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una idea

egregio direttore, grazie a voi mi permetto di esprimere una idea in merito alla situazione attuale del nostro paese. Chiaro che le colpe dei politici e non solo, anche i media centrano, sono molte. tutti sappiamo fare i conti, e tutti, sappiamo che senza una struttura produttiva, che porta liquidità nelle casse, non si riesce ad uscire da nessuna crisi. per molti hanni ci hanno fatto credere che non era così, che solo privatizzando(vendendo) le migliori aziende, dichiarate fallimentari perchè inproduttive, si poteva uscire dalla crisi. Provate a spiegarvi, per quale motivo una azienda che è improduttiva, sarebbe tanto appetibile ad un privato, da invogliarlo ad acquistarla? semplicemente, perchè non è affatto improduttiva, è solo gestita male dai dirigenti che sono a capo di questa. perchè non vengono utilizzate le maestranze, con la competenza dovuta, perchè i dipendenti, sono assunti per un tornaconto politico e non per le capacità effettive di questi, spesso ci sono assunti in officine meccaniche che dimeccanica non sanno proprio nulla ed in uffici amministrativi troviamo gente che non ha nulla a che vedere con i compiti che deve svolgere. da quì è cominciato a venir fuori che un lavoro fatto dalla amministrazione pubblica costa molto di più dello stesso affidato ad una azienda privata, fino ad arrivare, con queste giustificazioni, che è meglio privatizzare.nulla di più falso ! basterebbe una gestione della manodopera più oculata, usare la forza lavoro mettendo le giuste professionalità al giusto posto, dar loro la possibilità, con attrezzature idonee e materiali occorrenti per svolgere i lavori di competenza, le aziende non sarebbero improduttive, al contrario, sarebbero addirittura concorrenziali con quelle private, addirittura senza rivali per i costi notevolmente più bassi. non a caso una azienda statale fa gola al privato per il solo fatto che un privato gestisce la propria azienda allo scopo di averne un vantaggio economico e non di potere politico. un privato, quando un lavoratore non fa il proprio dovere lo licenzia per giusta causa, lo stato quando un lavoratore non fa il proprio dovere, lo tutela perchè non solo non lo licenzia ma, addirittura, lo promuove ad incarico superiore, con il relativo aumento di stipendio. questo, avviene, molto più frequentemente agli alti livelli. altra domanda: mi spiegate per quale motivo un lavore che ha vogli di fare qualcosa, non deve lasciarsi andare al dolce far niente, sapendo che il suo lavoro non sarà premiato a favore del cosiddetto fannullone? ora alla luce di questo mi permetto di dire, che le privatizzazzioni sono solo una vera presa in giro per il popolo ed un grande affare per le lobbyes di qualsiasi genere. penso che si dovrebbe conservare la struttura produttiva statale, rendendola efficiente, con nuove regole, simili a quelle adottate dall'amministrazione americana. in quel paese non ci sono concorsi pubblici per accedere ad un lavoro pubblico. le assunzioni avvengono con la valutazione dei curricula e basta superare un colloquio con il dirigente preposto, che ne risponde direttamente, da un qualsiasi posto di lavoro pubblico uno può licensiarsi in qualsiasi momento per un'altro lavoro pubblico o privato. il dipendente viene pagato più che dal privato però sa bene che non può permettersi di non produrre o peggio truffare il datore di lavoro pena il licenziamento e la perdita della pensione, questo, fino all'ultimo minuto di lavoro. in italia, basterebbe cambiare queste regole ed avremmo una macchina statale efficentissima. le colpe di questo non sono dei dipendenti statali, loro a volte fanno i salti mortali per dare un servizio ai cittadini, le colpe sono dei politici che usano questi posti di lavoro come moneta di scambio per il loro mero potere politico, che viene mantenuto con agevolazioni, incentivi una tantum, ed altre forme di compensi, che permettono a tutti di mantenere lo status quò. tanti sono gli immobili dello stato dichiarati in'agibili,( in modo truffaldino ), allo scopo di poter giustificare l'utilizzo di strutture di amici, pagando un fitto che a volte diventa scandaloso, per strutture che non sono adeguate. con quei soldi si potrebbero rendere efficienti quelle strutture statali. costerebbero meno. non abbiamo le possibilità le leggi ci impediscono di farlo. queste le ridicole giustificazioni. Le leggi chi le fà? quelle esistenti, allora, sono state fatte per giustificare i vostri loschi affari, non per il bene del paese. a completare i problemi irrisolvibili, poi le incentivazioni da parte dello stato alle aziende per investire nei paesi esteri dove non viene tenuto in nessun conto la tutela del lavoratore, sotto tutti i punti di vista, diritti, salute orari di lavoro, ne tantomeno quelli sull'ambiante, la cina è il maggior paese inquinante della terra lo segue l'india. nessuno spende un soldo a tutela dei lavoratori a dell'ambiente, risultato? il costo del lavoro immensamente inferiore rispetto a quello attualmente in italia, per poi importare i prodotti di quei paesi a codizioni vantaggiose a danno della produzione italiana. cari politici, quì è doveroso dire anche sindacalisti, mi spiegate per quale motivo in italia si devono rispettare leggi a volte anche vessatorie per produrre qualsiasi cosa, con costi stellari, pena multe elevatissime e tasse al limite dello strozzinaggio, ed allo stesso tempo incentivate la produzione in quei paesi dove non esiste nulla di tutto questo? ora non voglio dire che dobbiamo tornare a togliere quei vincoli che tutelano i lavoratori e l'ambiente, questo no! però pretendo che lo stato non incentivi le nostre aziende a lavorare in paesi che non hanno rispetto per i lavoratori e per l'ambiante, in tal proposito bisogna, necessariamente impedire l'uso di prodotti realizzati in quei paesi con dazi tali da rendere non conveniente l'acquisto di quei prodotti con un introito erariale maggiore per lo stato, nonpuò il mio stato rendersi complice di disastri ambientali perpetrati in altri stati con gli incentivi ed allo stesso tempo del disastro economico del proprio paese. tornare ad una struttura produttiva statale con una riforma dello statuto dei lavoratori eliminando i concorsi pubblici, fonte di clientelismo, becero politico. eliminiamo il finanziamento pubblico ai partiti, sindacati ed associazioni culturali a vario titolo cha spesso, di culturale hanno solo l'apparteneza a questo o quel partito politico. vogliamo far pagare una tassa sugli immobili? bene, la paghino tutti gli immobili, nessuno escluso. fosse stato così ora avremmo molte decine di miliardi di euro in più e probabilmente avremmo potuto ridurre di un bel po' il debito pubblico, non mi sarei lamentato, invece, questa tassa l'ha pagata solo chi ha fatto tanti sacrifici per avere un tetto mentre, le banche tramite le fondazioni ad esse collegate lo stato pontificio che ha tanti immobili spesso con raggiri dei vecchi, si è impossessato di tali averi non hanno pagato nulla per questi. che le banche sono associazioni di beneficienza? non mi pare, eppure hanno patrimoni immensi come gli stessi partiti, proprietari di altrettanti immensi patrimoni in carico ad associazioni culturali o fondazioni attraverso le quali, con leggi fatte,( QUESTE SI AD FONDAZIONEM E ASSOCIAZIONEM ) allo scopo di eludere le tasse e prendere in giro il popolo tutto. le stesse cooperative con le agevolazioni di cui godono a scapito delle imprese diverse ed artigiani, assurdo che una coperativa non paghi quanto un semplice artigiano, non è affatto vero che queste non producono un elevato utile, godono di particolari tipologie di contratto per i lavoratori, infatti, tali lavoratori non sono semplici dipendenti, sono, soci-dipendenti, in tal modo non hanno il diritto di scioperare per sopprusi o abusi da parte del titolare, come si può scioperare contro se stessi? i costi dei prodotti nelle coop non sono assolutamente più bassi che in altri nagozi, anzi in molti casi, sono molto più alti. non si capisce come mai, possa avvenire questo. nonostante tutte le agevolazioni statali. energia elettrica, gas, benzine, tutte aziende statali dichiarate fallimentari, non solo improduttive, FALLIMENTARI, sono state svendute ai privati ( amici ), stranamente, funzionano magnificamente eproducono utili da nababbi, con queste avremmo pagato tanti di quei debiti che ora potremmo avere energia gratis e fare ancora utili che permetterebbe allo stato di investire in altri settori, uno su tutto la richerca, con tutte le sue derivazioni. non venite a dirmi che non si può fare, PERCHE' SAPETE BENISSIMO CHE TUTTO QUESTO SI PUO' FARE, CAMBIARE LA MACCHINA STATO E RENDERLA SIMILE A QUELLA DEL PRIVATO, POTREMMO ADDIRITTURA ( QUESTA MAGARI NON PROPRIO ) DIVIDERCI GLI UTILI DEI GUADAGNI CHE NE DERIVEREBBERO. quanto meno con quegli introiti si potrebbero aiutare a crescere tante aziende con relativi posti di lavoro, questa è una politica economica.altro argomento che oserei toccare, LE BANCHE, in italia non abbiamo una banca di stato che possa dare credito alle imprese, a tasso agevolato, che permette degli investimenti senza che questi siano motivo di strozzinaggio. sarebbe il caso di creare una banca con questi compiti, avremmo ancora in questo caso una fonte di introito che permetterebbe di ridurre ulteriormente il debito pubblico. anche qui qualcuno potrebbe dire non si può, le leggi lo vietano. permettememi di non essere daccordo. uno stato fa tutto quanto è possibile per raggiungere l'obbiettivo dell'oggetto sociale, al pari di una qualsiasi azienda. il male maggiore di questa nostra italia, sono le tantissime leggi impossibili da interpretare, persino per il legislatore, tanto è vero che dopo ogni legge bisogna attendere i successivi decreti attuativi, che spiegano come interpretarle, spesso sulla stessa legge abbiamo più decreti esplicativi, spesso contrastanti, oltre al fatto che molte leggi sono fatte in modo volutamente confuso, per impedire una rapida applicazione della stessa, infatti, una nuova legge viene approvata tenendo attiva quella che si vorrebbe abrogare, mantenedone in vigore solo alcuni articoli che rimandano a precedenti leggi, a volte risalenti addirittura al legislatore ante ventennio,regi decreti di sua maesta..............! basterebbe fare una nuova legge comprendente in modo chiaro tutto quello che si vuole ottenere, abrogando integralmente le vecchie leggi che non sono più idonee allo scopo per il quale sono state promulgate. avremmo molte meno leggi, molto più comprensibili, di più semplice attuazione per non dover andare in bibblioteca a ricercare i testi a cui si fa riferimento. non è concepibile che per capire una legge bisogna impiegare dei mesi per rintracciare i capitoli delle infinite leggi rischiando di non aver raccolto tutto e interpretare in modo opposto quanto previsto, senza contare che la ricerca ha un costo. Prima il mio stato poi provvederemo a guardare altrove. penso di essere moderatamente nel giusto, accetto commenti motivati. antonio.

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