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INGOVERNABILITA'

Ingovernabilità Credo che nessun politico abbia ancora tentato di capire chi sia il padre della attuale ingovernabilità. Se torniamo indietro al momento in cui Pier Luigi Bersani e tutta la Dirigenza politica del PD si trinceravano dietro le “REGOLE” per escludere dall’elettorato attivo per le primarie del PD tutti i cittadini italiani non iscritti al PD, capiremo che il padre della ingovernabilità è BERSANI, un modesto funzionario di partito, un burocrate, un miope che non ha avuto l’intelletto di intuire in Matteo Renzi l’uomo nuovo, il giovane figlio rottamatore (nell’interesse dell’Italia), deciso a fare piazza pulita di tutte le brutte facce di politici ad iniziare dalla Rosi Bindi, dal Massimo D’Alema, dalla Anna Finocchiaro, che hanno stancato tutta l’Italia con il loro essersi mummificati ed incollati alle poltrone senza alcun’altra idea che quella della lauta pagnotta in eterno, fregandosene dei disoccupati ed esodati italiani, oltre che delle piccole e medie imprese morte e moribonde. Io che nella mia vita ho cercato sempre di votare personaggi politici degni di rappresentare il popolo italiano, quando ho iniziato ad apprezzare Renzi, come “deus ex machina” primeggiante in questa penosa marmaglia di ciechi buracrati di tutti i partiti, avevo deciso di partecipare alle primarie del PD per poter avere come premier il giovane RENZI che avrebbe potuto creare una grande sinistra moderna e moderata da far invidia alle attuali sinistre europee. Una grande sinistra che avrebbe potuto raggiungere il 60% della maggioranza ad entrambe le due Camere. Le mezze tacche dell’illuso Premier in pectore Bersani, dell’illuso Vice Premier in pectore Enrico Letta, e di tutta la cieca Dirigenza del PD, preoccupata non delle sorti dell’Italia, ma della loro sorte legata alle loro casseforti (MPS, Unipol e Cooperative rosse che, pur essendo esentasse, vendono a prezzi superiori a quelli degli altri ipermercati), hanno tolto la chance a due terzi del popolo italiano di cambiare e migliorare l’Italia, salvandola dalla crisi in cui si dibatteva e si dibatte. Che cosa è successo allora? Che grazie a BERSANI (il passato), i due terzi del popolo italiano hanno votato per GRILLO (il futuro, grazie a Bersani) e per BERLUSCONI (il presente). Da qui, l’ingovernabilità. Se il Presidente Napolitano vorrà entrare in questa visione del gravissimo momento, non potrà sicuramente premiare Bersani, autore della catastrofe, ma dovrà chiamare RENZI, unico con la doppia qualità di far parte della coalizione di centro sinistra che ha vinto una mezza matematica elettorale, e di essere il Rottamatore che può snellire e ringiovanire la politica italiana ed entrare in feeling con l’altro Rottamatore GRILLO, oltre che con il pragmatico BERLUSCONI che può ancora dare tanto all’Italia e agli italiani, e dal quale è stato tanto apprezzato (peccato per Berlusconi che Renzi fosse a sinistra!). Non rimane che sperare in Napolitano ed aiutarlo ad entrare in questa visione che è l’”ultima spiaggia” di approdo per la naufragata barca “ITALIA”.

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