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IL PRESIDENTE IMPLORA LA “COESIONE” Nell’ultimo accorato appello, il presidente Napolitano,per il bene della nazione, ha supplicato al quadro politico emerso dalle recenti consultazioni elettorali la “coesione”. Non occorre spulciare la mitologia greca e scomodare l’indovino Tiresia per capire che la parola “coesione”pronunciata dal Presidente era ed è rivolta alle forze politiche che detengono la volontà democratica espressa dagli elettori italiani affinchè la rispettino attraverso la nascita di un Governo in coesa sintonia con le sofferte problematiche di tutti gli italiani. Invero, il Paese Italia ,certamente fantasioso sotto l’aspetto cromatico dei suoi simboli elettorali, vorrebbe essere anche economicamente bello e rassicurante per tutte le generazioni presenti e future. Evviva una Italia tutta intera e compatta , amata e curata dai reggitori della “res pubblica”, non per l’abilità delle schermaglie linguistiche o per la caccia agli errori spinti fino alle “guerre puniche” ed alla perenne necessità di ultimare la distruzione dei competitori “leaders cartaginesi”. L’Italia non va rottamata ma aggiustata da tutti, con spirito e volontà di “coesione”. Per restituire agli italiani un motore che funzioni e faccia crescere l’economia reale occorre assemblare tutti i componenti di detto motore e smettere di illudere che, allo scopo, sia sufficiente utilizzare soltanto la pretesa superiorità dello “spinterogeno” di parte. Dott. Romano Dolce.

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