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Napoli, crolla un palazzo a Chiaia

Madri che allattano i figli di altre donne. Il gioco del lotto, l’unica speranza per risollevarsi dal degrado. La piaga dell’usura che, come un’ombra, incombe tra vicoli, quartieri e piazze. Poi, Annarella che presta servizio in tre case diverse a cinque lire l’ora. È una fotografia vera, questa, di Matilde Serao, nel suo libro “ Il ventre di Napoli”. Questa città possiede anche visceri come ogni ventre. È una Napoli sotterranea composta di cunicoli e cavità. Spazi immensi che danno vita a forme pregiate di architettura greche e romane, oltre che depositi immensi di ricettazione di una camorra sempre presente. Da più di cinquemila anni si nasconde questa città nella città. Poi, “lui”, il Vesuvio che sonnecchia, pronto a svegliarsi da un momento all’altro dopo il lungo riposo. Gli edifici crollano, palazzi interi con intere famiglie e tutti a chiedersi perché, come sia possibile. Bisognerebbe chiedersi semmai del contrario, chiedersi come mai la città non sia stata ancora inghiottita interamente. Come faccia ancora, nonostante tutto, a galleggiare sul vuoto, il nulla. La prima a pagare il conto, ancora una volta, sarà Annarella. E ancora una volta tutti a pontificare e gridare che cose del genere non dovranno mai più accadere. Domani non sarà un altro giorno. Napoli lo sa. Ogni giorno si gira un film diverso, ma la trama è sempre la stessa. Ecco perché domani non sarà un altro giorno. ...dal Salotto di Bartolo Fontana

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