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Ma Grillo che dice?

La legge che disciplina l'erogazione dei rimborsi elettorali ai partiti (la numero 96, del 6 luglio 2012) all’articolo 5 è chiarissima: i partiti e i movimenti politici, per avere diritto ai rimborsi per le spese elettorali, sono tenuti a dotarsi di un atto costitutivo e di uno statuto, “redatti nella forma dell’atto pubblico” e devono indicare “l’organo competente ad approvare il rendiconto di esercizio e l’organo responsabile per la gestione economico-finanziaria.” Il Movimento 5 stelle, come sappiamo ormai tutti, NON HA UNO STATUTO, NON HA UN TESORIERE nè un "organo competente ad approvare un rendiconto di esercizio", è proprietà privata di Grillo (e Casaleggio ?) e dunque NON HA DIRITTO, per legge, AD ALCUN RIMBORSO. L'eventuale rimborso infatti andrebbe direttamente nelle tasche di due privati e, per fortuna, la legge non lo consente. IL M5S NON RINUNCIA A NIENTE, SEMPLICEMENTE NON NE HA DIRITTO! Si capisce così perchè Grillo NON rinunci invece ai contributi che toccano ai Gruppi parlamentari del M5S (circa 10 milioni all'anno), provvedendo in anticipo a impegnare i singoli parlamentari a versarli direttamente a lui, che li gestirà.

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