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Gli "straordinari" di Napolitano

Caro Direttore, mi piacerebbe avere un Suo parere in merito a queste poche righe. Riccardo Zucconi Imprenditore Il popolo sovrano ha scelto; male ,come succede spesso, ma ha scelto. Un quarto dell’elettorato si è voluto togliere la soddisfazione di mandare a quel paese tutto il mondo della politica, la casta , quelli che stanno sempre bene anche quando tutti stanno male. Peccato che così facendo quelli elettori hanno contemporaneamente sfornato un parlamento in cui è impossibile trovare una maggioranza che governi e questo proprio mentre i”mercati” ci stanno tenendo d’occhio in attesa di scatenarci addosso una nuova speculazione con tanto di aumento di spread e di tassi d’interesse che già oggi facciamo fatica a sopportare. Siamo all’immobilismo , con i leaders dei partiti tradizionali incapaci di trovare una qualsiasi via d’uscita mentre Fitch comincia intanto a declassarci. E’ evidente che dobbiamo dotarci di un Governo che dia al nostro Paese quella parvenza di credibilità internazionale che ora anche l’Incappucciato della Maremma pare toglierci e mentre la nostra economia declina ogni giorno di più verso una recessione micidiale. Ora, tenuto conto dei veti incrociati plurimi e aggravati (dalle varie insipienze dimostrate)e della scarsa fiducia riposta nella nostra classe politica risulta evidente che l’unica figura che può bypassare questa situazione è quella che vede Giorgio Napolitano come Presidente non della Repubblica ma del Consiglio dei Ministri. La direzione è dunque quella di mettere in piedi un governo di salvaguardia degli interessi della Nazione presieduto da un uomo apprezzato e credibile sia in Italia che all’estero. Il modus operandi sarebbe dunque quello di operare in prorogatio con Mario Monti fino ad una data posteriore al 15 maggio,procedendo nel frattempo alla elezione dei presidenti delle Camere, alla elezione di un nuovo Presidente della Repubblica che conferisca proprio a Napolitano l’incarico per la formazione di un Governo composto da pochi e indispensabili membri. Tale Governo dovrà portare a compimento in pochi mesi un programma di moralizzazione nazionale e di messa in sicurezza delle nostre finanze che comprenda i seguenti punti: 1)Dimezzamento degli emolumenti complessivi dei parlamentari 2 inasprimento della lotta alla corruzione nella PA. e della politica. 3)abolizione del finanziamento pubblico dei partiti 4)nuova contrattazione su fiscal compact e sulla politica della BCE 5) revisione su base contributiva delle pensioni d’oro 6) ) riforma legge elettorale Fra questi punti esiziale è quello sulle politiche economiche europee: deve essere chiaro che l’Italia non può sopportare ulteriormente il peso congiunto di fiscal compact + libere oscillazioni dei tassi dì interesse sui titoli di credito nazionali; i due fattori esauriscono le risorse che il nostro Stato dovrebbe destinare a crescita e sviluppo e per una ripresa della nostra economia . Ma in generale credo che in merito si sia creata una presa di coscienza trasversale fra le maggiori forze politiche italiane e dunque che il necessario sostegno parlamentare arriverebbe da quei partiti che si giocano il futuro nel contrapporre il senso di responsabilità alla rappresentazione della protesta e cioè PD,PDL, Lista Monti. Nessuna di queste tre forze potrebbe rifiutare l’appoggio a quest’uomo di sinistra sì ma che ha svolto per anni il ruolo di figura imparziale rappresentando in modo egregio il Paese e che toglie dall’impasse anche un PDL isolato e privo di prospettive, un PD confuso e diviso, un Monti depresso e non diversamente recuperabile. Resta evidente che tutti questi passaggi, così come la composizione del nuovo Governo ,soprattutto per quanto riguarda i profili di politica economica in sede europea, comportano difficoltà e ostacoli duri da superare ma lo stato di necessità delle suddette formazioni politiche può far miracoli nel raggiungere un accordo su tematiche che il Popolo ha dimostrato di considerare essenziali e che la crisi denuncia essere di improcrastinabile risoluzione . A novembre si tornerà a votare ma con un sistema diverso che consentirà ai cittadini di scegliere veramente gli eletti e al sistema di esprimere una governabilità compiuta. In pochi mesi all’opinione pubblica verranno fornite 6 buone ragioni per tornare a scegliere partiti “di governo” mentre al Movimento 5 Stelle verranno tolte 6 ragioni per raccogliere consenso. Non solo ,tale periodo consentirà anche di operare in quei partiti un forte rinnovamento delle classi dirigenti consentendo la piena emersione negli opposti schieramenti di leaders nuovi e credibili. Forse gli italiani potendo scegliere fra Giorgia Meloni e Matteo Renzi distrarrebbero volentieri lo sguardo da movimenti “ordastici” e inadatti per loro natura al buon governo di una nazione. RICCARDO ZUCCONI

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