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IL CANTO DELLE SIRENE

Sono preoccupato e non poco. ascoltando interviste ai neo eletti M5S, interviste da un lato che vogliono mettere in luce impreparazione e da un altro che una volta inseriti nel contesto politico anche quest’ultimi si inseriranno nel sistema e diventeranno casta essi stessi. In alcune di queste interviste, creando ad arte spesso una situazione di confusione, normale per chi per le prime volte si trova di fronte ad una videocamera e ad un microfono, l’intervistatore cerca di evidenziare non solo che l’intervistato non è a conoscenza di quanti fossero i parlamentari e la loro ripartizione fra Camera e Senato ma anche che il linguaggio non fosse appropriato, che sono privi di autonomia decisionale, di trovarsi a Roma imbarazzati ( “comu Nofriu ‘n Palermu” si dice in Sicilia). Altre interviste hanno cercato di creare confusione e disagio nei neo eletti delle liste del Movimento, tutti ragazzi e ragazze, lavoratori, disoccupati, professionisti, genitori , donne ed uomini puliti cercando di far capire che vi sono dei possibili acquirenti ( essendo aperto il mercato delle vacche) ed offerte di nuove casacche. Mi meraviglia come ancora questi giornalisti e cronisti non si siano offerti per fare ai neo eletti grillini lezioni di tecnica corruttiva, Galateo Comportamentale, diritto Costituzionale e Parlamentare. Molti in forma palese o mascherata tendono ad incominciare a far conoscere, sotto una forma o un’altra i privilegi passati, quelli attuali e quelli possibili. I neo eletti dovrebbero essere, lasciano intendere i madia, incapaci a resistere al canto delle sirene e per Grillo o chi per Lui sarà una gran fatica comprare e distribuire cera da mettere nelle orecchie come fece Ulisse con i rematori della barca che doveva portarli a casa. Le stanze di Palazzi del potere, arredate per lasciare intendere una lussuosa vita di corte, lasciano intendere che non sarebbero compatibili con una prevista ed invocata sobrietà grillina. Un uomo normale penso non vorrebbe trovarsi nei panni di quei neofiti della politica che dovranno vivere con sole poche migliaia di euro a fronte delle decine di migliaia nella disponibilità ( legittima o illegittima)dei colleghi più adusi a quel mondo. Questi e queste nuovi politici, rappresentanti del popolo grillino, dovranno pure contrastare con parenti, affini ed amici che diranno loro guarda come fanno gli altri . Forse sarà la stessa società civile che li circonda a dire che non si capisce perché in nome di un ideale o di una idea si debba ancora a stringere la cinghia o non provvedere a “ sistemare” se stessi e la propria famiglia. Io non ritengo che questi giovani debbano diventare eroi ma che continuino ad essere persone perbene. Eroe è una persona che trovandosi in una situazione particolare si comporta in modo eccezionale, persona perbene quella che giorno per giorno, in qualunque situazione, si comporta in maniera ineccepibile. Per essere eroi basta un momento, per essere uomo perbene è necessaria tutta una vita. Una persona perbene che ho conosciuto durante la mia vita lavorativa una mattina entrando nel mio ufficio mi disse: “ Per me è arrivato il momento di scegliere o devo rinunziare alla mia funzione (era assessore di un comune ) o devo entrare nel meccanismo”. Alla mia domanda del perché mi rispose: “ Ma se anche mia moglie mi chiede come mai la moglie del tuo collega assessore, che fa un lavoro come il tuo e guadagna quanto te, a Natale ha avuto in regalo la pelliccia e la macchina nuova mentre tu hai organizzato soltanto una cena familiare in una trattoria del paese spendendo una quota della tua tredicesima ”. A quella persona degna del mio rispetto e del rispetto di tutta la società ho risposto che secondo me bisognava avere il coraggio di non aver paura di continuare ad essere se stessi anche quando le sirene cantano. Francesco Amoroso, uomo qualunque

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