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VOTI ANNULLATI

Elezioni 2013: 250.000 voti annullati per il PDL. Caro Direttore, per quanto sopra, vi devo segnalare quanto riscontrato in occasione del mio ricovero in un ospedale milanese, per problematiche respiratorie, durante le elezioni del febbraio 2013. Premesso che negli ospedali e case di cura e riposo, come da regolamento elettorale ministeriale, è previsto un seggio fisso ed uno volante per i degenti impossibilitati a muoversi dal reparto di degenza e che la disposizione ministeriale prevede che due scrutatori ed un segretario (totale 3 persone) si rechino dagli ammalati per espletare le operazioni di voto e premesso che una volta espresso il voto le schede elettorali vengono poste in buste di carta aperte sino al completamento della raccolta delle schede votate nei vari piani dell’edificio; Premesso quanto sopra, detta procedura (quella della raccolta delle schede in buste di carta aperte) è stata, Domenica 24 febbraio nel pomeriggio, immediatamente criticata dalla scrivente e dai parenti degli altri degenti in quanto non era assicurata né la segretezza del voto, né la impossibilità di manomissione del voto (in particolare l’annullamento del voto) durante il giro per i vari piani dell’ospedale, tanto più che gli operatori in questione erano due e non i tre previsti dal regolamento. Ho richiesto esplicitamente di far verbalizzare dal Presidente di seggio le mie perplessità ed osservazioni chiamando a testimone anche il vigile di turno, ma senza esito. Ho pertanto segnalato telefonicamente (tel 020202), quella che a mio parere è una grave anomalia, al funzionario dell’ufficio elettorale del Comune di Milano che ha raccolto la mia testimonianza assicurandomi un immediato riscontro, che tuttavia non ho avuto. Oltre l’anomalia specifica avvenuta nell’ospedale in questione (due operatori invece di tre), il regolamento ministeriale comunque, a mio parere come cittadino elettore, con la raccolta delle schede in buste non chiuse lascia ampio spazio a possibili manomissioni e questo vale per tutti gli ospedali e le case di cura e di riposo. Visto il numero degli ospedali italiani e delle case di riposo, sarebbe il caso di analizzare la grave problematica riscontrata e, comunque, intervenire presso il Ministero degli Interni affinchè trovi il sistema di meglio garantire la correttezza delle procedure di voto nei luoghi di degenza e cure per il prossimo ricorso alle urne non utilizzando il sistema delle buste aperte per la raccolta temporanea delle schede votate dai degenti costretti in un letto.

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