polverini? Ma si pensa davvero che gli elettori siano ciechi? Questo modo di pensare e di fare, con accordi politici sotterranei, è da vecchia politica e per questo il M5S ha fatto il pieno di preferenze, perché fino a prova contraria sono persone pulite che non hanno nessun accordo politico oscuro e che parlano il linguaggio della gente. Sentire Casini che, dopo aver preso una mazzata stratosferica alle politiche, afferma: “non posso dire di essere andato bene”, dimostra che questi signori non si sono resi conto che il loro linguaggio politico ed il loro vecchio modo di concepire la politica è finito e solamente chi si adeguerà sopravviverà allo squalo della scena elettorale italiana, ossia Grillo!

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