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Hai vinto? No, mi sto vendendo tutto.

C’è una pubblicità in televisione che, ogniqualvolta va in onda, è come ricevere un pugno nello stomaco, nella dignità, nella sensibilità e nel rispetto verso il prossimo. La scena si presenta con due coppie che stanno sorseggiando un pregiato vino rosso. Una delle due dice all’altra che sono reduci da una meravigliosa crociera. L’osservazione, pensata e detta, è comprensibile: “ un aumento di stipendio o una vincita all’Enalotto”. No, la risposta è più semplice (e drammatica) di quanto si possa pensare: è bastato vendere il proprio oro, quello accumulato in una vita di stenti e risparmi. Ebbene, si vuol far credere che una persona venda i gioielli di famiglia per andare in crociera! I nostri colli stanno diventando più lunghi di quelli di Modigliani se si continua a infilare la testa nella sabbia, attenzione. Tre famiglie su quattro non arrivano alla fine del mese, eppure c’è chi va in crociera grazie alla vendita dei gioielli di famiglia. La verità è che non c’è nessuna crociera e che questa famiglia vende, anzi svende, il suo “tesoretto”, frutto di sacrifici di una vita, per pagare la tassa per l’università al figlio, per la bolletta della luce o acqua, per restituire un prestito a una finanziaria che diventa ogni giorno che passa sempre più minacciosa. Nessuna crociera, nessuna vacanza. Deprime assistere a questi sciacalli che vogliono vendere un servizio, attraverso una pubblicità subdola, che ha solo un nome: speculazione. Un Paese civile non può permettere questo. La dignità passa attraverso questo semplice principio. ...dal Salotto di Bartolo Fontana

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