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Cavoli, che furbo. Non quercia, bensì Fassino.

Il Piero Franco Rodolfo comune Torino, già nazionale, già ministro, anche segretario, cara Maglie, non può querelare Renzi. Primo perché non è sindaco di FI, sigla di Firenze ma anche di altro mostro che inneggia(va) all'Italia..., ove non son rappresentati gli agnelli bensì i lupi. Secondo perché non avrebbe avuto il terzo nome, Rodolfo per l'appunto. Terzo, primo però per importanza, tanto più per un agnellino piemontese come lui, perché è figlio di papà, non di mammà, a sua volta figlia di socialista fondatore, non di socialista soldato semplice. Perché - in nome di quella tradizione tanto cara alle vittime partigiane e non comuniste, anche se antifasciste - non lo ha scritto, almeno Lei ottima Maglie, che Piero non è quercia ma Fassino socialista, povero, troppo povero, ma anche agnello, troppo agnello rispetto al lupo lupone, anche Cavaliere, Silvio Berlusconi, che se socialista è socialista insicuro e dunque va perseguito senza pietà avendo i giudici alleati? Proprio come ha fatto lui: civilmente in sede penale, ove a chi, come lui, non pecca né è peccatore, neppure per il peccato originario, nulla di male e di penale - economicamente soprattutto - può accadere. Non per altro o se non altro perché le quercie e gli agnellini comunisti, pur se socialisti (buoni) di discendenza, sono sempre figli di papà. Ma la mamma non è sempre una? Magari rappresentata, senza riferimenti alla quercia Fassino appare opportuno precisare a scanso di rischi civili, dall'unico vero paladino tout court delle donne? Il Cav Silvio Berlusconi, appunto? Peter Pan, al confronto della quercia secolare Fassino è peccatore più grande: anagraficamente anche se non esclusivamente perciò. Il che è tutto dire. Cavoli che furbo. Vincitore senza essere imputato. Cattolico adamitico, pre cacciata dall'Eden e pre delinquente del peccato originario (od originale). Ingegnere di palazzi di legno, abitato solo da teste – quando non anche corpi – di corrispondente materiale. Agnellino. Meglio: agnelli no, mai! In compagnia di giudici complici.

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