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gli squali

Avere paura e chi non ne ha, avere sete, fame, caldo, freddo chi non ne ha. Di una cosa però non tutti ne hanno: vergogna e umiltà. Sì proprio quella umiltà che dovrebbe essere l’abito di tutti i giorni, domeniche e tutte le feste in rosso riportate sul calendario. E’ un valore caduto in disuso perché gli interessi in gioco sono sempre tanti e che la venialità delle azioni sono tutte riconducibili sempre e soltanto al Dio Profitto proprio perché gli attori non sono più dei santi. Non dimentichiamo mai che tutte le cose sono fatte esclusivamente per due motivi: per fede o per opportunità. Capite bene che se i portatori di fede non ce ne sono più rimangono solo coloro che le cose le fanno per tornaconto personale. Queste considerazioni trovano riscontro in politica. Argomento sfrenato di questi giorni ci dimosta proprio questo. La corsa ad arrivare, ad accaparrare poltrone, a non mollare l’osso come cani arrabbiati. Ne Bersani, Berlusconi, Monti, Grillo sono come quel Dio greco raffigurato mentre porta il mondo sulle spalle. Squali feroci infestano da sempre i nostri mari, mai sazi e ognuno con le rispettive remore, parassiti di parassiti, che per la gente di terra e non di mare forse si possono chiamare porta borse/tablet. Votate e fate votare Riccardino Cocciante in che pena mi fai! Lì, 08-03-2013 Gianfranco Tirone

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