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Grillo e Mughini

Caro Mughini, il “vaffa” a Grillo ed ai grillini nel titolo del suo articolo lasciava pensare ad una ben più becera riflessione. Leggo e, alla fine, mi sembra soltanto una riflessione molto scontata per non dire banale. Ho 55 anni. Il primo luglio del 1994 ho assistito per la prima volta a Lodi ad uno spettacolo di Beppe Grillo. Da allora l’ho sempre seguito, non perdendomi un suo tour e partecipando, con mio figlio, io con i capelli grigi, ad alcuni dei suoi primi raduni “politici” (a Torino per un VDay e a Roma, più recentemente, per il Cozza Day). In tutti questi anni, e in toni naturalmente più accesi in campagna elettorale, non sento che abbinare Grillo, da parte della stragrande parte dei media, a termini quali “protesta”, “rottura”, “sfascio”. Grillo è anche questo. Ma ha avuto il grande merito di divulgare con semplicità, coraggio e anticonformismo, tesi sull’ambiente e sul rispetto del territorio, sulla giustizia sociale, sul merito, sulla scuola e la cultura, sul lavoro, sulle guerre dell’occidente, e tante tante altre sui quali si gioca, oggi, una partita planetaria. Ha il merito di non pronunciare mai le parole “anticomunismo” e “antifascismo” ma insistere sul concetto di Comunità. Nella sua visione della vita ci vedo riferimenti, ancorché non espliciti, al pensiero di Alain de Benoist (e Marco Tarchi in Italia), all’antiutilitarismo e alla decrescita di Latouche e Caillè, all’antimodernismo di Massimo Fini, all’ambientalismo non conformista, a Maurizio Pallante e Luca Mercalli, alla critica del cosmopolitismo di Danilo Zolo, al neo-populismo di Christopher Lasch, ai neo-comunitaristi americani. Tutto, meno che le banalità cui lei vorrebbe riferirlo. Non a caso, prima di Grillo, è passato sul maxischermo collocato in piazza San Giovanni il filmato del bellissimo intervento di José Mujica, presidente dell’Uruguay, al G20 dello scorso anno in Brasile. Di mestiere faccio il consulente d’azienda. Non abito sulla luna e vivo quotidianamente le difficoltà delle aziende private, le paure e in qualche caso la disperazione di imprenditori, lavoratori, risparmiatori. Così come, lavorando per tentare di ridurre inefficienze e sprechi di aziende pubbliche, ho toccato con mano che anche volonterosi manager, controcorrente pur provenendo dagli ambienti della politica, alla fine devono arrendersi alle logiche di un sistema di filtri e paletti che vede anche il sindacato fare la sua parte …. Al 31.12.1992 il debito pubblico era esattamente la metà di quello attuale; i costi della politica, invece di contrarsi, sono lievitati alla vergogna. Cosa ha impedito in questi vent’anni, anche alla sinistra, di portare all’attenzione del Parlamento proposte di vere riforme? Di battersi perché il sistema rispettasse l’esito di referendum popolari? Di opporsi alle missioni di “pace”? Di presentare al Parlamento (magari subendone la bocciatura) una proposta di legge che, seriamente, affrontasse il tema del costo della politica? Propedeutico a qualsiasi richiesta di sacrificio da chiedere alla società? Non so cosa lei abbia scritto in questi anni e non ricordo da quanto tempo non la vedo più fare il “personaggio” nei talk-show sportivi (se fosse stato Grillo al suo posto, forse lei avrebbe scritto … fare il “pagliaccio”)… mi sono tanto disgustato dalle trasmissioni dei palinsesti da non aver più il televisore e di leggere meno anche i quotidiani. Con i capelli ormai più bianchi che grigi, ho avuto bisogno di bagno di folla e sono stato al comizio di Piazza San Giovanni. Se questo Paese vuole ritrovare la giusta strada, il senso civico, il senso di appartenenza ad una comunità, deve rischiare Grillo. Non ho più un solo briciolo di credito da fare a chi ci ha portati ad un degrado, etico e morale prima che economico, di queste dimensioni. Sono troppo inesperti questi neo-parlamentari grillini? Si faranno aiutare, come stanno facendo nei consigli comunali e regionali. Cresceranno. La sola partecipazione alle elezioni dell’esercito di giovani M5S ed il vento che cominciava a soffiare hanno costretto anche i vecchi partiti a fare qualche timido tentativo di svecchiamento e di apertura alle donne. L’avvento del M5S ha riavvicinato i più giovani alla Politica. Solo per questo dobbiamo essere grati a Grillo: il vaff …. va diretto in altra direzione, mi spiace. Sperando nelle generazioni future (la nostra ha fatto troppi danni), questo Paese deve rimettere la S maiuscola alla scuola e la I maiuscola agli insegnanti. Se avremo cacciato gli incapaci e le loro clientele che ci hanno governato fino ad ora, forse la penisola che sta ben dentro il Mediterraneo e sulla quale è maturata tanta parte della storia e della cultura del mondo, avrà di nuovo nome Italia. Cordiali saluti

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