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I 2 Clown e la razza "ariana"

I 2 Clown e la superiorità della razza “ Ariana” A parte che la comicità è arte, ma questo loro ( i crucchi) non l’hanno mai capito e non lo capiranno mai, visto la fine che fecero fare ai loro più famosi clow (camere a gas), durante la II Guerra Mondiale.. Ma il punto in cui vogliamo concentrarci è ben altro. Le dichiarazioni sprezzanti di politici e ministri tedeschi di diversi partiti, dirette contro il popolo italiano prima ancora che contro politici nazionali vecchi e nuovi, ci riportano indietro di decenni, ai tempi della seconda guerra mondiale e dell’armistizio, tempi in cui i crucchi indossavano le divise nere delle SS e consideravano gli italiani un popolo di vili e di traditori, non risparmiandogli violenze indiscriminate e stragi di massa. Oggi, invece, gli è sufficiente aspettare che moriamo di disoccupazione e deindustrializzazione, cioè di euro. Il disprezzo tedesco verso l’Italia è tale che Steinbrueck ci ha insultato durante la visita in Germania del nostro Presidente della Repubblica, Napolitano, da sempre loro “amico”. All’euronazista Steinbrueck per bombardarci e per ‘eliminarci’non serviranno i loro Stukas o gli Junker 88, perché ci penseranno i mercati a ridurci a mal partito se non ci adegueremo ai diktat. E’ questa la tanto decantata ”amicizia” fra i popoli europei? E’ questa la prospettiva che porta agli “stati uniti d’Europa”? Ebbene, se le elezioni politiche italiane con esito populista contageranno altri paesi europei, come mostrano di temere anzitutto i tedeschi, forse riusciremo tutti insieme – italiani, greci, spagnoli, portoghesi e altri popoli fratelli che saranno i benvenuti – a liberarci dal gioco dell’euro, dalla costrizione unionista, dal dominio delle élite finanziarie e dei loro collaboratori euronazisti, come l’ arrogante Steinbrueck ed altri, che ci insultano e ci minacciano. Frutto di 13 anni di ricerche, è stato accertato che la follia razzista nazista, contro tutti quelli che “loro” reputavano “inutili” al Reich tedesco, durante la II Guerra Mondiale aveva creato tra ghetti, campi di lavoro, di concentramento e di sterminio ben 42.500 strutture, centri di morte sparsi dalla Francia occupata fino alla Russia, dal 1939 al 1945. Questo, tanto per ricordare l’impegno dei tedeschi nel “lavoro” e nel realizzare strutture di utilità per il popolo… La Germania è un paese che fa finta che non sia successo niente in quest’ultimo secolo; che tutto quello che oggi accade nei paesi europei meno fortunati, sia solo opera dell’inefficienza e della scarsità di ‘ menti’ eccelse, come le loro. Quest’uomo dimentica che il suo paese e molti suoi ‘camerati’ di partito o di altre estrazioni politiche, sono figli di quei sanguinari o loro stessi membri di quella Hitler Juden che denunciava i padri gli zii o gli amici della famiglia, alla Gestapo. E forse dimentica di aver militato in un partito che dominava nell’Est della Germania con le vessazioni, le impiccagioni, le fucilazioni e le sparizioni dei dissidenti? Stesse zitto questo borioso e fatiscente ex nazista e ex comunista, si sciacquasse la bocca prima di parlare di morale e di valori. Io non ho mai disgiunto la criminalità e l’abominio compiuto dai nazisti, con la consapevolezza e la partecipazione al crimine ed all’abominio da parte di tutto il popolo tedesco. Chi non sa, non può sapere come e quanto tra le mura domestiche delle famiglie tedesche ci fosse l’esaltazione per Hitler, per le SS, per la Gestapo, per il martirio di quei 11 milioni di innocenti… Tutti, in Germania, dal postino al maestro di scuola, dal macellaio al portiere di casa, dagli studenti delle elementari a quelli delle università; tutti erano convinti e coinvolti nel crimine del genocidio europeo. Ed anche in nostro amico Steinbrueck, sicuramente avrà un “esempio” in famiglia a cui riferirsi e prendere insegnamento, ; qualche ex colonnello di Auschiviz, o di Dacau, ovvero di Treblinka, oppure uno di quei sottufficiali delle SS che a Sant’Anna di Stazzema, in poco più di tre ore massacrarono 560 civili, in maggioranza bambini, donne e anziani. I nazisti li rastrellarono, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra e bombe a mano. La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva solo 20 giorni. Ecco, questi Steinbrueck sono figli di quei criminali e assassini, ed hanno il coraggio di venire ad insultare il nostri politici, senza prima chiederci perdono per le loro nefandezze compiute senza motivo, ma con grande facilità, perché si trattava di donne e bambini. Si, è vero a noi piace la satira, fare l’ironia su tutto, fare la farsa di tutte le situazioni “pesanti” o gravose cui stiamo attraversando, ma questo è stato sempre lo spirito gioioso, fatalista, menefreghista, di sdrammatizzare quando le situazioni si fanno pensanti; insomma siamo un popolo ottimista, fiducioso, sognatore, sicuri che il domani sarà un giorno migliore, insomma speranzoso; perché? Perché crediamo nelle nostre capacità di risollevarci, perché la fiducia e la sperqnza non manca mai, perché non sentiamo – come loro – il peso dell’ignominia che ci assilla , che ci preme sulla coscienza. Ecco perché sono psicologicamente instabili, tutti, come Hitler, Goebbels, Himmler, Goering, e &. Non possiamo competere in questo con la rigidità, la negatività e l’occlusione mentale del tedesco. Vedete; c’è stato bisogno di una guerra mondiale per far capire ai crucchi che non s’ammazzano milioni di persone perché sono credenti in Dio e non nei loro ‘dei nibelunghi’. Ora, costoro, cresciuti nella concezione mistica della razza ariana e che non hanno mai smesso di sentirsi la razza superiore a tutti nel mondo, ed unici in Europa, ebbene, vorrebbero che ancora noi credessimo nella loro ‘superiorità’ cercando – e ripeto; ancora – di voler assoggettare oggi, l’Europa (come pensò di farlo Hitler con le guerre), al diktat economico-finanziario germanico, dimenticando che sono loro, per i loro misfatti compiuti in Europa, per i loro crimini, gli stermini, con i loro storici e sanguinosi saccheggi, sia di valori che di beni culturali, con le loro abominevoli interpretazioni della vita, che dovrebbero fare ingresso nel Parlamento Europeo, in punta di piedi e con il cappello in mano. Vogliamo parlare, ora, della stupenda ricostruzione della Germania dopo la fine della loro Guerra Mondiale? L’oro della Shoà per la ricostruzione della Germania Quando la Seconda Guerra Mondiale nel maggio del '45 finì, la Germania era ridotta a un enorme campo di macerie. Questa guerra, fortemente voluta e cercata da Hitler, aveva portato al bilancio agghiacciante di 55 milioni di morti e 35 milioni di feriti e la responsabilità era unicamente della Germania di Hitler. Le città tedesche assomigliavano a dei paesaggi lunari. Oltre a milioni di persone che avevano perso la casa per i terribili bombardamenti a tappeto delle grandi città, 12 milioni di profughi tedeschi, soprattutto dalle regioni dell'Europa dell'est, si trovavano per strada, tra un campo di accoglimento sovraffollato e l'altro, tra la fame e la disperazione. Nonostante fossero stati inviati dagli americani, nella Germania dell'ovest i massicci aiuti economici del "Piano Marshall". Sul piano economico-sociale la Germania occidentale visse negli anni 50 un fortissimo boom economico, erano gli anni del cosiddetto "Wirtschaftswunder" (miracolo economico). Il boom economico nella Germania ovest continuava a un ritmo sempre più sostenuto. La disoccupazione scendeva quasi a quota zero, c'era un grande bisogno di manodopera e si cominciarono a chiamare lavoratori dall'estero: prima vennero dall'Italia, poi dalla Spagna, dalla Grecia e dalla Iugoslavia. Quello che sconcerta quando si parla di Germania, dei Tedeschi, dei genocidi e delle stragi perpetrate in modo ‘scientifico’ ed assolutamente ‘normale e giusto’ per loro, è che questi personaggi da film dell’orrore hanno avuto, dopo la guerra, nei successivi anni, ’50, ’60 e ’70, il ruolo di importanti personaggi, dell’industria, della politica nazionale ed europea, ed all’interno della società civile tedesca e austriaca. Spietati assassini e volgari profittatori di gente inerme, che alla fine della guerra , dopo il 1945, per una serie innominabile di circostanze; politiche, di lobby, religiose e di ricostituzione di clan nazisti, si sono visti prendere in mano il potere industriale, economico, sociale e politico, da queste due nazioni, coinvolte in prima persona nel genocidio di ebrei e di altre etnie, "non-ariane", colpite dal rigore della cosiddetta igiene razziale, voluta da Hitler. Ne voglio solo dire una, solo una che ancora lascia perplessi tutti. Nel 1970 a Lione, sede dell’Interpol fu nominato come Segretario Generale, un ex nazista delle SS. Lo sterminio di massa condotto dai nazisti negli anni 1938-1945, ha qualcosa di diverso da quelli che lo hanno preceduto e seguito: nell'uccisione di persone inermi sono stati impiegati mezzi tecnici raffinati, come forse mai è avvenuto prima, con la partecipazione di aziende, con regolari contratti e affari, con perfetta anche se allucinante, logica imprenditoriale e con lauti profitti, proprio in contrasto con l'immagine di un nazionalsocialismo romantico e anticapitalista che viene ancora fatta circolare. Ci sono state discussioni fra funzionari, uffici nazisti e fornitori, sulla qualità dei macchinari e delle merci fornite per lo sterminio, c'è stato un coinvolgimento, non occasionale, di imprenditori che hanno cercato di fare "del loro meglio" per accontentare i committenti e perché lo sterminio venisse condotto nella maniera "migliore". Nel caso dello sterminio condotto dai nazisti vi sono stati, credo per la prima volta nella storia, stretti rapporti fra potere politico e aziende capitalistiche e i relativi tecnici, per cui il ricordo e lo studio di tale sterminio porta a mettere in discussione anche il ruolo e la moralità della tecnica e dell'impresa . A mano a mano che è aumentato il numero di persone catturate per motivi di religione, di "diversità" rispetto alla "razza bianca e ariana" dominante (oppositori del regime, comunisti, zingari, omosessuali, ebrei, testimoni di Geova, prigionieri di guerra, catturati in Germania e poi in tutte le parti dell'Europa occupate dai tedeschi), il regime nazista si è trovato di fronte ad un numero crescente di persone che dovevano essere trasportate da un posto all'altro, concentrate in campi, alimentate, sia pure sotto i limiti della sopravvivenza, smistate e suddivise, controllate. Tutto questo comportava l'uso di mezzi di trasporto, la costruzione di edifici, l'impiego di guardie, sorveglianti, medici, tutte risorse sottratte allo sforzo bellico. I prigionieri che potevano essere utilizzati come mano d'opera schiava, fino al loro esaurimento, venivano ceduti alle industrie come la I.G. Farben, la Krupp, le imprese di costruzioni, le fabbriche di aeroplani e missili, eccetera. Quelli che non "servivano" come potenziale mano d'opera erano esposti a malattie, epidemie, e tutto ciò rappresentava per la Germania un inutile "costo" che "doveva essere" ridotto o eliminato. E fu così che aziende come : La Volkswagen, le acciaierie Krupp e quelle famigerate della Thyssen, la Brown-Boveri, la Messerschmidt, della Zeiss Ikon,, la Leica, la AEG, Dest , DAW, Siemens, la Telefunken , la Basf , la Hoechst, l’AGFA, la Varta, la Bosch, la BMW, la Heinkel e Daimler-Benz, la Mauser, la Osram, la Philips, la casa automobilistica Opel della GM a Russelsheim; per non parlare poi della Topf di Wiesbaden, attiva fino al 1975: che costruiva crematori su commissione di Himmler, e che non ritenne opportuno cambiare neppure la sua ragione sociale, dopo la guerra; o la Ford-Werke (capitale tedesco-americano) che aveva creato una “società di copertura”, la Arendt GmbH, per produrre equipaggiamento bellico; veicoli, e parti per aeroplani. La Bayer, produttrice del famigerato gas Zyklon B, quel gas che venne usato nei campi di sterminio per uccidere milioni di povera gente. Tutte queste imprese, ed altre, andate perite durante la guerra, avevano perseguito l’uso di lavoratori stranieri e di prigionieri di guerra europei e dell’est Europa, chiaramente con la conoscenza da parte di tutte le delle imprese con sede negli USA. Dico ‘chiaramente’ perché non veniva dichiarato, nei bilanci, alcun costo per la manodopera in servizio presso queste aziende. E per questo, mi riferisco al caso delle imprese tedesco-americane, quali; la IBM, di Thomas J.Watson, che rimase affascinato “dall’energia “ che Hitler trasmetteva; la Du Pont, la Coca Cola, la Ford, la Standard Oil, la ITT, la Westinghouse, General Electric, HUGO BOSS, il maggior produttore tedesco di abiti, uomo donna, fu lo sponsor di Hitler. Il grande nome della moda made in Germany, il decano del pret-à- porter di buon livello tedesco, fu un nazista convinto della prima ora, fornì le uniformi alla Wehrmacht e alle SS, usò il lavoro di forzati dei paesi occupati che vivevano in condizioni disumane. A lui si deve l’ideazione di quel macabro teschio sul cappello delle SS. Leggendo i documenti che si riferiscono a questo sfruttamento disumano della ‘forza lavoro ’ da loro requisita in tutti i paesi europei, si rimane perplessi nel vedere che c’è stato un progresso tecnologico nell’uccisione degli ebrei ed altri. Infatti, le camere a gas non sono state inventate subito, sono il risultato di una ricerca, di una sperimentazione, cioè un progresso tecnologico che viene spinto dal bisogno. Insomma come la scoperta degli antibiotici o della penicillina… Il bisogno era quello di riuscire ad ammazzare tutti gli ebrei che c’erano ma non era possibile seppellirli tutti; questa necessità ha aguzzato l’ingegno. Le tecniche preparatorie erano di due ordini: la prima intendeva usare con pochissima spesa il lavoro degli ebrei validi per le industrie (per esempio la Siemens aveva addirittura una filiale nel campo di Auschwitz). La seconda tecnica mirava a ridurre le vittime a uno stadio larvale, di inedia e di bestialità che gli aguzzini avessero la sensazione di uccidere dei non-uomini. Ora diamo un po’ un’occhiata a cosa ci hanno ricavato i ‘ parenti’ e gli amici di casa Steinbrueck. Quanto oro, diamanti, valuta pregiata, quadri d’autore, oggetti d’arte e monili varii, trafugati singolarmente dagli uomini; della Polizia territoriale, della Gestapo, delle SS , della Whermacht, delle Einsatzgruppen, dell'unità Totenkopf-Verbände, dalla Sicherheitspolizei und SD, della sezione IV della RSHA di Adolf Eichmann, non è mai stato ritrovato dopo la fine della II Guerra mondiale? Durante la guerra, la sistematica razzia compiuta dalle forze tedesche nei territori occupati e orchestrata con eccezionale efficacia da Goering e dai governatori delle province portò la banca centrale di Berlino a ospitare nei suoi caveau la più colossale fortuna di ogni tempo, in precedenza appartenuta a paesi sovrani: all'atto dell'invasione, solerti funzionari del Reich entravano nelle banche centrali dove erano custodite le riserve auree e le ricchezze nazionali, le depredavano catalogando ogni cosa con meticolosa precisione e spedendo il tutto nella banca centrale tedesca a Berlino. La medesima operazione criminale venne compiuta in tutta Europa, dalla Polonia, alla Russia, in Ungheria, in Francia, non ci fu paese la cui riserva monetaria e aurea non fosse confiscata; allo stesso tempo la Germania si appropriava di quadri, gioielli, ogni tipo di bene artistico che poteva essere spedito in Germania, derubando sistematicamente l'Europa con quello che è unanimemente riconosciuto come il più grande furto collettivo che la storia ricordi. Molte di quelle ricchezze prendevano nei mesi successivi la via delle banche svizzere, come la Kantonalbank di Zurigo o le banche di Ginevra e Berna, i cui sotterranei corazzati nascondono a tutt'oggi segreti così terribili e tesori così luminosi da far impallidire chiunque. Lo scopo di questa operazione era essenzialmente il riciclaggio di oro rubato e la sua conversione in denaro fresco, liberamente utilizzabile. Berlino, sabato 3 febbraio 1945: 950 velivoli alleati sganciano oltre 2.200 tonnellate di bombe sulla città. Il bilancio finale parla di 2000 morti e oltre 120.000 senzatetto. La città è in fiamme, la maggior parte dei quartieri rasa al suolo nel più grave bombardamento della seconda guerra mondiale. Walther Funk, il direttore della Reichsbank, prende una fatidica decisione: il cuore del sistema finanziario tedesco deve salvare la riserva aurea che permetterà alla Germania di risorgere nel dopoguerra. Centinaia di casse furono anche riempite di fogli di argento e oro derivato dalla fusione di protesi dentarie reperite nei campi di concentramento e di oggetti d'oro razziati in ogni nazione occupata dall'esercito tedesco. Oltre 100 tonnellate d'oro e mille sacchi di banconote vengono velocemente stipati in diecine di vagoni ferroviari e trasferiti lontano dove solo una piccola parte, il 30/100 verrà recuperato dagli Americani. Decine e decine di bauli erano ricolmi di pietre preziose, con le quali gli ebrei deportati nei campi di sterminio speravano, invano, di barattare la loro libertà. Altri contenitori furono colmi fino all'orlo di denaro di valuta corrente inglese, turca, spagnola e portoghese. Si trattava del 93,17% di tutte le riserva finanziarie della Germania. Nei giorni seguenti, si pensò alle opere d’arte; quadri, sculture, migliaia di oggetti lignei e di metallo prezioso di artisti famosi, misurate in 400 tonnellate di materiale, tra cui oggetti d'arte virtualmente senza prezzo per il loro valore storico, umano e artistico. Casse contenenti l’oro che i nazisti sottrassero alle vittime, assassinate o sopravvissute, durante esecuzioni di massa e nei campi di concentramento e di sterminio, in particolare ad Auschwitz-Birkenau, Lublin-Maidanek, Belzec, Sobibor e Treblinka, NON VENNE MAI RINVENUTO. Ma la ricchezza acquisita dalla Germania durante la seconda guerra mondiale avrebbe subito un destino diverso dalle speranze dei vertici del III Reich. Un destino i cui meccanismi oscuri sono ancora oggi, a settant'anni da questi avvenimenti, ben lontani dall'essere chiariti. Questo avveniva nel 1945: il Reich non rinacque , ma da quella data l’economia tedesca fece uno strano ed improvviso balzo in avanti, parimenti alle altre nazioni europee, che mai, mai , nessun Paese che avesse partecipato alla II Guerra mondiale, avrebbe mai potuto permettersi di fare. Odessa, acronimo di : Organisation der ehemaligen SS-Angehöringen, era l’organizzazione clandestina nazista che si occupava di gestire i fondi della razzia compiuta ai danni degli ebrei e di destinarli alle varie esigenze che si presentavano la momento. Quindi, la priorità fu subito data, alla fine della guerra, alla fuga degli assassini all’estero; in un secondo tempo, alla ricostruzione dell’industria tedesca. “Odessa servì a trafugare miliardi di dollari ricavati dalle proprietà confiscate agli ebrei in Germania”, ha dichiarato Elan Steinberg, direttore del World Jewish Council, il Consiglio mondiale ebraico. “Il piano serviva a ricostituire il partito nazista da luoghi sicuri, oltre i confini tedeschi. Molte delle proprietà e dei beni contrabbandati dalla Germania nel corso di questa operazione devono esistere ancora”. Il documento su Odessa è un dossier datato novembre 1944 che porta il timbro ‘ Secret’ . Si basa sul lavoro di un agente dei servizi segreti francesi del Deuxieme Bureau infiltrato nelle organizzazioni naziste a Parigi durante l’ occupazione tedesca. La ‘ talpa’ partecipò a una riunione di industriali tedeschi tenuta all’ hotel Rotes Haus di Strasburgo nell’ agosto del 1944. L’ incontro era presieduto dal generale delle Ss Schied che prima dell’ inizio della guerra era anche direttore generale del colosso industriale Heshe Company. “Il loro piano era di contrabbandare oro, licenze e opere d’ arte dalla Germania attraverso i maggiori industriali del paese”, ha detto Steinberg, “intanto il partito nazista si sarebbe ricostituito in Germania come movimento clandestino”. Il documento è stato scoperto per la prima volta a luglio quando Steinberg ha avuto accesso a documenti recentemente resi pubblici dagli archivi nazionali di Washington. Da allora Steinberg ha verificato l’ autenticità del dossier segreto, trovando collegamenti con altri dossier che dimostrano come la Reichsbank, precursore della moderna Bundesbank, fosse coinvolta nella trama di Odessa. L’ incontro di Strasburgo era servito a pianificare la rinascita del Reich. Ai dirigenti della Volkswagen, delle acciaierie Krupp e Thyssen, della Brown-Boveri, della Messerschmidt, della Zeiss, della Leica e della AEG, Dest , DAW, Siemens, Zeiss Ikon, Heinkel e Daimler-Benz, fu detto che se volevano ancora produrre, dopo la guerra, doveva far parte dell’organizzazione che andava ad operare nel mondo per la rinascita della Germania.. Il dossier segreto cita l’ Obergruppenfuher delle Ss, Scheid, Il documento su Odessa può avere un impatto negativo sui discendenti attuali della maggiori corporazioni tedesche, come la Volkswagen e la Leica che sono sospettati di aver beneficiato fino a oggi dei beni saccheggiati dai nazisti. “Abbiamo finalmente abbastanza prove per un’ incriminazione”, ha detto Elan Steinberg, “dovremo portare a termine altre inchieste che coinvolgono società indicate nei documenti di Odessa e chiederemo risarcimenti quando riterremo sia opportuno farlo”. Il documento su Odessa è venuto alla luce dopo che il World Jewish Congress non è riuscito a convincere la Svizzera a fornire volontariamente i dati sui conti bancari segreti nazisti Mentre continuavano i negoziati tra il ministero del Tesoro americano e la Svizzera, il World Jewish Congress ha iniziato la propria inchiesta negli archivi nazionali di Washington. Così è stata scoperta l’ Operazione Safehaven. “I documenti sono la prova del più grande furto nella storia dell’ umanità”, ha dichiarato Steinberg che ha costretto il governo svizzero a dare il via a un’ inchiesta. “I nazisti hanno nascosto miliardi di dollari in beni rubati nei conti in banca svizzeri e hanno potuto mantenere questi conti in banca grazie alla complicità di funzionari americani e britannici ed anche di alcuni ecclesiastici. Si dovrebbe notare che il gruppo Thyssen (TBG) ora è la maggiore conglomerata industriale della Germania, e, con un patrimonio netto di più di 70 miliardi di dollari, una delle più ricche società al mondo. La TBG è talmente ricca che ha persino acquistato le società della famiglia Krupp, famoso fabbricante di armi di Hitler, lasciando i Thyssen gli indiscussi campioni di sopravvivenza del Terzo Reich. Dove hanno preso i Thyssen il denaro per partire con la ricostruzione del loro impero con tale velocità dopo la II Guerra Mondiale? Nella primavera del 1946 un ufficiale americano mostrò a Simon Wiesenthal (Ufficio Ebraico dei Criminali di Guerra) una busta sequestrata ad un colonnello delle SS, detenuto nel campo di prigionia di Ebensee, in Austria. Tra i documenti contenuti nella busta era presente il verbale di un colloquio che si era tenuto nell'agosto 1944 all'Hotel Maison Rouge di Strasburgo. Riuniti in consesso alla Maison figuravano rilevanti personalità legate al mondo dell'industria e della finanza: il re del carbone Emil Kirdof, il magnate dell'acciaio Fritz Thyssen, Georg von Schnitzler della IG-Farben, Gustav Krupp, il banchiere di Colonia Kurt von Schroeder, oltre ai portavoce della VW Werke, della Büssing-NAG, della Siemens, della Röchling. A seguito dell'incontro di Strasburgo cospicue somme di denaro vennero subito trasferite in banche di Paesi neutrali: Svizzera, Spagna, Turchia e soprattutto Argentina e Paraguay. Con i capitali tedeschi vennero create di lì a poco numerose società commerciali: secondo un rapporto del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti che risale al 1946 furono in complesso 750 le imprese finanziate dagli industriali nazisti; 112 in Spagna, 58 in Portogallo, 35 in Turchia, 214 in Svizzera, 98 in Argentina e 233 in varie altre nazioni. In conclusione, questi crucchi, devono tutto allo sterminio ed all’oro e preziosi che hanno trafugato in tutta Europa, complici, alla fine della guerra, della connivenza con le Banche svizzere che custodivano la loro refurtiva, delle valigie nascoste nei solai in campagna contenenti milioni di dollari USA e Sterline Inglesi, dei lingotti d’oro e diamanti che ogni tedesco aveva sottratto personalmente ai cittadini dei popoli assoggettati e dell’oro squagliato dalle protesi dentarie degli ebrei e dei deportati nei lager nazisti; in questo modo e nel tempo senza fare clamore, nel silenzio dell’informazione che regnava nel dopoguerra, si sono ricostruiti le fabbriche, si sono posti in prima fila nelle produzioni metal meccaniche, si sono fatti finanziare ulteriormente dagli aiuti USA, perché nel frattempo, neanche due anni dopo era iniziata la ‘Guerra fredda’ ed era sorta la Cortina di ferro Sovietica; quindi, niente ricerca dei criminali nazisti e silenzio sulle transazioni ed il riciclo del denaro sporco nazista. Insomma ci hanno guadagnato; 1, 2, 3, 4 volte, dalla guerra; in barba dei popoli e degli Stati che avevano devastato, martoriato, annientato. Loro, oggi, parlano definendo 2 ‘clown’ i nostri due personaggi che hanno gareggiato nelle elezioni politiche del marzo 2013; non ci offende l’epiteto, i clown sono dei professionisti dell’umor, fanno ridere i bambini, un po’ come i messaggeri del buonumore, come avviene negli Ospedali per l’infanzia; per questo é molto meglio essere dei clown che avere alle spalle una genìa di migliaia e migliaia di criminali, di genocidi, di assassini, di manipolatori e speculatori finanziari del popolo europeo.

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