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Polemica con Langone

Ill.mo Maurizio Belpietro direttore di “Libero”, scrivo a te perchè non so come raggiungere Camillo Langone – su internet sta scritto che egli non dà la sua e-mail -, scrivo a te perchè posso accreditarmi: compro da 15 anni il tuo giornale senza mancare un giorno. Scrivo a te perchè vorrei far sapere al sig. Langone, del quale leggo su Internet cose mirabili, che nell’art. scritto su Benedetto XVI del 28 febbraio 2013, ha detto una grossa fesseria. Dopo aver iniziato così bene parlando dell’elezione di Benedetto XVI che ci ha liberati da un papato Martini e che ha portato sul trono di Pietro la più alta e profonda intelligenza di teologia, dice che la recezione dell’ostia nelle mani è stato un atto di protesta e disprezzo verso il papa. Io non so che dire. Langone non è un prete, ma se avesse esercitato il ministero per 60 anni come me, avrebbe benedetto chissà come l’usanza di ricevere l’Eucaristia nelle mani. Mi è capitato centinaia e centinaia di volte di distribuire la S. Comunione e riportare un segno di rossetto nelle dita. Solo chi fa il prete sa il disagio che ne viene fuori; perchè o ci si va a lavare le mani lasciando momentaneamente la distribuzione, e non serve dire che disagio si andrebbe a creare nella fedele che ha procurato l’incidente o si continua a distribuire creando uno stato di ripugnanza che andrebbe dall’ostia alla persona di Cristo che si riceve nell’ostia. E poi che mi significa quel “mani luride”? Le mani si possono lavare e diventano il simbolo della carezza, della mano che dà l’elemosina, la mano dell’amore. Quell’atteggiamento che si assume tendendo le mani per ricevere l’ostia è forse la più bella preparazione alla comunione. In quel modo si dice la nostra pochezza, il bisogno che abbiamo di Cristo e la certezza di averlo preso. Che ci sia chi non crede alla presenza reale nell’eucaristia che cosa ha a che fare col nostro discorso? Può credere o non credere sia chi fa la comunione ricevendo l’ostia nella bocca sia chi la fa tendendo la mano. Come il buon prete di Parma anch’io dico ai miei fedeli :” siete liberi di fare come volete, ma io preferisco chi fa la comunione, tendendo la mano”. Apprezzo il Langone perchè per questa polemica sono andato a leggere di lui su internet. Ho trovato cose stupende. Allora se rimane nella sua posizione e mi dice che non capisco niente, transeat; se pensa che ho ragione io lo giustificherò con l’aliquantulum et bonus dormitat Homerus”. In occasione di questa polemica il Vescovo di Teramo mons. Seccia mi fece leggere – e gliene sono gratissimo – un passo di S. Cirillo di Gerusalemme “che non ho mai dimenticato – dice il Vescovo - e che noi sacerdoti dovremmo ripetere più spesso ai fedeli e ai bambini (in modo particolare!)” QUANDO TI ACCOSTI ALLA MENSA DEL SIGNORE PER RICEVERE IL CORPO DEL FIGLIO DI DIO RICORDA CHE LA TUA MANO SINISTRA SIA COME UN TRONO SOSTENUTO DALLA DESTRA. ACCOSTANDOTI AL CELEBRANTE DOPO AVER FATTO UN INCHINO DI ADORAZIONE ACCOGLIERAI IL CORPO DEL SIGNORE CON FEDE DICENDO AMEN E SPOSTANDOTI DA UN LATO CON LA DESTRA TI NUTRIRAI DEL PANE VIVO DISCESO DAL CIELO. POI TORNERAI AL TUO POSTO.

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