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E' LA DENATALITA' IL PRIMO PROBLEMA DELL'ITALIA

Un aumento della natalità non solo sanerebbe un terribile scompenso demografico (troppi anziani e pochissimi giovani, sui quali grava l'onere delle pensioni), riequilibrando i rapporti tra fasce d'età nella popolazione, per restituirli a valori se non fisiologici, almeno meno patologici, ma, quasi come effetto collaterale, creerebbe anche un enorme numero di posti di lavoro (prodotti e alimenti per l'infanzia, indumenti, giocattoli, asili nido e scuole materne, personale medico e paramedico, e via dicendo). Un aumento della natalità non porterebbe necessariamente a un incremento numerico della popolazione. Basterebbe infatti puntare sulla "crescita zero". Ciò richiederebbe un raddoppio dell'attuale tasso di natalità in Italia. La cosa non deve meravigliare: infatti il livello attuale di natalità fa sì che tra una generazione e quella successiva ci sia un dimezzamento numerico. Per mantenere numericamente stabile la popolazione, e cioè per avere una "crescita zero", il numero delle nascite in Italia dovrebbe dunque raddoppiare. Attualmente in Italia le condizioni sono però proibitive: di fatto è vietato fare figli. Il valore sociale della maternità è misconosciuto, anzi la maternità, con le regole che ci siamo dati e che per nostra sfortuna sono diverse da quelle di altri Paesi europei che invece sulla maternità investono fior di risorse, è di fatto incompatibile con il lavoro. Nell'ambiente di lavoro essa è vista come un evento negativo, assai doloroso, che va possibilmente evitato. Stanti le attuali regole, i privati cercano di assumere solo lavoratrici che non intendano diventare mamme, almeno a breve, e anche negli enti pubblici le lavoratrici in gravidanza spesso non vengono sostituite, con conseguenti fortissimi disagi per gli sfortunati colleghi di lavoro. Con questa "intelligente" organizzazione la prospettiva per il popolo italiano è quella di una eutanasia fortemente voluta, pianificata e meritata. Altro banale effetto collaterale, destinato a manifestarsi in tempi più brevi, è il calo del p.i.l., che va di pari passo con la riduzione della natalità. L'Italia sta diventando un Paese di vecchi e non è pensabile che ciò abbia sul p.i.l. un impatto positivo. Con i più cordiali saluti.

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