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A David Rossi, Perché con lui siamo caduti tutti in volo

E’un atto estremo di quella “pratica dell’onestà” , sulla quale pochi giorni fa si apriva un dibattito su web per noi comunicatori e managers, che non avremmo mai voluto considerare. Non importa quale “cavolata abbia fatto” - come scriveva il collega David Rossi nell’ultimo biglietto forse indirizzato alla sua compagna di vita - non importa quale saranno i dettagli della magistratura, a noi non importa chi lo possa aver chiamato sul cellulare prima della sua morte: le Istituzioni preposte faranno chiarezza. Ma ogni Donna o Uomo che per professione sia impegnato a “comunicare al mondo”- da manager, giornalista, specialista del settore o consulente - in questi giorni deve sentire le ferite di quel volo, perché saranno le cicatrici che David ha fortemente voluto imprimere nel nostro operare quotidiano per ricordarci quale grande coraggio dobbiamo trovare dentro noi stessi anche per decidere di non comunicare qualcosa se non coincide prima di tutto con il sistema valoriale ed etico che ci rappresenta sia individualmente che socialmente. Entrare in conflitto con noi stessi fino a decidere di rifiutare ogni compromesso con la vita, e arrivare persino a credere che uccidersi possa evitare altri potenziali danni alla propria famiglia, innanzitutto morali, è un atto di coraggio immenso, doloroso e consapevole che nessuno si potrà mai permettere di chiamare suicidio: David Rossi è stato ucciso dalla solitudine interiore dell’Uomo il cui senso umano coincide fortemente con il suo ruolo sociale, con la sua terra, con il sorriso della sua gente, con quanto di straordinariamente importante, coerente, corretto è riuscito a fare per la loro azienda, per la loro secolare banca. David Rossi è stato lasciato solo. “Da chi” ce lo dirà forse la magistratura: a noi non importa nemmeno questo. Davi Rossi ha visto l’Uomo nello specchio: un Uomo che era ciò che il volto della sua gente gli restituiva. Come tanti noi specialisti del settore, creiamo consenso e viviamo del consenso delle persone alle quali lo doniamo. E ci sentiamo bene con noi stessi ogni volta che usciamo dai nostri uffici perché sono valori forti - un po’ semplicemente abbelliti – valori in cui crediamo, valori che “mettiamo in comune” , che comunichiamo. Che non ci fanno sentire la stanchezza, che ci perdonano i ritardi a casa, che ci fanno trascorrere anche intere notti a trovare soluzioni. La nostra missione di vita e per il collega Rossi, purtroppo, anche di morte. E non sarà “quella cavolata”, Dr. David Rossi, non sarà quella che non ci farà rispettare il tuo messaggio. Né sarà quella che toglierà rispetto e un profondo e silenzioso abbraccio alla tua famiglia, alla tua etica e a quanto hai fatto di splendido per tanti anni e ovunque. Da tutti coloro che, come noi e come ha sempre fatto lui, credono in ciò che fanno.

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